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18 agosto 2026

L'abbazia di San Clemente al Vomano. Custodire un capolavoro di Arte Romanica - intervista ad Antonio Gumina.


Antonio Gumina, ex docente e preside siciliano, si è trasferito in Abruzzo da diversi anni per vicissitudini familiari. Da decenni è il custode della millenaria abbazia di San Clemente al Vomano, capolavoro di arte romanica situato tra le colline del teramano, nel paese di Guardia Vomano. L’intervista non si limita alla descrizione delle meraviglie architettoniche e artistiche dell’edificio – come il celebre ciborio, gli affreschi e le relazioni con l’ordine benedettino e i materiali di recupero di siti più antichi, illustrati dal professore – ma vuole porre al centro la figura di Antonio, il "custode del tempio", che con dedizione si prende cura del luogo, accoglie i visitatori, apre e chiude le porte del sacro, e ne custodisce la memoria. Una riflessione su di un ruolo visto come ponte tra passato e presente, tra patrimonio e comunità, ripercorrendo le relazioni con gli abitanti del paese, con gli interventi sull’abbazia e riflessioni in merito ad attività di valorizzazione. ___________ 0:00 Intro 0:58 Antonio: dalla Sicilia all'Abruzzo 4:18 L'abbazia di San Clemente e l'ordine Benedettino 8:10 Il ruolo di Antonio nella riapertura della chiesa 10:57 Comunità e senso di responsabilità 12:47 Rapporti e relazioni nel tempo 14:39 L'aspirazione "al bello" 15:05 Tra responsabilità ed educazione 17:05 Un caso esemplare 18:29 Alcuni elementi significativi: il Ciborio di Roberto e Ruggero 19:43 Il romanico e i suoi simboli 24:08 Un'opera firmata 24:40 Excursus storico 26:39 Guardia Vomano: una storia che parte da lontano 31:15 Le sfide del presente, valorizzazione e salvaguardia 34:14 L'abbazia come luogo di incontri 35:39 Come sarà San Clemente tra 100 anni? 36:55 Outro ___________ 🔗Alcuni link per approfondire 📃 https://www.sanclementealvomano.it/https://www.valledelleabbazie.it/abba... ___________ 🔗 Tutti i nostri link: https://linktr.ee/operarotas 👉🏻    / @the.operarotas   👉🏻   / opera__rotas   👉🏻   / opera_rotas  

16 agosto 2026

Viaggio nell'Abruzzo Magico - Intervista a David Ferrante.

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All’interno delle varie identità culturali e regionali, uno spazio importante è occupato dal folklore e dalle mitologie affollate di riti, creature, superstizioni e credenze che hanno plasmato comportamenti ed atteggiamenti che attiviamo, inconsapevolmente, anche nel quotidiano. È un’eredità invisibile, ma presente, che attraversa gesti, parole, simboli, stratificata nella memoria collettiva e nei territori.
David Ferrante, sociologo e saggista ed autore, esplora da anni questo patrimonio immateriale, coniugando il rigore della ricerca sociale con una sensibilità narrativa capace di ridare voce a figure semidimenticate e a pratiche arcaiche. I suoi studi e racconti – dalla pandàfeche agli antichi sortilegi del solstizio d’estate – disegnano una mappa antropologica del sacro e del magico in Abruzzo, dove il mondo contadino, la fede popolare e la paura dell’ignoto si intrecciano in una trama che ancora oggi (volente o nolente) ci appartiene. In questa intervista, ci addentreremo con lui in un universo simbolico fatto di erbe e parole, sogni e incubi, santi e spiriti, per riscoprire la potenza generativa del folklore non come reliquia del passato, ma come chiave attuale di lettura del presente, richiamando alla memoria quei ricordi dei nostri nonni, appartenenti ad una fase pre-industriale in cui il magico albergava ancora nelle case. Perché queste storie non sono solo fiabe antiche: sono dispositivi culturali che continuano a definire chi siamo, come agiamo, cosa temiamo e a cosa affidiamo, ancora oggi, le nostre speranze. ___________ 0:00 Intro 0:44 Dai racconti dell'infanzia allo studio del folklore 1:44 Incontri ravvicinati: la pandafica e il primo racconto 3:06 Alle origini del rito 4:19 Bestiario abruzzese 5:18 Il rito della 'Mmidia 7:53 L'eredità del rito e delle credenze 9:09 Tra sacro e profano 11:50 Il revival delle tradizioni popolari: è solo turismo? 13:42 Ricerche e documentazione, alcune considerazioni 14:46 Il folklore contro l'omologazione 16:25 Sulle creature dei racconti popolari 19:44 Empatizzare con "il mostro" 21:48 Al di là del bene e del male 24:11 Il Mazzamurello e il pretesto narrativo 25:21 Custodire l'interesse e la memoria 27:00 Sintetizzare la cultura magica abruzzese 27:27 Il senso di questi argomenti oggi: dall'IA all'irrazionale ___________ 🔗Alcuni link per approfondire 🌐 https://abruzzomagico.jimdosite.com/d... 📚 http://www.streghedabruzzo.it/ 📙 https://www.amazon.it/stores/author/B... DAVID FERRANTE è sociologo e scrittore, appassionato studioso e divulgatore della cultura popolare. Come sociologo, ha pubblicato diverse monografie e saggi tra cui tre monografie e vari saggi in collettanee edite da Franco Angeli e dall’Università d’Annunzio di Chieti. È particolarmente noto come divulgatore e autore di opere che recuperano il patrimonio leggendario abruzzese. Tra i suoi saggi chiave spicca “Tradizioni, riti e sortilegi del 24 giugno. San Giovanni Battista nella cultura popolare abruzzese”. È ideatore e curatore delle antologie tematiche di successo come: "L’Ammidia. Storie di Streghe d’Abruzzo", "Fate, Pandafeche e Mazzamurelli. Storie di miti, superstizioni e leggende d’Abruzzo", "Magare. Storie di Streghe d'Abruzzo v.2" e "Anime Sperse. Storie di fantasmi d'Abruzzo e Molise". La sua opera personale, "Il dolore della luce. Racconti di streghe, fantasmi e d'amore," ha visto la seconda edizione nel 2024 (edito da Tabula Fati). Per le edizioni Solfanelli, nel 2025, ha pubblicato il saggio “Sicurezza locale. L'Amministrazione della sicurezza urbana nell'evoluzione storica e giuridica della Polizia Municipale” e curato la seconda edizione integrale del libro “Primo Levi, Abruzzo forte e gentile. Impressioni d’occhio e di cuore” del 1882. ___________ 🔗 Tutti i nostri link: https://linktr.ee/operarotas 👉🏻    / @the.operarotas   👉🏻   / opera__rotas   👉🏻   / opera_rotas  

10 agosto 2026

Storia della congiura del principe di Macchia e della occupazione fatta dalle armi austriache del Regno di Napoli nel 1707 del marchese Angelo Granito principe di Belmonte, 1861.


Maria Teresa Pace, Cesare Michelangelo d'Avalos: Un Principe senza Macchia e il "Codicillo".

Maria Teresa Pace, Cesare Michelangelo d'Avalos: Un Principe senza Macchia e il "Codicillo".
Segue in Pdf


Da: Academia.edu

Padre Simone Mascetta e il film Mission.


È piaciuto a chi l’ha visto. Parlo del film Oscar nel 1988 Mission che ebbe tra i protagonisti Robert De Niro. Le musiche furono scritte e dirette da Ennio Morricone. De Niro faceva la parte di un ex schiavista che si convertì al cristianesimo. Il protagonista, un gesuita, ebbe come attore bravissimo Jeremy Irons che impersonava padre Gabriel. In realtà quel religioso, per la storia, era padre Simone Mascetta, nato a Castilenti, in provincia di Teramo a fine 500 e protagonista di una rivoluzione condotta dai gesuiti in una parte nascosta del Paraguay che vide i Guaranì passare da schiavi degli spagnoli e dei portoghesi a uomini liberi, insieme a una comunità di religiosi. Padre Simone fu mandato lì da un altro abruzzese famoso, Claudio Acquaviva, quinto generale della Compagnia di Gesù nato ad Atri. Il giovane di Castilenti scrisse al “pezzo grosso” dei gesuiti chiedendo di andare in India. Claudio decise di indirizzare il giovane verso una missione particolare in Paraguay. Nacquero le “riduzioni”, un esperimento, riuscito, che vedeva religiosi e una popolazione non cristiana, dividere tutto. Dal cibo, alle coltivazioni, dalla non violenza al rispetto reciproco. La storia di padre Simone Mascetta è racchiusa in un libro scritto da Antonio Di Donato, edito da Hatria di Atri.






5 agosto 2026

Alessandro D’Anna, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi), 1795.


Alessandro D’Anna, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi), 1795, guazzo su carta, cm 31,6x58,6, Museum of Fine Arts (Szépművészeti Múzeum), Budapest.
 

Realizzato nel 1795, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi) è uno dei più suggestivi documenti iconografici dedicati all'antico lago del Fucino. 
L'opera, eseguita a guazzo su carta dal pittore Alessandro D'Anna (Palermo, 1746 – Napoli, 1810), è oggi conservata nel Museum of Fine Arts (Szépművészeti Múzeum) di Budapest.
Il dipinto raffigura le limpide acque del Fucino, noto all'epoca anche come lago di Celano, animate da piccole imbarcazioni di pescatori e incorniciate dal paesaggio montano della Marsica.
Si tratta di una preziosa testimonianza visiva di un ambiente destinato a scomparire pochi decenni dopo, con il definitivo prosciugamento del lago, completato nella seconda metà dell'Ottocento grazie all'imponente opera di bonifica promossa da Alessandro Torlonia.
L'opera di D'Anna rappresenta una memoria storica del più grande lago dell'Italia peninsulare, il fascino di un paesaggio che per secoli ha caratterizzato l'identità della Marsica e dell'Abruzzo.

25 luglio 2026

Francesco Paolo Tosti - 30 Songs.


Francesco Paolo Tosti - Romanze per canto e pianoforte.

Filippo Ferrari, Nicola Gallucci da Guardiagrele, 1903.

Giacinto Pannella, Il Paliotto della Cattedrale Aprutina: lavoro in argento di Nicola di Guardiagrele; studio storico ed artistico, 1910.

Giacinto Pannella, Il Paliotto della Cattedrale Aprutina: lavoro in argento di Nicola di Guardiagrele; studio storico ed artistico, 1910.

24 luglio 2026

Il fischio di Lanciano: "Lu ciuffile di 'Nzine".



Conosci il fischio segreto dei lancianesi? 🎶
​Si chiama "Lu ciuffile di 'Nzine" ed è il "passaporto sonoro" che unisce i cittadini di Lanciano in ogni angolo del pianeta. 
Funziona così: intoni le prime note della Carmen di Bizet e, se nei paraggi c'è un compaesano, ti risponderà completando il fischio.
​Nato come uno sfottò teatrale ai danni del mitico Vincenzo Coli (’Nzine) nella prima metà del '900, questo motivetto è diventato leggenda. 
Ha permesso a soldati di ritrovarsi durante la Seconda Guerra Mondiale, ha unito gli emigranti in America e ha persino salvato la vita a un uomo rimasto sotto le macerie del terremoto del Friuli nel '76!
​Un pezzo di storia frentana pazzesco, documentato anche nel film "Il Fischio ritrovato".

Da: Anxa

21 luglio 2026

Mundrisce, canzone di E. Suriani e A. Di Jorio, partecipante fuori concorso alla maggiolata di Monteodorisio, durante le Feste della Madonna delle Grazie, 1947.






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Monteodorisio: nel 1947 una bella maggiolata durante le Feste della Madonna delle Grazie

NEL POST  IL VIDEO DI "MUNDRISCE"

Il Santuario della Madonna delle Grazie di Monteodorisio ha sempre rappresentato il motivo di richiamo per tanti fedeli che giungono per inginocchiarsi ai piedi della statua della Vergine da tutto il mondo.

Dall'album dei ricordi di famiglia l'avvocato Giuseppe Suriani, nostro collega, una foto inedita che riproduce un avvenimento rimasto nella memoria di tutti. 
Una maggiolata tenutasi nel settembre del 1947  in occasione delle Feste Popolari in onore della Madonna delle Grazie.  Un concorso a premi di canzoni abruzzesi inedite, con la partecipazione di autori di chiara fama,
tra cui il M° Antonio Di Jorio, il M°  Guido Albanese (nella foto al
centro,  a fianco dell'avvocato Alfonso Suriani), del M° Aniello Polsi e del Maestro dei cori Decio Sabellico.




Dal sito "noidimonteodorisio" di Gianni Timpone: Componenti del coro,  Zoppi Renato, Di Menna Nicola, Della Penna Luigi, Ciancaglini Leonardo, Salerno Nicola, Galante Matteo, Sabellico Vittorio, Capraro Nicola, Corsica Angelo, Cocco Nicola, Di Risio Mirella, Ricchezza Angilla, Di Spalatro Filomena, Di Giacomo Elisa, Timpone Esterina, Menna Emilia, Iarussi Teresa,Iarussi Maria Giovanna, Falcone Francesca, Salerno Ida, Capraro Clotilde,Di Prospero Maria, Di Menna Rina, Urbano Rosa, Lacanale Ida, Colameo Nicoletta, Capraro Clotilde, Di Camillo Angela, Marcianelli Maria, Colameo Giovina, Raimondi Maria, Tenaglia Maria Pia, Budano Filomena, Capraro Giuseppe, Ricchezza Ines, Sabellico Decio, Suriani Alfonso, Suriani Eduardo, Di Iorio Antonio, Suriani Maria,Tiberio Rosa

Le canzoni in gara: "Mundrisce" (E.Suriani - A.Di Jorio); "Ntra li spighe", "Sciù", "A Carmele", "Ntunié", “Cala Sole"(tutte di E.Suriani - Di Jorio); "La canzone dell'Uva" (N.Saraceni - Di Jorio), "La canzone di la villegne" (di E.Suriani - Di Jorio); "Luntananze", "Serenate spassose"
(Di Jorio) fuori concorso.

Le Donne del Coro (dal sito noidimonteodorisio di Gianni Timpone) 



Una manifestazione, simile alle famose "maggiolate" ortonesi, che ha richiamato gran pubblico, nel clima della festività della Madonna delle Grazie di Monteodorisio.

GIUSEPPE CATANIA

IL VIDEO DI "MUNDRISCE", CANZONE DELLA MAGGIOLATA DEL 1947  >>>>
SOTTO IL VIDEO IL TESTO  >>>



Parole di E. SURIANI - Musica di ANTONIO DI JORIO

Gna lu sola cumbarisce
lu pajese è piene d'ombre
ncime, gne na gatta visce
te pe ccocce lu tirrò.
A lu larghe ci ariunime
gne li cilli a lu rusarie,
chiacchiaròna vrichilame,
pronte ognune all'arta se.

Mundrìsce è nu bicchiere
di vine profumate:
nu sorse e po' s'addore,
s'addore e po' nu sorse:
amore, amore amore,
e la felicità !...

Chi si perde pe li vigne,
chi si squaje a li livete,
chi a li campe ddo si mete,
e dapù si va a magnà.
L'allegria e la canzone,
la salute nin ci manche,
È baffone ogni persone
se si chiame mundriscià.

Mundrìsce è nu bicchiere
di vine profumate:
nu sorse e po' s'addore,
s'addore e po' nu sorse:
amore, amore  amore,
e la felicità !...

Si fa scure: a frott' a frotte
Arisajne la coste...
Qua l'amice che te sfotte,
là nu mbriache a piccija
Ma la pippa è tante bbone:
sta lu lette ca l'aspette!
Si firnisce la canzone
Ca si vanne a curicà.

Mundrìsce è nu bicchiere
di vine profumate:
nu sorse e po' s'addore,
s'addore e po' nu sorse:
amore, amore amore,
e la felicità !...

Da: NoiVastesi