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12 dicembre 2023

Antonio Mezzanotte, Santa Lucia di Rocca di Cambio (AQ).

Chiesa di S.Lucia a Rocca di Cambio
Affreschi
particolare degli affreschi

Santa Lucia di Rocca di Cambio (AQ)

di Antonio Mezzanotte

Si dice e si racconta che Ottone I di Sassonia (avete presente? Il tedesco di Germania, quello che diede una solenne batosta agli ungari e venne incoronato imperatore nell'anno 962), scese più volte in Italia e che a un certo momento si trovò a passare con la moglie Adelaide di Borgogna per l'altopiano delle Rocche, in Abruzzo. Tanto gli piacque il luogo (e si capisce perché, aggiungo io) che decise di edificare un palazzo nei pressi di Rocca di Cambio.
Accadde che venne a sapere di una storia raccontatagli dal vescovo di Valva-Corfinio, Grimoaldo, il quale giurò sul vangelo che qui in Abruzzo, a Prezza per l'esattezza, vi fossero conservate le vere reliquie di Santa Lucia!
"Santa Lucia chi?" chiese stupito l'imperatore. "Lucia di Siracusa" rispose il vescovo. Insomma, avete capito, proprio lei, la santa della luce, protettrice della vista.
Gli annali del tempo riferiscono che verso l'anno 718 le reliquie della Santa martire sarebbero state prelevate da Siracusa e portate a Prezza, luogo fortificato nei pressi della cattedrale di Corfinio, e lì custodite in segreto per circa 250 anni, fino a quando Ottone nel 969 decise di portarsele a Metz, ora in Francia, all'epoca una delle capitali del Sacro Romano Impero.
Nel tragitto da Prezza a Metz, le reliquie sostarono presso il palazzo imperiale sull'altopiano delle Rocche e di quel passaggio resterebbe il ricordo nell'edificio di culto dedicato proprio a santa Lucia, sorto in seguito sul luogo stesso del palazzo di Ottone, a Rocca di Cambio, che ancora oggi vediamo.
Com'è e come non è, tralasciando l'altra versione della storia, che individua in Venezia il luogo in cui sono custodite le reliquie della martire siracusana, la chiesa di Santa Lucia (detta abbazia, forse in ricordo di un antico insediamento monastico) presso Rocca di Cambio (AQ), sorge in una zona strategica dell’altopiano delle Rocche, lungo un braccio secondario della via consolare Claudia Nova, che collegava Forcona a Collarmele (l'antica Cerfennia) nella Marsica. La chiesa fu edificata tra l’XI e il XII secolo, probabilmente sui resti di una precedente costruzione rettangolare che ne costituisce oggi la cripta, di certo una cappelletta rurale ad uso dei pastori transumanti. La prima attestazione documentale risale al 1313, quando viene citata nell’inventario delle chiese della diocesi aquilana.
La facciata è sobria e squadrata, con un portale del XV secolo di stile romanico, un piccolo rosone sovrastante e campanile a vela. La facciata è stata intonacata nel 1930 per riparare i danni causati dal sisma del 1915, che aveva anche provocato il crollo della parete sinistra della chiesa. La copertura originaria a botte è stata sostituita da una in legno.
L’interno è a navata unica, con una serie di archi a tutto sesto che dividono lo spazio in quattro campate. L’abside è semicircolare e ospita l’altare maggiore, sormontato da una croce lignea del XV secolo. Sotto l’abside si trova la cripta, accessibile da due scale laterali, che conserva le tracce dell’antica costruzione rettangolare. La cripta è decorata con affreschi del XIII secolo, raffiguranti scene della vita di Cristo e dei santi.
Un altro ciclo di affreschi (restaurato dopo i disastri tellurici del 2009) ricopre le pareti della navata, realizzato tra il XII e il XIII secolo con rimandi a motivi giotteschi. Essi narrano episodi della vita di santa Lucia e di altri santi, come san Nicola, san Giorgio e san Michele. Tra gli altri, una Ultima Cena con Gesù seduto a capotavola (così come mi pare di aver visto anche a Fossa e a Bominaco) e non al centro del desco, per altro riccamente imbandito, insieme agli Apostoli (con Paolo al posto di Giuda) e, poco distante, all'angolo, un personaggio in abito pontificale, da più autori individuato come Celestino V (che si spogliò delle vesti papali proprio il 13 dicembre 1294 e il 13 dicembre è il giorno in cui si ricorda il martirio di Lucia: però, io personalmente a vedere l'affresco non saprei confermare se trattasi proprio di san Pietro Celestino).
La chiesa di Santa Lucia a Rocca di Cambio è un luogo di culto, di devozione popolare (la festa, spostata da dicembre a giugno per motivi.... climatici, richiama ogni anno tanti devoti, soprattutto dalla Marsica), ma anche di arte e di storia, testimone prezioso della vita individuale e comunitaria delle genti abruzzesi.