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18 settembre 2026

Maestro del Trittico di Beffi, Foglio di un antifonario: Coronazione della Vergine, sec.XIV-XV.


Maestro del Trittico di Beffi
Foglio di un antifonario: Coronazione della Vergine, sec.XIV-XV
Inchiostro, tempera e oro su pergamena, cm 55x37
Cleveland Museum of Art.

16 settembre 2026

Provincia di Vasto: storia di un'autonomia mancata.

Provincia di Vasto: storia di un'autonomia mancata
di Filippo Marino

Tra la fine del 1957 e l'inizio del 1958 il Parlamento italiano discusse una proposta destinata a segnare profondamente il futuro amministrativo del territorio: l'istituzione della provincia di Vasto.
Questo ambizioso progetto non nacque all'improvviso, ma fu il coronamento di un lungo percorso autonomista avviato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Nel 1946 ci fu l’avvio della raccolta dei dati statistici e dell'iter amministrativo sotto la guida del sindaco Giuseppe Nasci.
Negli anni successivi l'azione politica fu portata avanti con determinazione dai sindaci Florindo Ritucci Chinni (1946 - 1955) e Olindo Rocchio (prosindaco facente funzioni 1955-1956), i quali rivendicarono con forza il ruolo storico, culturale ed economico del territorio vastese.
Il percorso culminò il 13 febbraio 1958 con la presentazione al Senato della Repubblica, da parte del senatore abruzzese Leo Leone, del disegno di legge n. 2442, volto al riconoscimento di Vasto come capoluogo di provincia.
Alla base della richiesta vi erano argomentazioni solide e di ampio respiro:
- Le radici storiche, con il richiamo alle origini millenarie dell'antica Histonium e al prestigioso passato culturale che valse alla città l'appellativo di "Atene degli Abruzzi".
- La vocazione territoriale, con la valorizzazione della posizione strategica lungo la fascia costiera adriatica, considerata autonoma rispetto a Chieti per dinamismo demografico, marittimo ed economico.

Vasto, Punta Penna.

Punta Penna, video di Tony di Monte

Su una corona di giganteschi scogli che si elevano a picco sul mare, si trova Punta Penna, protesa nel medio Adriatico come una propaggine di uno dei tratti più belli dei 18 chilometri di litorale che Vasto può vantare.
Sull’altura che guarda il porto è situato l’omonimo faro. Subito a nord del molo si accede alla magnifica spiaggia dunosa di Punta Penna, una splendida spiaggia di soffice sabbia dorata, tra le poche zone del litorale abruzzese a conservarsi ancora selvagge.
Sul promontorio ventoso, a circa m. 30 sul livello del mare, svettano, accanto al faro alto 73 metri, una torre di difesa, fra le 366 che il viceré di Napoli fece costruire fra il 1563 e il 1568 per porre un freno alle scorrerìe dei turchi, e la graziosa Chiesetta romanica di S. Maria di Pennaluce con un basso porticato ogivale e mattoni in vista, memoria rimaneggiata del borgo medievale di Pennaluce.

15 settembre 2026

Ancora una figura del Risorgimento: Emilio Celano - collezione Cordella.


Emilio Celano (Vasto, 4 agosto 1831 – Caserta, 26 gennaio 1893), figlio di Giuseppe Celano e Teresa de Thomasis.
Fu Prefetto del Regno nelle province di Rovigo, Potenza, Campobasso e Lecce. Nel 1859, durante la 2^ Guerra d’Indipendenza, fondò il giornale satirico “Il Globo”, che propugnava apertamente l’unità d’Italia sul quale si firmava con lo pseudonimo “Celasi”. 
Nel 1860 scrive su un altro giornale “Nuova Italia” di analoga ispirazione. Fondato da Pasquale de Virgili ma scritto quasi completamente da lui, definito giovane intelligente ed animoso. 
Aprì uno studio di Diritto Amministrativo ed insegnò Diritto Costituzionale. 
Sposò Leonilde Puoti (1833 – Caserta 1913).

Vasto dal Tiro a Segno.

coll. I.Candeloro

11 settembre 2026

Vasto: L'alba e la bagnante.

 Vasto (Ch): L'alba e la bagnante
foto di @francesco.ante82

Reginella campagnola.


Spartito musicale e testo

Reginella campagnola è una celebre canzone italiana composta nel 1938 da Eldo Di Lazzaro (con testo scritto insieme a Bruno Cherubini). Sebbene sia nata come un brano d'autore moderno, il suo ritmo travolgente a tempo di polka l'ha trasformata nel tempo in un pilastro del patrimonio popolare abruzzese e della musica folk italiana, immancabile nelle feste di paese e nei balli contadini.
Il testo racconta in modo allegro e spensierato la giornata di una giovane contadina dell'"Abruzzo d'or" che va in città a vendere i suoi prodotti con un asinello, per poi tornare felice al suo borgo di montagna la sera.
A livello internazionale, il brano ottenne un successo clamoroso: fu tradotto in inglese con il titolo The Woodpecker Song e interpretato da grandi icone della musica mondiale come Glenn Miller.



9 settembre 2026

Carta delle Strade Ferrate del Regno d'Italia, Anno 1885 - Mappa della Rete FS al 1° Luglio 1906.

Carta delle Strade Ferrate del Regno d'Italia, Anno 1885.
 
Al nord-ovest spicca la rete cavouriana già saldamente radicata: sono in costruzione solo la Succursale dei Giovi (1889), la linea della Val d'Aosta (1886) e poche altre; in progetto il Sempione (1906) e il Tenda (1914-28). Intorno a Milano anche la rete delle Ferrovie Nord è già ben presente (manca la linea di Novara e il prolungamento da Erba ad Asso). Al nord-est in progetto la linea (allora internazionale) della Valsugana Bassano-Trento (1910) e addirittura assente la Venezia-Trieste via Portogruaro.

L'Appennino Tosco-Emiliano è valicato solo dalla Porrettana (1864); in costruzione sia la Pontremolese (1894) sia la Faentina (1893), in progetto la Fabriano-Urbino-Rimini che in realtà non verrà mai completata. Al centro, oltre ovviamente a mancare la Direttissima Roma-Napoli (1927), è in costruzione la trasversale Roma-Pescara e in progetto la Sulmona-Isernia, che tra l'altro è indicata via Scanno, anziché sul tracciato poi effettivamente costruito via Campo di Giove. Più a sud, anche il tracciato della Avellino-Rocchetta è indicato via S.Angelo diversamente da quello che verrà realizzato.

Adriatica e Jonica sono già complete, ma quest'ultima è per ora l'unico accesso a Reggio Calabria: l'impervia Tirrenica Meridionale (1885-1895) rappresenterà una pietra miliare del decennio seguente. Da Cosenza non è nemmeno ipotizzata la linea per Paola, mentre compare un progetto per Nocera poi non realizzato; anche la Sicignano-Lagonegro è indicata concludersi sul Tirreno mentre rimarrà limitata al capolinea di Lagonegro.

In Sicilia la rete è già significativamente sviluppata, anche se Palermo si raggiunge solo via Catania-Enna (allora Castrogiovanni). Inoltre è sostanzialmente assente la rete a scartamento ridotto, con l'eccezione del progetto della Porto-Empedocle-Agrigento, dunque la prima ad essere pensata e l'ultima a morire (1985). Infine è già completa la trasversale sarda, mentre è solo in progetto la rete a scartamento ridotto dell'isola.


particolare

La Rete FS al 1° Luglio 1906
La Rete FS al 1° Luglio 1906

Accadde oggi, 9 settembre 1943. La Corazzata Roma: Tragedia, Gloria e Orgoglio dell'Ingegneria Navale Italiana. Tra i caduti il ricordo di quattro marinai vastesi.


Accadde oggi, 9 settembre 1943. La Corazzata Roma: Tragedia, Gloria e Orgoglio dell'Ingegneria Navale Italiana. Tra i caduti il ricordo di quattro marinai vastesi
di Filippo Marino

Il 9 settembre 1943 si consumava una delle pagine più drammatiche, vive e significative della storia militare italiana: l'affondamento della corazzata Roma, ammiraglia della Regia Marina. 
Punta di diamante della flotta e orgoglio tecnologico dell'epoca, l'unità andò incontro a un tragico epilogo nelle acque del Golfo dell'Asinara, all'indomani dell'annuncio dell'armistizio firmato a Cassibile.

Un Gioiello di Ingegneria Navale

Varata a Trieste il 9 giugno 1940 e costruita dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico, la Roma rappresentava il punto più alto dell'innovazione bellica e navale:

· Velocità e Prestazioni: Nelle prove in mare superò i 32 nodi, stabilendo un primato mondiale per navi da battaglia della sua classe e stazza.


· Potenza di Fuoco Unica: I suoi 9 cannoni principali da 381/50 mm vantavano una gittata massima di 42,8 km. Tali prestazioni superavano quelle di tutte le corazzate avversarie e alleate dell'epoca, compresi i cannoni da 406 mm americani e i giganteschi 460 mm della Yamato giapponese.

· Sistemi di Bordo Avanzati: Disponeva di centrali di tiro e torri antiaeree stabilite giroscopicamente, una protezione subacquea fondata sui celebri "Cilindri Pugliese" e del radar di fabbricazione italiana EC-3/ter "Gufo".


· Vita di Bordo: A differenza delle unita navali del passato, la nave offriva sistemazioni moderne e accoglienti per l'equipaggio, superando di gran lunga le dotazioni tradizionali della flotta.



Il Dramma dell'8 Settembre e la Partenza


Il contesto storico in cui si consumò l'evento fu segnato dall'estrema incertezza e dal disorientamento istituzionale seguiti al proclama dell'armistizio l'8 settembre 1943. 
La squadra navale di base a La Spezia, guidata dall'ammiraglio Carlo Bergamini, ricevette l'ordine di prendere il mare per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche ed eseguire le direttive del Comando Supremo, preservando l'onore della Bandiera.
Nelle prime ore del 9 settembre, le navi salparono puntando inizialmente verso La Maddalena. 
Tuttavia, giunta la notizia che la base sarda era già stata occupata dalle forze tedesche, Supermarina ordinò un'immediata inversione di rotta verso ovest, con destinazione l'Algeria.


L'Attacco con la "Fritz-X" e il Drammatico Epilogo

Poco dopo le 15:00 del 9 settembre, mentre la formazione transitava al largo di Capo Testa e del Golfo dell'Asinara, fu intercettata da una squadriglia di bombardieri tedeschi Dornier Do 217. 
La Luftwaffe impiegò per la prima volta una nuova e letale arma tecnologica: le bombe teleguidate ad alto potenziale "Fritz-X".


· L'Impatto: La Roma fu centrata in pieno. Una seconda bomba penetrò lo scafo sul lato sinistro del torrione, esplodendo direttamente nei depositi di munizioni interni delle torri prodierali.

· La Fine: La tremenda deflagrazione squarciò la struttura elevando una gigantesca colonna di fumo. 
Spezzatasi in due, la corazzata si capovolse e si inabissò in soli 28 minuti.

· Le Vittime: Dei 1.849 uomini d'equipaggio imbarcati, 1.253 persero la vita. Tra i caduti vi furono l'ammiraglio Carlo Bergamini, il comandante della nave Adone Del Cima e quasi tutto lo Stato Maggiore. 
I superstiti furono soccorsi e recuperati dalle altre unità della formazione e dalle navi di scorta.

Il Valore della Memoria

L'affondamento della corazzata Roma rimane un momento simbolo del sacrificio, del senso del dovere e della dignità dei marinai italiani. 
In un momento di totale sbandamento politico e militare per il Paese, l'equipaggio mantenne la coesione e la disciplina fino all'estremo saluto alla propria nave, consegnando alla storia una pagina indimenticabile di eroismo e di memoria navale.

Caduti di Vasto:

Tra le vittime vi erano anche quattro marinai vastesi che ricordiamo:

Marò Fuochista: (?) Francesco, nato a Vasto il 16/01/1922;

Marò Fuochista: DI CARLO Domeniconato a Vasto il 17/09/1920;

Marò Furiere: DI FILIPPANTONIO Mario (Agostino), nato a Vasto il 22/09/1921;

Marò Marò: MILENO Cesario, nato a Vasto il 13/12/1920.














Foto dal web

Encomio Britannico al vastese Vincenzo De Felice.