10 agosto 2026
Padre Simone Mascetta e il film Mission.
Un’antica chiesa sepolta a Lanciano: la Collegiata della Santissima Annunziata e lo scultore Pietro Follacrani.
9 agosto 2026
8 agosto 2026
7 agosto 2026
Francesco Paolo Michetti, La pastorella, scena agreste, 1887.
6 agosto 2026
Antiche misure agrarie di Vasto e della Provincia di Chieti.
Antiche misure agrarie di Vasto e della Provincia di Chieti.
Tra le misure di superficie del sistema metrico decimale,
adottato in Italia nel 1861, troviamo anche le cosiddette misure
agrarie. Sono unità di misura della superficie così chiamate perché
utilizzate per misurare l’estensione (cioè l’area) dei terreni agricoli.
Ve ne sono diverse che
variano di nome e di consistenza da zona a zona.
Nella provincia di Chieti, l'unità locale di misura
della superficie usata
in agraria era
il tomolo.
Il valore del tomolo era variabile da comune a comune. Ciò era dovuto al
fatto che queste misure facevano spesso riferimento alla produzione agricola
che si poteva ottenere da una determinata porzione di terreno; quindi i valori
variavano al variare delle rese.
Inoltre era legato al cosiddetto Moggio, cioè al contenitore (in
bronzo, in creta o scavato in una pietra, come a Piazza del Tomolo a Vasto) che rappresentava il volume
standard utilizzato per misurare la quantità di grano occorrente per
quella superficie.
A Vasto vi erano le seguenti denominazioni di superficie: la Salma o Soma, il Tomolo, il Mezzetto, il Quarto o Coppa, e la Misura.
Secondo le tabelle catastali storiche delle Misure Locali dell'ISTAT, un tomolo di terra a Vasto corrisponde
a circa 3.406 metri quadrati (34,06 are), da cui poi ne derivano i
multipli e i sottomultipli.
Di conseguenza, un mezzetto (che equivale alla
metà di un tomolo) corrisponde a circa 1.703 metri quadrati.
Pertanto i valori di
riferimento a Vasto sono:
·
1 Salma, pari a tre tomoli: 10.218 mq (10,218 are)
·
1 Tomolo: 3.406 mq (34,06 are)
·
1
Mezzetto: 1.703 mq (17,03 are) —
pari a mezzo tomolo
Ulteriori sottomultipli:
·
Il tomolo
si divide in 2 mezzetti.
·
Ciascun
mezzetto si divide a sua volta in 2 quarti.
·
Ciascun
quarto si divide in 6 misure.
5 agosto 2026
Alessandro D’Anna, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi), 1795.
2 agosto 2026
La rete di avvistamento tra il Fucino e la Valle Peligna.
Le principali sono:
Torre delle Stelle – domina la parte nord della piana del Fucino. È una torre medievale cilindrica costruita con funzioni di controllo militare e di avvistamento.
Castello Piccolomini – la più importante fortezza che controllava il Fucino, con quattro grandi torri angolari e una posizione strategica sulla piana.
Torre di Goriano Sicoli – sorvegliava l'accesso occidentale alla Valle Peligna.
Torre di Anversa degli Abruzzi – controllava il passaggio verso le Gole del Sagittario e la Valle Peligna.
Torre di Frattura Vecchia – posta in posizione elevata per il controllo delle vallate circostanti.
Queste strutture permettevano di trasmettere rapidamente segnali di allarme mediante fuochi, fumo o altri sistemi ottici, avvisando dell'arrivo di eserciti, briganti o incursioni. Erano particolarmente importanti durante il Medioevo e l'età aragonese, quando la Marsica e la Valle Peligna rappresentavano un corridoio strategico tra il Regno di Napoli e l'Italia centrale.
La rete difensiva tra il Fucino e la Valle Peligna era concepita come una vera e propria catena di avvistamento ottico. Le torri erano costruite su rilievi che permettevano di vedere la postazione successiva; in caso di pericolo si trasmettevano segnali con fuochi, fumo o specchi.
Una ricostruzione del percorso principale è la seguente:
Castello Piccolomini di Celano – comando principale della conca del Fucino. Controllava tutta la piana e le vie verso Avezzano e l'altopiano delle Rocche.
Torre di Santa Iona (Ovindoli) – collegava Celano con il versante settentrionale del Fucino ed era espressamente descritta come anello tra il castello di San Potito e quello di Celano.
Torre di Collarmele – la sua posizione segue un preciso allineamento visivo con Aielli, Celano, Venere dei Marsi, Ortona dei Marsi e Sperone, dimostrando l'esistenza di una rete organizzata.
Torre di Aielli – controllava la parte orientale del Fucino e comunicava con le torri della Marsica orientale.
Torre Piccolomini di Pescina – dominava la valle del Giovenco, il principale corridoio naturale che collega la Marsica con la Valle Peligna. Era in allineamento visivo con la torre di Venere dei Marsi.
Torre di Sperone – a oltre 1.200 metri di quota, sorvegliava l'accesso verso Gioia dei Marsi, il passo del Diavolo e la via per la Valle Peligna.
Torre di Goriano Sicoli – già all'ingresso della Valle Peligna, controllava il traffico proveniente dalla Marsica.
Da qui il segnale poteva raggiungere rapidamente i castelli di Prezza, Pratola Peligna, Pacentro, Bugnara, Anversa degli Abruzzi, Roccacasale, Vittorito e infine Popoli, che sorvegliava l'uscita della valle verso la valle del Pescara.
Questa rete consentiva di trasmettere un allarme dal Fucino fino a Popoli in tempi molto brevi, probabilmente nell'arco di 30-60 minuti in condizioni di buona visibilità, poiché ogni torre doveva soltanto ricevere e ritrasmettere il segnale.
Si tratta di uno dei sistemi difensivi medievali più interessanti dell'Appennino centrale, sviluppato tra il XII e il XV secolo dai Conti dei Marsi, dai Berardi, dagli Orsini e successivamente dai Piccolomini.
1 agosto 2026
31 luglio 2026
Mappa dell'l'Abruzzo dipinta dal cartografo Ignazio Danti (1580-85). Galleria delle Carte Geografiche nei Musei Vaticani.
30 luglio 2026
Daniela Guaiti, La cucina dei monasteri. (Abruzzo).
29 luglio 2026
Cammino Grande di Celestino.
Un grande Cammino di 204 km e 12 giorni nel cuore dell'Abruzzo, da L'Aquila fino al mare di Ortona passando per il Parco Nazionale della Maiella, Geoparco Unesco. Sulle orme di Celestino V, tra natura straordinaria e spettacolari eremi rupestri.
Potete percorrerlo per intero o scegliere la variante "Classica" di 84 km e 5 giorni nel Parco della Maiella. Un viaggio unico che vi porterà ad attraversare valli incontaminate, giungere fino a 1500 metri di quota e, infine, perdervi tra i vigneti direzione mare Adriatico.
Le tappe sulla Maiella richiedono la giusta preparazione escursionistica, ma la bellezza del paesaggio vi ripagherà di ogni sforzo. La Tappa 8, con ben tre eremi rupestri in un solo giorno, è pura magia. Buon cammino e nessuna paura!
E voi? Avete mai percorso questo cammino?
Da: Cammini d'Italia


















































