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20 marzo 2026
Raffaello Celommi, "Canzone popolare".
olio su tela, cm 60x100, collezione privata.
Raffaello Celommi (Firenze 1881 - Roseto degli Abruzzi 1957)
"Canzone popolare"
Olio su tela, cm 60x100
Collezione privata.
19 marzo 2026
Festival della Canzone Abruzzese e Molisana di Vasto dal 1955 al 1967, i successi.
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LE CANZONI RACCONTANO SAN VITO, Canzoni abruzzesi, San Vito Chietino.
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Luigi Illuminati e Antonio Di Jorio, Le migliori canzoni Abruzzesi.
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Luigi Martella, “Vasto. L’attesa delle paranze”, 1946.
Luigi Martella, “L’attesa delle paranze”, 1946,
olio su cartoncino telato, cm 47x28, collezione privata.
Luigi Martella (Vasto, 11 gennaio 1911 - 12 ottobre 1971)
“L’attesa delle paranze”, 1946
Olio su cartoncino telato, cm 47x28
Collezione privata.
18 marzo 2026
17 marzo 2026
16 marzo 2026
14 marzo 2026
Vasto, Il ballo muto. Lu buàlle mìte (dalle memorie di Gennaro Spadaccini).
Lu buàlle mìte (dalle memorie di Gennaro Spadaccini).
(Ballo muto, perché i ballerini non si parlavano).
Don Nicola Benedetti (alias Mazzacòcche) negli anni prima della II Guerra Mondiale, un mese prima di carnevale, nella sala di udienze della Conciliazione, di cui era cancelliere, essendo amante del ballo, organizzava lezioni ai giovanotti vastesi.
Siccome le ragazze non le facevano uscire le mamme, allora lui organizzava per 32 ragazzotti, di cui 16 di fattezze gentili che provvedeva a truccare da signorine.
Formate le coppie cominciava ad istruirli al suono della fisarmonica, insegnando movimenti per ottenere incroci, figure, incontri, stelle, anelli intrecciati e tante altre belle figure.
Tanta gente attorno, macchine fotografiche e qualche cinepresa.
I giovani con vestiti variopinti rendevano stupenda la scena.
Continuavano a ballare fino a stancarsi.
Si esibivano il giovedì grasso, la mattina in piazza Rossetti e il pomeriggio in piazza del Popolo e al Belvedere.
Era un vanto per noi vastesi questa manifestazione del giovedì grasso, e poi fino a martedì Carnevale con "La storie", " Il poeta e il contadino", " E' morte carnivèle" e "la Cavallarè", che vi racconterò.
Nota di FPS: L’abbigliamento cambiava ogni anno, secondo l’estro dell’organizzatore.
Le foto me le ha procurate Filippo Marino che, correttamente, tiene a precisare che non sono sue. Spero che i proprietari degli originali non abbiano obiezioni.
Da: Francesco Paolo Spadaccini FB
13 marzo 2026
Vasto, Chiesa del Carmine.
Fino al 1904 la chiesa del Carmine aveva una unica gradinata di acceso. Ne è testimonianza la xilografia di Giuseppe Barberis, incisore, del 1898, pubblicata la prima volta in "La patria: geografia dell'Italia" di Gustavo Strafforello e successivamente, insieme ad altre incisioni di Vasto, sulla collana "Le cento città d'Italia" edita dalla Sonzogno.
Nel 1904 la scalinata fu abbattuta per far posto alla doppia gradinata che possiamo ammirare oggi.
Giuseppe Ferrara
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