Pagine

19 marzo 2026

LE CANZONI RACCONTANO SAN VITO, Canzoni abruzzesi, San Vito Chietino.


Luigi Illuminati e Antonio Di Jorio, Le migliori canzoni Abruzzesi.

Marco Bianchini, Edilizia storica della Marsica occidentale.

Da rilievoarcheologico.it

La Valle del Salto nei disegni e nei racconti dei viaggiatori dell’Ottocento.

Luigi Martella, “Vasto. L’attesa delle paranze”, 1946.

Luigi Martella, “L’attesa delle paranze”, 1946, 
olio su cartoncino telato, cm 47x28, collezione privata.


Luigi Martella (Vasto, 11 gennaio 1911 - 12 ottobre 1971)
“L’attesa delle paranze”, 1946
Olio su cartoncino telato, cm 47x28
Collezione privata.

Barche a Vasto: moscone e paranze.

16 marzo 2026

Vasto, gruppo di fedeli e sacerdoti, 1958 c.

Vasto, gruppo di fedeli e sacerdoti (tra cui mons. Andrea La Verghetta, don Salvatore Pepe).

Color

Cupello, Chiesa Madre.

Coll. Guido Vitelli

Vasto dalla via della stazione.

recto

Vasto, primi del '900,  verso - color

Vasto, primi del '900

De Metropoli Theate ac Marrucinorum Antiquitate ac Praestantia - Sinibaldo Baroncini primo scrittore di storia della sua Chieti nel sec. XVI.

 De Metropoli Theate ac Marrucinorum Antiquitate ac Praestantia - Sinibaldo Baroncini primo scrittore di storia della sua Chieti nel sec. XVI

di Angelo Iocco

Segue in Pdf

Coppia Vastese.

Vincenzo Maria Fioretti (1865-1949) e la moglie Vitalina Naglieri (1905-1992) - color

Foto animata

14 marzo 2026

Città del Vasto, Diritti di Segreteria, 10 Lire, 15.06.1964.

Vasto, Il ballo muto. Lu buàlle mìte (dalle memorie di Gennaro Spadaccini).

Lu buàlle mìte (dalle memorie di Gennaro Spadaccini).
(Ballo muto, perché i ballerini non si parlavano).

Don Nicola Benedetti (alias Mazzacòcche) negli anni prima della II Guerra Mondiale, un mese prima di carnevale, nella sala di udienze della Conciliazione, di cui era cancelliere, essendo amante del ballo, organizzava lezioni ai giovanotti vastesi.
Siccome le ragazze non le facevano uscire le mamme, allora lui organizzava per 32 ragazzotti, di cui 16 di fattezze gentili che provvedeva a truccare da signorine.
Formate le coppie cominciava ad istruirli al suono della fisarmonica, insegnando movimenti per ottenere incroci, figure, incontri, stelle, anelli intrecciati e tante altre belle figure.
Tanta gente attorno, macchine fotografiche e qualche cinepresa.
I giovani con vestiti variopinti rendevano stupenda la scena.
Continuavano a ballare fino a stancarsi.
Si esibivano il giovedì grasso, la mattina in piazza Rossetti e il pomeriggio in piazza del Popolo e al Belvedere.
Era un vanto per noi vastesi questa manifestazione del giovedì grasso, e poi fino a martedì Carnevale con "La storie", " Il poeta e il contadino", " E' morte carnivèle" e "la Cavallarè", che vi racconterò.


Nota di FPS: L’abbigliamento cambiava ogni anno, secondo l’estro dell’organizzatore.

Le foto me le ha procurate Filippo Marino che, correttamente, tiene a precisare che non sono sue. Spero che i proprietari degli originali non abbiano obiezioni.

Da: Francesco Paolo Spadaccini FB




13 marzo 2026

Vasto, Chiesa del Carmine.


Fino al 1904 la chiesa del Carmine aveva una unica gradinata di acceso. Ne è testimonianza la xilografia di Giuseppe Barberis, incisore, del 1898, pubblicata la prima volta in "La patria: geografia dell'Italia" di Gustavo Strafforello e successivamente, insieme ad altre incisioni di Vasto, sulla collana "Le cento città d'Italia" edita dalla Sonzogno.
Nel 1904 la scalinata fu abbattuta per far posto alla doppia gradinata che possiamo ammirare oggi.

Giuseppe Ferrara

Giuseppe Barberis, xilografia

Canzone Abruzzese: “T’aspette Cuncittiì”. Versi di Francesco Gileno, musica di Alberto Verrocchio.

coll.T.Mancini

 Testo

T’aspette Cuncettì

I

J passe tanta vote pe ‘ ssa vije
e guarde ‘ssa fenestre e su’ balcone
p’ave’ nu sgurde de consulazione
pecche’ stu core me nen trove pace
ma tu ‘nti vide,nen t’affacce maje
e ji’ mi struje a suspira’ pe’ tte

(Rit.)

T’aspette a la funtane Cuncettì
ci vi?ci vi?ci vi?
T’ha da parla’ stu core Cuncettì
ci vi? ci vi? ci vi?
E mi l’ha da’ prummette Cuncettì
pecchè?pecchè? pecchè?

Pecche’ stu core te vo’ bene assaie e se nti’ vede cchiu’ nen po’ campa’!

 

 

II


Se jsce pe’ la messe a la matine
ti purte arrete tutte la famije
e vi’ ‘nghe l’ucchie basse pe la vije
pe’ nen guarda’ chi ti suspire appresse
ma ‘nti’ si ‘ccorte ,’nti si’ corte ancore
ca je mi struje a suspira’ pe’ tteeee’
t’aspette a ala funtane Cuncettì!

(Rit.)

“T’aspette Cuncittì” karaoke