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16 agosto 2026

Vasto, Piazza Diomede, Corso De Parma e Piazza Cavour. Festa di Santa Maria Incoronata, 26 Aprile 1913.

Vasto, foto di Nicola Anelli da Palazzo Palmieri, 26 Aprile 1913,
color Filippo Marino

Vasto, Piazza Cavour (Rossetti). Festa di Santa Maria Incoronata, 26 Aprile 1913, foto di Nicola Anelli,
color Filippo Marino

Filippo Palizzi, (Vasto, 16 giugno 1818 – Napoli, 11 settembre 1899).

Filippo Palizzi, (Vasto, 16 giugno 1818 – Napoli, 11 settembre 1899).

Viaggio nell'Abruzzo Magico - Intervista a David Ferrante.

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All’interno delle varie identità culturali e regionali, uno spazio importante è occupato dal folklore e dalle mitologie affollate di riti, creature, superstizioni e credenze che hanno plasmato comportamenti ed atteggiamenti che attiviamo, inconsapevolmente, anche nel quotidiano. È un’eredità invisibile, ma presente, che attraversa gesti, parole, simboli, stratificata nella memoria collettiva e nei territori.
David Ferrante, sociologo e saggista ed autore, esplora da anni questo patrimonio immateriale, coniugando il rigore della ricerca sociale con una sensibilità narrativa capace di ridare voce a figure semidimenticate e a pratiche arcaiche. I suoi studi e racconti – dalla pandàfeche agli antichi sortilegi del solstizio d’estate – disegnano una mappa antropologica del sacro e del magico in Abruzzo, dove il mondo contadino, la fede popolare e la paura dell’ignoto si intrecciano in una trama che ancora oggi (volente o nolente) ci appartiene. In questa intervista, ci addentreremo con lui in un universo simbolico fatto di erbe e parole, sogni e incubi, santi e spiriti, per riscoprire la potenza generativa del folklore non come reliquia del passato, ma come chiave attuale di lettura del presente, richiamando alla memoria quei ricordi dei nostri nonni, appartenenti ad una fase pre-industriale in cui il magico albergava ancora nelle case. Perché queste storie non sono solo fiabe antiche: sono dispositivi culturali che continuano a definire chi siamo, come agiamo, cosa temiamo e a cosa affidiamo, ancora oggi, le nostre speranze. ___________ 0:00 Intro 0:44 Dai racconti dell'infanzia allo studio del folklore 1:44 Incontri ravvicinati: la pandafica e il primo racconto 3:06 Alle origini del rito 4:19 Bestiario abruzzese 5:18 Il rito della 'Mmidia 7:53 L'eredità del rito e delle credenze 9:09 Tra sacro e profano 11:50 Il revival delle tradizioni popolari: è solo turismo? 13:42 Ricerche e documentazione, alcune considerazioni 14:46 Il folklore contro l'omologazione 16:25 Sulle creature dei racconti popolari 19:44 Empatizzare con "il mostro" 21:48 Al di là del bene e del male 24:11 Il Mazzamurello e il pretesto narrativo 25:21 Custodire l'interesse e la memoria 27:00 Sintetizzare la cultura magica abruzzese 27:27 Il senso di questi argomenti oggi: dall'IA all'irrazionale ___________ 🔗Alcuni link per approfondire 🌐 https://abruzzomagico.jimdosite.com/d... 📚 http://www.streghedabruzzo.it/ 📙 https://www.amazon.it/stores/author/B... DAVID FERRANTE è sociologo e scrittore, appassionato studioso e divulgatore della cultura popolare. Come sociologo, ha pubblicato diverse monografie e saggi tra cui tre monografie e vari saggi in collettanee edite da Franco Angeli e dall’Università d’Annunzio di Chieti. È particolarmente noto come divulgatore e autore di opere che recuperano il patrimonio leggendario abruzzese. Tra i suoi saggi chiave spicca “Tradizioni, riti e sortilegi del 24 giugno. San Giovanni Battista nella cultura popolare abruzzese”. È ideatore e curatore delle antologie tematiche di successo come: "L’Ammidia. Storie di Streghe d’Abruzzo", "Fate, Pandafeche e Mazzamurelli. Storie di miti, superstizioni e leggende d’Abruzzo", "Magare. Storie di Streghe d'Abruzzo v.2" e "Anime Sperse. Storie di fantasmi d'Abruzzo e Molise". La sua opera personale, "Il dolore della luce. Racconti di streghe, fantasmi e d'amore," ha visto la seconda edizione nel 2024 (edito da Tabula Fati). Per le edizioni Solfanelli, nel 2025, ha pubblicato il saggio “Sicurezza locale. L'Amministrazione della sicurezza urbana nell'evoluzione storica e giuridica della Polizia Municipale” e curato la seconda edizione integrale del libro “Primo Levi, Abruzzo forte e gentile. Impressioni d’occhio e di cuore” del 1882. ___________ 🔗 Tutti i nostri link: https://linktr.ee/operarotas 👉🏻    / @the.operarotas   👉🏻   / opera__rotas   👉🏻   / opera_rotas  

Nicola Salerni, Fontana pubblica di Villalfonsina, 1977.



Nicola Salerni, Fontana pubblica di Villalfonsina, 1977, olio su tela , collezione privata.





il cane

Adriana Gandolfi, La vera storia degli arrosticini.

Da: Opera Rotas

10 agosto 2026

Vasto, la Bagnante.


Storia della congiura del principe di Macchia e della occupazione fatta dalle armi austriache del Regno di Napoli nel 1707 del marchese Angelo Granito principe di Belmonte, 1861.


Maria Teresa Pace, Cesare Michelangelo d'Avalos: Un Principe senza Macchia e il "Codicillo".

Maria Teresa Pace, Cesare Michelangelo d'Avalos: Un Principe senza Macchia e il "Codicillo".
Segue in Pdf


Da: Academia.edu

Padre Simone Mascetta e il film Mission.


È piaciuto a chi l’ha visto. Parlo del film Oscar nel 1988 Mission che ebbe tra i protagonisti Robert De Niro. Le musiche furono scritte e dirette da Ennio Morricone. De Niro faceva la parte di un ex schiavista che si convertì al cristianesimo. Il protagonista, un gesuita, ebbe come attore bravissimo Jeremy Irons che impersonava padre Gabriel. In realtà quel religioso, per la storia, era padre Simone Mascetta, nato a Castilenti, in provincia di Teramo a fine 500 e protagonista di una rivoluzione condotta dai gesuiti in una parte nascosta del Paraguay che vide i Guaranì passare da schiavi degli spagnoli e dei portoghesi a uomini liberi, insieme a una comunità di religiosi. Padre Simone fu mandato lì da un altro abruzzese famoso, Claudio Acquaviva, quinto generale della Compagnia di Gesù nato ad Atri. Il giovane di Castilenti scrisse al “pezzo grosso” dei gesuiti chiedendo di andare in India. Claudio decise di indirizzare il giovane verso una missione particolare in Paraguay. Nacquero le “riduzioni”, un esperimento, riuscito, che vedeva religiosi e una popolazione non cristiana, dividere tutto. Dal cibo, alle coltivazioni, dalla non violenza al rispetto reciproco. La storia di padre Simone Mascetta è racchiusa in un libro scritto da Antonio Di Donato, edito da Hatria di Atri.






Un’antica chiesa sepolta a Lanciano: la Collegiata della Santissima Annunziata e lo scultore Pietro Follacrani.

Veduta di Lanciano di G. Pacichelli, color by F.Marino

Un’antica chiesa sepolta a Lanciano: la Collegiata della Santissima Annunziata e lo scultore Pietro Follacrani.
di Angelo iocco
Segue in Pdf

6 agosto 2026

Antiche misure agrarie di Vasto e della Provincia di Chieti.


Antiche misure agrarie di Vasto e della Provincia di Chieti.

Tra le misure di superficie del sistema metrico decimale, adottato in Italia nel 1861, troviamo anche le cosiddette misure agrarie. Sono unità di misura della superficie così chiamate perché utilizzate per misurare l’estensione (cioè l’area) dei terreni agricoli.

Ve ne sono diverse che variano di nome e di consistenza da zona a zona.

Nella provincia di Chieti, l'unità locale di misura della superficie usata in agraria era il tomolo.

Il valore del tomolo era variabile da comune a comune. Ciò era dovuto al fatto che queste misure facevano spesso riferimento alla produzione agricola che si poteva ottenere da una determinata porzione di terreno; quindi i valori variavano al variare delle rese.

Inoltre era legato al cosiddetto Moggio, cioè al contenitore (in bronzo, in creta o scavato in una pietra, come a Piazza del Tomolo a Vasto) che rappresentava il volume standard utilizzato per misurare la quantità di grano occorrente per quella superficie.

A Vasto vi erano le seguenti denominazioni di superficie: la Salma o Soma, il Tomolo, il Mezzetto, il Quarto o Coppa, e la Misura.

Secondo le tabelle catastali storiche delle Misure Locali dell'ISTAT, un tomolo di terra a Vasto corrisponde a circa 3.406 metri quadrati (34,06 are), da cui poi ne derivano i multipli e i sottomultipli.

Di conseguenza, un mezzetto (che equivale alla metà di un tomolo) corrisponde a circa 1.703 metri quadrati.

Pertanto i valori di riferimento a Vasto sono:

·         1 Salma,  pari a tre tomoli: 10.218 mq (10,218 are)

·         1 Tomolo: 3.406 mq (34,06 are)

·         1 Mezzetto: 1.703 mq (17,03 are) — pari a mezzo tomolo

 Ulteriori sottomultipli:  

·         Il tomolo si divide in 2 mezzetti.

·         Ciascun mezzetto si divide a sua volta in 2 quarti.

·         Ciascun quarto si divide in 6 misure.


 

Provincia di Chieti



5 agosto 2026

Vasto, la Bagnante e tramonto a Punta Aderci.

foto di Domenico Vasile

Punta Aderci, tramonto sotto al Trabocco, foto di Domenico Vasile

Mario Orfini: Vasto, le ragazze in barca, 1951.

foto di Mario Orfini, BNCF

Alessandro D’Anna, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi), 1795.


Alessandro D’Anna, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi), 1795, guazzo su carta, cm 31,6x58,6, Museum of Fine Arts (Szépművészeti Múzeum), Budapest.
 

Realizzato nel 1795, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi) è uno dei più suggestivi documenti iconografici dedicati all'antico lago del Fucino. 
L'opera, eseguita a guazzo su carta dal pittore Alessandro D'Anna (Palermo, 1746 – Napoli, 1810), è oggi conservata nel Museum of Fine Arts (Szépművészeti Múzeum) di Budapest.
Il dipinto raffigura le limpide acque del Fucino, noto all'epoca anche come lago di Celano, animate da piccole imbarcazioni di pescatori e incorniciate dal paesaggio montano della Marsica.
Si tratta di una preziosa testimonianza visiva di un ambiente destinato a scomparire pochi decenni dopo, con il definitivo prosciugamento del lago, completato nella seconda metà dell'Ottocento grazie all'imponente opera di bonifica promossa da Alessandro Torlonia.
L'opera di D'Anna rappresenta una memoria storica del più grande lago dell'Italia peninsulare, il fascino di un paesaggio che per secoli ha caratterizzato l'identità della Marsica e dell'Abruzzo.