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27 marzo 2025

Storie di brigantaggio, Furci, 1864.

Storie di brigantaggio, Furci, 1864

Questa storia accaduta nel 1864 merita di essere raccontata …
Un articolo apparso su “L’Italiano - Gazzetta del Popolo”, del 18 settembre del 1864, ci introduce alla storia: “Dagli Abruzzi riceviamo sempre cattive notizie sulle condizioni del brigantaggio. … ora sentiamo che nelle terre di Furci va formandosi una comitiva piuttosto numerosa, la quale ha già dato segni non dubbii della sua natura feroce. Questa comitiva non sembra aver nelle sue file che una quindicina di malfattori i quali sono mal vestiti e pessimamente armati. Il loro capo non si conosce; ma sembra essere un ex-gendarme borbonico. Nella prima settimana del corrente mese quella bordaglia recavasi alla cascina di un tal Pasquale Di Santo. Costui viveva insieme alla nuora e non s’aspettava in quel momento una visita tanto poco gradita. La nuora chiamavasi Filomena Galese (in realtà Filomena Angela Gallese), donna di buoni costumi e educata alle nuove idee. Forse questa sarà stata la cagione che i briganti assassinarono quei due malcapitati facendone uno scempio che non vogliamo narrare, perché stanchi di registrar tali avvenimenti “. Cosa era realmente accaduto? Arriviamo alla ore 23 del 30 agosto del 1864. La casa di Pasquale Di Santo viene accerchiata dai “briganti”. Perché? Due furono le tesi: la prima, accreditata dalla forze dell’ordine, fu quella che volessero solo rapinarli (ma è davvero difficile crederlo vista la situazione economica di estrema umiltà della famiglia); la seconda, da testimonianze di “briganti” arrestati, “per spionaggio in favore della forza pubblica” o come altri dissero “perché spie piemontiste”(Le generose taglie, la speranza di veder emendate le proprie colpe o anche il semplice desiderio di vendetta alimentarono le moltissime delazioni). Sta di fatto che la resistenza di Pasquale Di Santo non ebbe successo. I “briganti” riuscirono, ben presto, ad entrare nell’abitazione. Pasquale venne subito finito a colpi di fucile. La giovane nuora venne prima brutalmente violentata e poi uccisa. Secondo alcuni riscontri delle forze dell’ordine “con successivo taglio delle orecchie per entrambi”. Come in molte vicende dell’epoca solo nomi e pochissimo altro. Oggi noi aggiungiamo qualche dato sulle due vittime: 1) Pasquale Di Santo (all’epoca sessantaduenne “contadino” era figlio di Luigi e Caterina e vedovo di Celeste Argentieri); 2) Filomena Angela Gallese (ventiduenne “contadina” era figlia di Angelo e Rosa Argentieri – aveva spostato Antonio Di Sante, di due anni più grande di lei, il 19 gennaio del 1861 – il 27 dicembre del 1862 nacque dal matrimonio una bimba a cui fu dato il nome di Celeste – quando Filomena Angela fu assassinata era probabilmente incinta).
Gli atti di morte furono ratificati dall'allora Sindaco di Furci Scipione Ciancaglini con la scritta "ucciso/uccisa dai briganti".
Va ricordato che inaudite violenze vennero perpetrate da tutte le parti in campo.
Scipione Ciancaglini, 1850, coll. Francesco Amorosi