29 dicembre 2025
21 dicembre 2025
Padre Settimio Zimarino, i canti sacri e le canzoni di natale abruzzesi – da Alla fredda tua capanna a Pace a sta case!
Cenni
biografici
Nel
voler commemorare la figura del P. Zimarino, di cui già tanto si è scritto[1],
ci affidiamo alle memorie del Convegno zimariniano a Casalbordino del 2000, nel
50° della morte, e al ricordo che ne traccia il P. Donatangelo Lupinetti
(1909-2000) nel volume Zimariniana –
Settimio Zimarino usignol di Dio, L’Aquila, S. Bernardino, 1989. Carmine Antonio Zimarino
nacque a Casalbordino nel 1885, ebbe maestri di musica Amilcare Zanella e
Antonio Cicognani, con diploma a pieni voti firmato da Riccardo Zandonai.
Milita nella Grande Guerra come cappellano, poi viene trasferito nel convento
di Sant’Antonio di Lanciano fino al 1923, e dirige il Coro della Cappella della
Santa Casa del Ponte.
Il Padre provinciale gli comprò un armonium appositamente per le sue esercitazioni musicali. Carattere mite, mistico, verginale e mansueto, ma severo nell’impostazione e nel metodo. Lupinetti analizza quell’unicità del carattere abruzzese, che veicola sapientemente mitezza, riflessione, testardaggine nell’impegno, e sapienza nell’interpretare nelle note le arie popolari che si distinguono nelle vaste aree del Trigno, del Sangro, delle colline pescaresi e teramane, delle vette della Majella e del Gran Sasso. Molte arie popolari si trovano nelle canzoni zimariniane, soprattutto quelle per le maggiolate abruzzesi, poiché Zimarino stesso le ascoltava dalla viva voce di popolo e le rielaborava sul pentagramma. Nel 1923 padre Zimarino va nel convento del Sacro Cuore degli Osservanti a Chieti, da poco terminato da P. Domenico d’Amico di Castelfrentano.
18 dicembre 2025
Lo "scuolabus a quattro zampe" di Giovanni Colantoni a Villetta Barrea (Aq), 1915.
17 dicembre 2025
Perché la Scuola di Posillipo parlò abruzzese?
16 dicembre 2025
15 dicembre 2025
Planimetria del Casino della Penna e delle sue pertinenze al mare, 1811. Palazzo della Penna, poi Orfanotrofio Genova Rulli, Vasto.
14 dicembre 2025
Uomini illustri di Lanciano – Pasquale Maria Liberatore, intellettuale abruzzese del secolo dei Lumi.
Uomini illustri di Lanciano – Pasquale Maria Liberatore, intellettuale abruzzese del secolo dei Lumi
La Biblioteca civica di Lanciano è intitolata al libero pensatore e ricercatore Raffaele Liberatore, figlio del giurista Pasquale Maria. Oggi a Lanciano non esiste una sola strada o piazza a lui intitolata. Sembra che il suo nome sia evanescente nella memoria cittadina, come quelli di diversi altri intellettuali lancianesi. Ci occuperemo in futuro anche della figura di Raffaele, ma in questa sede vogliamo tracciare un profilo biografico sulla figura dell’erudito Pasquale Liberatore. Ci affidiamo alle memorie manoscritte, ancora inedite delle Biografie degli uomini illustri di Lanciano di Antonio Maranca (1783-1858), che fu amico del Liberatore, e con lui condivise gli ideali liberali francesi nel 1798-99, e di cui si premunì di “ometterne” i trascorsi nel tracciarne il suo profilo. Il manoscritto, ancora inedito, ripetiamo, si conserva per ragioni che non sto a spiegare, non nella collezione dei Manoscritti Maranca della biblioteca civica lancianese, ma nella Biblioteca provinciale “G. D’Annunzio” di Pescara, che li acquisì dagli eredi dello storico Luigi Renzetti.
13 dicembre 2025
Tito Pellicciotti, "Interno di stalla con animali".
12 dicembre 2025
La Notte Santa, poesia di Guido Gozzano nella versione dialettale vastese di Fernando D'Annunzio.
8 dicembre 2025
Ernesto Barbi, Fatti e disgrazie delle ricerche archeologiche di un appassionato della storia pescarese (1989-2002).
3 dicembre 2025
Progetto del nuovo coro della chiesa di S. Maria Maggiore, Vasto, 1838.
Basilio Cascella, “Il bagno della pastora”.
“Il bagno della pastora”
Olio su tela, cm 165x225
Museo Civico “Basilio Cascella”, Pescara.
1 dicembre 2025
Pasquale Celommi, “La scafetta”.
Pasquale Celommi (Montepagano, 1851 – Roseto, 1928)
“La scafetta”
Olio su tela
Museo di Palazzo De’ Mayo, Chieti.
29 novembre 2025
Lanciano visitata il 16 settembre 1832 da Sua Maestà Ferdinando II delle Due Sicilie, in una relazione manoscritta di Antonio Maranca.
Lanciano dalla reintegra del Regio
demanio nel 1770 alla visita di Ferdinando II.

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