Pagine

11 febbraio 2026

Antonio D'Onofrio, medico e patriota di Atessa.


Antonio D'Onofrio nacque ad Atessa, in provincia di Chieti, il 31 agosto 1835. 
Il 7 settembre 1860, quando stava ormai per portare a compimento la liberazione dell'Italia meridionale dal regime borbonico, dando così un contributo determinante all'attuazione dell'unità nazionale, Giuseppe Garibaldi entrava a Napoli, trionfalmente accolto dalla popolazione. 
Tra la folla osannante che in quella storica giornata si strinse attorno al condottiero nizzardo e alle sue truppe vittoriose c'era anche, in preda ad incontenibile esultanza, un giovane di Atessa: si chiamava Antonio D'Onofrio ed era studente di medicina all'Università partenopea.
Patriota fervente, da Napoli egli aveva col pensiero accompagnato Garibaldi in tutti i momenti della sua leggendaria spedizione nel Mezzogiorno d'Italia: aveva saputo, con l'animo sospeso fra la speranza e il timore, dello sbarco a Marsala dell'11 maggio; aveva accolto in tripudio le notizie delle fulminee vittorie di Calatafimi, Palermo e Milazzo e della conquista del primo lembo di Calabria; si era inebriato di felicità quando aveva appreso che lo Stato borbonico si stava sfasciando, con i soldati che si sbandavano o si arrendevano senza combattere e il re che fuggiva a rintanarsi nella fortezza di Gaeta. Poi la trepida, febbrile attesa di vedere Garibaldi a Napoli.
Ed eccolo là finalmente, in carne ed ossa, davanti ai suoi occhi estasiati, l'eroe prediletto con la camicia rossa e il fazzoletto ad armacollo e con la "faccia da Padre-eterno"! Il giovane patriota atessano si senti allora "impazzito per la gioia", incapace di tenere a freno il suo entusiasmo delirante.
L'indomani, "stracco e rauco" per gli applausi, le grida di giubilo, i canti e le altre "diavolerie" del giorno precedente, egli espresse mirabilmente il suo stato d'animo in una lettera al fratello traboccante di ardore patriottico.
Giungeva, a questo punto, a definitiva maturazione un proposito che Antonio D'Onofrio da tempo coltivava segretamente nel suo animo, quello di interrompere temporaneamente gli studi e di arruolarsi fra i garibaldini per non far mancare il suo contributo alla causa italiana: fu così che, con la dedizione di chi si sente chiamato a compiere una missione, egli si unì all'eroe che aveva conquistato il suo cuore e in più occasioni si ritrovò a combattere accanto a lui, dando prova di ardimento, come dimostrano le due medaglie d'argento meritate nel corso della III guerra d'indipendenza.
Ritornò, poi, ai suoi libri e si laureò in medicina, fiero di non essere rimasto inerte spettatore dei grandi avvenimenti del suo tempo
Il maggiore medico Antonio d’Onofrio morì ad Atessa il 22 gennaio 1917.

Da un testo di Nicola Celiberti pervenutoci dal lettore Alfredo Massa che ringraziamo.

Nessun commento:

Posta un commento