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27 novembre 2022

Elisabetta Mancinelli, Le feste dell'Avvento in Abruzzo.

Le feste dell'Avvento in Abruzzo
di Elisabetta Mancinelli
l’avvento 2022 quest’anno comincia domenica 27  novembre e termina  giovedì  4 dicembre.

Dopo le varie celebrazioni legate alla commemorazione dei  defunti e alle feste dedicate a San Martino, caratterizzate dappertutto da momenti di spensieratezza, il ciclo dell’anno prosegue con i rituali del periodo dell’Avvento  in un crescendo di usanze, che culminano con la solennità del Natale che in Abruzzo, secondo i più autorevoli antropologi e studiosi del folklore (Finamore, Giancristofaro....) è  la più importante dopo la Pasqua.           
Le “ Tempora di Avvento” è un periodo di quattro settimane  che ha inizio a partire dalla domenica più vicina al 30 novembre. In questo mese, in attesa del tempo ciclico, che il mondo contadino  identifica con il rinnovamento della natura, si celebrano eventi festivi e particolari riti che assumono la funzione di attesa e di purificazione.

 UN SANTO NATALIZIO  SAN   NICOLA
Una  credenza che risale al Medioevo afferma che al nome di San Nicola è legata l'origine di Babbo Natale, figura mitica presente nel folklore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito, la sera della vigilia di Natale.

Il  6 dicembre  si  celebra  a  Pollutri, un paese non  lontano da Vasto, San Nicola di Bari importante in Abruzzo in quanto protettore dei pastori transumanti. Una leggenda vuole che San Nicola sia arrivato in Abruzzo   attraverso il tratturo Magno o del Re (L’Aquila- Foggia).
Secondo un’arcaica tradizione il Santo, durante una terribile carestia, avrebbe salvato la gente di Pollutri, moltiplicando  un pugno di fave riuscendo così a sfamare tutti. Da allora, ogni anno a ricordo dell'avvenimento, la sera del 5 dicembre, data della morte del Santo, vengono allestiti sulla piazza principale del paese grandi calderoni in cui vengono lessate le fave che, al termine del rito della bollitura, vengono distribuite ai convenuti insieme alle ciambelle rituali, preparate nei giorni precedenti la festa.
S. Nicola di Bari, viene festeggiato anche  nella piccola comunità di Cansano e dalla vicina Campo di Giove che, per l'occasione, scendono alla “Pujetta”, cosi chiamata in quanto posta geograficamente più in basso rispetto a Campo di Giove per prendere le pagnotte benedette, che un tempo venivano "ammassate" per questa festa.  Le pagnottelle ancora oggi si ottengono con pasta di pane speziato con semi di anice che anticamente venivano stipate in grossi sacchi e portate nella chiesa di S. Nicola per essere benedette.
Nella chiesa era preparata una bilancia a due piatti sostenuta da una lunga catena pendente dal soffitto.
 Il rito consisteva nel pesare prima la donna che offriva il pane  ma questo doveva pesare più  della donatrice. Dopo la messa le pagnottelle venivano distribuite a tutti i presenti, ai poveri e i malati.   Nei tempi antichi tutti i cansanesi, con la neve e col freddo intenso, salivano sul monte dove era situata la chiesa di S. Nicola per chiedere al Santo l'abbondanza nel raccolto e la protezione da ogni calamità.

 I “Fuochi” e il loro significato
E’ difficile ricostruire il significato originario di alcuni riti delle società arcaiche e uno di questi prevedeva come usanza accendere i fuochi, sia individualmente che in forme collettive.
Nell’antichità i fuochi erano considerati feste di rinnovamento, di buon auspicio e di purificazione per il nuovo ciclo del tempo e l’ Abruzzo conserva, nelle sue tradizioni, molte feste di “fuochi” soprattutto nel Tempo dell’Avvento. Nei secoli, con l’affermarsi del Cristianesimo, le feste popolari presentano una consistenza di elementi pagani e cattolici fusi fra loro e i fuochi della festa pagana, esercitano la loro funzione purificatrice, non solo per ottenere un buon raccolto, ma per mondare la comunità dai peccati, e in questo senso preparare un nuovo anno propizioDiverse sono le festività che si celebrano con “I Fuochi” in Abruzzo  nel periodo dell’Avvento.
                                                 
 FESTA  DEI  FAUGNI  AD  ATRI
All' alba dell' 8 dicembre, ad Atri, in provincia di Teramo, si ripete l’ antichissima tradizione popolare  dei “Faugni” (dal latino "fauni ignis", cioè fuoco di Fauno). Nel paese l' originario rito pagano s'è mescolato a quello della festa cattolica per l' Immacolata Concezione di Maria: i Faugni sono apparsi per la prima volta nei riti religiosi nel 431 d.C. con il Concilio di Efeso”.
Riprendendo simbologie solari delle feste latine, i faugni nascono dalla fusione di una consuetudine pagana e contadina: infatti, un tempo, nelle campagne attorno ad Atri, i contadini accendevano dei fuochi, a fini propiziatori prima del solstizio d'inverno, in onore di Fauno, divinità pagana associata alla fertilità della terra, protettrice di pastori, greggi e agricoltura.
La sera del 7 dicembre il parroco della cattedrale benedice il falò che servirà all'accensione dei faugni all'alba del giorno dopo. Da questo magico rito deriva appunto la tradizione che consiste nell'accendere e portare in processione per la città alti fasci di canne legati da lacci vegetali. Il giro dei faugni per vie e piazze del centro storico di Atri, termina nella  piazza del Duomo, dove i fasci di canne ardenti bruciano in un grande falò.

 

                                                   

 "I favore"  

A  Collelongo (Aq)   vige ancora una antica tradizione, la sera del 7 dicembre, vigilia della festa dell'Immacolata, si accende in piazza un grande falò chiamato "I favore". Nella credenza popolare il falò ricorda  anche qui la luce dei fuochi che guidarono gli angeli che portarono la "Santa Casa" da Nazaret a Loreto. Intorno al falò viene distribuita polenta a tutti i presenti.




                         
Festa dell'Immacolata Concezione 8 dicembre

Un antico detto abruzzese così recita “Santa Maria Cuncette, a Natale diciassette” indicando che la festa dell’Immacolata Concezione da tempi remoti viene solennizzata dagli abruzzesi. In tutta la regione la sera del 7 dicembre si usa accendere grandi fuochi  “li fucaruni” in onore della Madonna che, secondo la tradizione religiosa, servono ad illuminare il cammino degli angeli che trasportano la Santa Casa di Nazareth a Loreto. Secondo le  simbologie consuetudini pagane e contadine i Fuochi  sono propiziatori di buon auspicio per il nuovo anno.





Anche a San Valentino (Pe)  si celebra  l’Immacolata Concezione. La festa si svolge nell' arco della mattinata con la celebrazione di solenni funzioni  nella chiesa di S. Donato dove è la statua della Madonna, segue una solenne processione per le vie del paese.  Nel corteo sfilano la grande Croce Celeste e la bandiera recante al centro un ricamo della corona della Madonna. Alla manifestazione prendono parte i componenti della Congrega dell'Immacolata Concezione e di Sant'Alfonso che per l'occasione indossano una particolare veste bianca e celeste (divisa della congrega). La festa ha termine nel  pomeriggio in piazza dove la banda musicale accompagna il tradizionale Ballo della Pupa: un fantoccio di cartapesta nel cui interno cavo si nasconde un uomo che lo fa camminare e ballare mentre esplodono i numerosi bengala e petardi che reca indosso.

 

                                                            FESTA DI SANTA LUCIA 

Anche Santa Lucia, protettrice della vista, nelle campagne viene celebrata con fuochi notturni rituali chiamati “faugni” che simboleggiano il bisogno umano di illuminare il giorno tradizionalmente considerato il più corto dell’anno prima del solstizio d’inverno. In passato  si accendevano i fuochi  non solo per festeggiare S. Lucia, ma anche  il 4 dicembre per S. Barbara, protettrice dei minatori ed artificieri oltre che per l’Immacolata ConcezioneLa festa cade il 13 Dicembre, data della morte di S. Lucia e  la celebrazione, in un giorno  ritenuto il più corto dell’anno, è dovuta probabilmente alla volontà di sostituire antiche feste popolari che celebravano la luce. Quindi sarebbe privo di fondamento l'episodio di Lucia che si strappa gli occhi, l'emblema degli occhi è invece da collegarsi con la devozione popolare che l'ha sempre invocata protettrice della vista a causa del suo nome, Lucia, da lux, luce.
 A  Prezza  paesino   della  conca Peligna, stazionò per un certo periodo il corpo di S. Lucia in viaggio verso Venezia per ordine del Doge Enrico Dandolo, subito dopo la fine delle crociate, per dare ad essa la definitiva sepoltura. Le spoglie della santa vennero affidate al Vescovo di Corfinio  il quale decise di custodirle nella fortezza prezzana. In paese si diffuse quindi il culto per Lucia e venne edificata nel 1200 circa una cappella votiva per i tanti pellegrini che vi si recavano. Nel  corso degli anni essa fu circondata da mura e venne costituita la nuova parrocchia a lei dedicata.
Oggi la chiesa si trova nel centro del paese e all'interno, in una nicchia, è collocata una preziosa statua lignea della fine del 1400 raffigurante S. Lucia.
Al mattino di ogni anno, il 13 dicembre al suono delle campane, i prezzani si recano prima in chiesa per la messa solenne e poi sfilano in  processione per le viuzze del borgo; le donne portano grandi ceste di ciambelle a forma di occhi da donare ai  portatori della statua di S. Lucia  e ai partecipanti al rito.
 
Anche a Torre de’ Passeri  Il 13 dicembre si celebra Santa Lucia, martire siracusana del Cristianesimo delle origini che  nel paese è venerata da secoli. In questo giorno la cittadina si anima di una serie di  appuntamenti religiosi e civili che ogni anno richiama la curiosità degli abitanti dei paesi limitrofi e di molti torresi emigrati all'estero che anticipano il ritorno in paese per le feste natalizie. Sin dalle cinque del mattino i botti di mortaretti e la musica della banda “Città d’Introdacqua” danno la sveglia a tutti i torresi. Nel pomeriggio una solenne Processione, preceduta dalla Santa Messa,  sfila tra le vie dell’antico centro e la  statua della Santa  viene  portata a spalla da quattro portatori, in un singolare corteo religioso, guidato dal parroco di Torre de’ Passeri, dal sindaco  e numerosi fedeli. Intorno alle 19, la tradizionale “Pupa”,  grande manufatto di cartapesta con le sembianze di donna,  viene fatto ballare da un ballerino che si cela nel suo interno, e, in un valzer di fuochi pirotecnici, si concludono i festeggiamenti.
Il Tempo dell’Avvento  è il tempo dell’Attesa  (dal latino “adventus”) che precede l’arrivo del Messia Salvatore secondo quanto profetizzato nell'Antico Testamento. Per i cattolici  ha un  doppio significato teologico: è  sì il tempo di preparazione al Natale ma anche il tempo  in cui gli spiriti si rivolgono all'attesa della seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi, un periodo dunque di speranza e insieme di purificazione.

Ricostruzione storiografica di Elisabetta Mancinelli 
email: mancinellielisabetta@gmail.com     

4 novembre 2022

Canti popolari abruzzesi: Etnomusicologia di un territorio. L'Aquila e la sua provincia nel contesto abruzzese: La feste cantate - Omaggio a L'Aquila.


ETNOMUSICOLGIA DI UN TERRITORIO, CANZONI POPOLARI L'AQUILA E PROVINCIA  

PARTE 1: LE FESTE CANTATE
1:LA BONA STRINA canto dell'epifania, versione Marco Notarmuzi scannese
2: CANTO DI QUESTUA PER PASQUARELLA lezione di Tornimparte, dicitrice Natalina Corpetti
3: CANTO DI QUESTUA PER SANT'ANTONIO ABATE, lezione di Collelongo
4: FILASTROCCA DI CARNEVALE lezione di Tornimparte, Mario Santucci
5: CHE VAI FACENDO MADRE MARIA Lez. di Tornimparte, Lorenzo de Paolis
6: STORNELLI PER LA PASQUA lezione di Tornimparte, Mario Santucci
7: TUTTA DI VERDE MI VOGLIO VESTIRE lez. del chietino di Donatangelo Lupinetti, usata anche per la tragedia "La figlia di Jorio" di D'Annunzio
8: LA QUAGLIARELLA lezione peligna di Franco Cercone
9: STORNELLI PASTORALI, area aquilana, cantori pastori circolani
10: CANZONE PER SAN FRANCO D'ASSERGI dicitrice Domenica Carnicelli
11: STORNELLI PER LA MIETITURA versione Tornimparte dicitrice Luigina Vecchioli
12: SERENATA ALL'ANTICA, dicitrice Pina Vecchioli
13: FILASTROCCA
14: AMORE AMORE  lez. orsognese, solisti Luigino Angelini, Emanuele Nanni
15: CANZONE PER SANTA LUCIA lezione peligna di Franco Cercone
16: CANTO PER SAN SILVESTRO lezione peligna di Franco Cercone

PARTE 2: OMAGGIO A L'AQUILA, CANTI DELLA PROVINCIA
1: NON ME' LASSA' di Pina Vecchioli
2: J'ANTICU NATALE di Mario Santucci
3:  A JU PAESE di Giuseppe Porto
4:  LA ROSA 'I LA SPINA di Cesidio di Gravio
5: CANTE DI SCIONNA di Cosimo Savastano
6: BIANCA MADONNA preghiera di montagna di Mario Santucci
7: L'ULTIMA NINNA NANNA di Gerardo Colaiuda
8: INCANTU di Bice Solfaroli Camillocci
9: A SPUSU E SPOSA di B. Solfaroli Camillocci
10: JI FOCU DE SA'GNUANNI di Francesco de Gregorio
11: BACIU RASCHIU di Filippo Crudele
12: BALLATE DE NU BRIGANTE di Sebastiano Ventresca
13: NINNA NANNA FATTA DE GNENTI di Mario Santucci
14: NINNA NANNA DE 'U ARCHUBBALENE di Raffaella del Greco
15: NU FIORE DELLA GIOVENTU' di Mario Lolli
16: PER VIOLE di B. Solfaroli Camillocci
17: ASPETTA CORE ME di Giuliana Cicchetti
18: OMAGGIO A L'AQUILA di Mario Santucci.