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13 maggio 2026

Giuseppe Rodini, disegnatore e calligrafo di Atessa: Abruzzo Citeriore, 1846.

Giuseppe Rodini, Abruzzo Citeriore, 1846.
 

GIUSEPPE RODINI disegnatore e calligrafo di Atessa

Nacque il 14 febbraio 1813 da umili genitori. Frequentò le scuole municipali di Atessa, la sua città natia, e ancora giovane si distinse per una eccellente calligrafia, imitando con perfezione, perizia e ingegno, gli esemplari che ebbe a modello. Ma Giuseppe Rodini si distinse soprattutto per i disegni geografici e topografici.

Dette saggio del suo valore disegnando a penna la pianta topografica di Vasto, antichissima città de’ Frentani, adornandola, ne’ margini, di cenni brevi della Storia della città. Tale lavoro, donato al Comune di Vasto, che fu per qualche tempo ornamento della Sala Municipale, dalla quale scomparve nel 1862. Rodini per questa opera si accattivò la benevolenza del Municipio di Vasto; a spese pubbliche fu mandato a Napoli, dove protetto dal Marchese S. Angelo, Ministro dell’interno, divenne impiegato allogato in uno de’ dicasteri del Ministero dello Interno nella Capitale del Regno delle Due Sicilie.

Durante la sua dimora in Napoli, Rodini portò a compimento un Atlante geografico di rara precisione, che fu molto ammirato, ed un portatile Mappamondo in cartoncino, che facilmente poteva piegarsi, e poi riprendere forma mediante un semplice ed ingegnoso meccanismo.

Diede Giuseppe Rodini anche alle stampe la sua geografia antica e moderna, meritando encomii dalla stampa e dal pubblico.

Eseguì Rodini non pochi lavori a penna con rara perfezione e magistero non comune. Eseguì copie di stampe di celebri autori, e disegni di paesi, animali, figure, fiori, e frutta.

Rodini prese in moglie la sorella dell’illustre politico avvocato, Antonio Scialoja, dal quale ottenne non molto, solo un posto presso il Ministero di Agricoltura e Commercio.

Giuseppe Rodini, Elementi di geografia moderna, 1854-58.












Abruzzo
 Da: Archive

GIUSEPPE RODINI disegnatore e calligrafo di Atessa

Nacque il 14 febbraio 1813 da umili genitori. Frequentò le scuole municipali di Atessa, la sua città natia, e ancora giovane si distinse per una eccellente calligrafia, imitando con perfezione, perizia e ingegno, gli esemplari che ebbe a modello. Ma Giuseppe Rodini si distinse soprattutto per i disegni geografici e topografici.

Dette saggio del suo valore disegnando a penna la pianta topografica di Vasto, antichissima città de’ Frentani, adornandola, ne’ margini, di cenni brevi della Storia della città. Tale lavoro, donato al Comune di Vasto, che fu per qualche tempo ornamento della Sala Municipale, dalla quale scomparve nel 1862. Rodini per questa opera si accattivò la benevolenza del Municipio di Vasto; a spese pubbliche fu mandato a Napoli, dove protetto dal Marchese S. Angelo, Ministro dell’interno, divenne impiegato allogato in uno de’ dicasteri del Ministero dello Interno nella Capitale del Regno delle Due Sicilie.

Durante la sua dimora in Napoli, Rodini portò a compimento un Atlante geografico di rara precisione, che fu molto ammirato, ed un portatile Mappamondo in cartoncino, che facilmente poteva piegarsi, e poi riprendere forma mediante un semplice ed ingegnoso meccanismo.

Diede Giuseppe Rodini anche alle stampe la sua geografia antica e moderna, meritando encomii dalla stampa e dal pubblico.

Eseguì Rodini non pochi lavori a penna con rara perfezione e magistero non comune. Eseguì copie di stampe di celebri autori, e disegni di paesi, animali, figure, fiori, e frutta.

Rodini prese in moglie la sorella dell’illustre politico avvocato, Antonio Scialoja, dal quale ottenne non molto, solo un posto presso il Ministero di Agricoltura e Commercio.

Valerico Laccetti, “Portale della chiesa di S. Pietro in Vasto”, 1888.

Valerico Laccetti, “Portale della chiesa di S. Pietro in Vasto”,
1888, disegno a penna, cm 56,5x41, Pinacoteca civica V. Bindi, Giulianova.
Da: Vasto Gallery

Giuseppe Rodini, Mappa per la Ferrovia Abruzzese, 1856.

Giuseppe Rodini, Mappa per la Ferrovia Abruzzese, 1856.

Montesilvano una città tra i binari.

12 maggio 2026

Jean-Victor Schnetz, "Ritratto di una contadina abruzzese in preghiera".


Jean-Victor Schnetz, (Versailles, 14 aprile 1787 – Parigi, 15 marzo 1870)
"Ritratto di una contadina abruzzese in preghiera"
Olio su tela, cm 73,5x59,5
Collezione privata.

P. Marcellino Cervone, Vita del Venerabile Servo di Dio Padre Ludovico da Gildone, Lanciano, Stab. Tip. Rocco Carabba, 1892.

P. Marcellino Cervone, Vita del Venerabile Servo di Dio P. Ludovico da Gildone, Lanciano, Stab. Tip. Rocco Carabba, 1892.
Da: BDMA

Lawrence Alma-Tadema, pittore olandese: “Donne abruzzesi”.

Lawrence Alma-Tadema (Dronrijp, 8 gennaio 1836 – Wiesbaden, 25 giugno 1912)
“Donne abruzzesi”
Olio su tela, cm 71.1x 5.7
Collezione privata.

Cesare De Laurentiis, Il Gastaldato e la Contea di Chieti con la Serie de’ suoi Conti, Sulmona, tip. Colaprete, 1904, rist. 1981.

11 maggio 2026

Fernando D'Annunzio: I primi cinque canti della Divina Commedia di Dante Alighieri in dialetto vastese.


Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca da Rimini.

In occasione delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il poeta vastese Fernando D'Annunzio ci ha regalato la traduzione e la declamazione in vernacolo dei primi cinque canti della Divina Commedia. 
F.M.

Un grazie va all’amico Filippo Marino che mi ha suggerito di cimentarmi nella traduzione in “dialetto vastese” dei primi cinque canti dell’Iinferno, a suo tempo tradotti in “dialetto abruzzese” dal nostro concittadino Giuseppe Perrozzi.

Facile non è stato produrre questo lavoro, proprio perché sono passato attraverso una traduzione dall’opera di Dante Alighieri al dialetto “abruzzese” (scritto tra virgolette, perché in questo dialetto che consideriamo “abruzzese” non si riconosce tutto l’Abruzzo dove ogni territorio più o meno vasto, ha una sua “koiné”). Inoltre, molti termini del dialetto “abruzzese” non sempre hanno il corrispettivo vastese e in questo caso ho dovuto ottemperare al rispetto di rima e metrica che l’opera di Dante esige, cercando sinonimi validi e variando a volte la rima stessa e la costruzione del verso, con l’intento anche di conferire all’opera un’agevole comprensione e scorrevolezza.

Spero di aver rispettato gli intenti del nostro don Peppino Perrozzi al quale va la gratitudine per averci lasciato quest’opera e l’apprezzamento per tutti i suoi lavori dialettali, in special modo i simpatici componimenti in dialetto vastese.

In poche parole e volendo indegnamente imitare il Manzoni che per affinare i suoi Promessi Sposi, dovette “sciacquare i panni in Arno”,

 jë haj’ arisciacquäte li pènn’ a la ‘Ngràlle*

 *(io ho sciacquato i panni al lavatoio dell’Angrélla…)

A Vasto, fino agli anni ’40, nella vallata dell’Angrélla, non lontano da casa mia, esisteva un lavatoio pubblico.

lavatoio dell’Angrella, adiacente al Mattatoio

SUL DIALETTO USATO
Lu Uaštaréule, il dialetto vastese, ha caratteristiche di lingua “la lénga uaštaréule”; lingua che purtroppo sta diventando sempre più sconosciuta ai più e sta subendo continue contaminazioni, per fortuna la ritroviamo scritta in validi autori che l’hanno coltivata e tramandata. Ma il rischio più grande è la perdita dei suoni che risultano molto particolari, tanto che sono pochissimi e sempre meno coloro in grado di riprodurli nel modo giusto.
Il lavoro al quale mi sto dedicando è quello di lasciare più tracce possibili di questa nostra amata “lingua”, abbinando registrazioni audio ai testi scritti.

Quello che nasce dentro il mio cuore,
voce sincera, voce d’amore,
che custodisco dentro il mio petto,
se esce fuori parla in dialetto.”
Fernando D’Annunzio



Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca da Rimini.


AUDIO 

(cliccare sulle immagini per ascoltare e/o scaricare i files)











Le immagini dei Canti-Audio sono tratte dalla Commedia illustrata di Gustave Doré.

9 maggio 2026

Canto alla Madonna dei Miracoli di Casalbordino.







In preparazione al 450° anniversario dell'apparizione della Beata Vergine Maria, condividiamo la partitura dell'inno in La bemolle maggiore composto dal M° Aniello Polsi (1905-1983) per voci miste. La partitura seguente è stata riscritta in Fa maggiore per via dell'arrangiamento a 3 voci che unisce i contralti ai soprani sul rigo melodico Donne. Sulla partitura è presente anche la semplificazione dell'armonizzazione in accordi di p. d. Gabriele Ricciuto o.s.b. (1937-2020).

Vasto, Monumento alla Bagnante.

foto Sylvie Ciokfeglove 

Vasto dal mare, 1962.

 Vasto dal mare, 1962, coll. E.Santoro

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7 maggio 2026

Canti e racconti del popolo italiano pubblicati per cura di Domenico Comparetti ed Alessandro D'Ancona. Canti popolari delle provincie meridionali, 1872. (Chieti e Palena).

Canti e racconti del popolo italiano pubblicati per cura di Domenico Comparetti ed Alessandro D'Ancona. Canti popolari delle provincie meridionali, 1872. (Chieti e Palena).

Vasto (Istonio), Casa del Fascio, anni '30.


 
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Vasto, Punta Penna: Imbarco di Maria SS.ma della Penna.


 


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Sulmona nelle immagini d'epoca della collezione di Giacomo Spinosa.