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2 ottobre 2026

26 settembre 2026

Knud Sinding, La scalinata di Porta Flora a Civita d’Antino, 1911.


 Knud Sinding (Aarhus DK 1875 - Copenhagen DK 1946)
"La scalinata di Porta Flora a Civita d’Antino",  1911
Olio su tela, cm. 43x56,5
Imago Museum - Collezione Fondazione Pescarabruzzo - Pescara.

Peder Henrik Kristian Zahrtmann, Scala di Civita d'Antino, 1889.


Peder Henrik Kristian Zahrtmann (Rønne, 31 marzo 1843 – Frederiksberg, 22 giugno 1917)
"Scala di Civita d'Antino", 1889
Olio su tela
Imago Museum, Pescara.

18 settembre 2026

Maestro del Trittico di Beffi, Foglio di un antifonario: Coronazione della Vergine, sec.XIV-XV.


Maestro del Trittico di Beffi
Foglio di un antifonario: Coronazione della Vergine, sec.XIV-XV
Inchiostro, tempera e oro su pergamena, cm 55x37
Cleveland Museum of Art.

11 settembre 2026

Reginella campagnola.


Spartito musicale e testo

Reginella campagnola è una celebre canzone italiana composta nel 1938 da Eldo Di Lazzaro (con testo scritto insieme a Bruno Cherubini). Sebbene sia nata come un brano d'autore moderno, il suo ritmo travolgente a tempo di polka l'ha trasformata nel tempo in un pilastro del patrimonio popolare abruzzese e della musica folk italiana, immancabile nelle feste di paese e nei balli contadini.
Il testo racconta in modo allegro e spensierato la giornata di una giovane contadina dell'"Abruzzo d'or" che va in città a vendere i suoi prodotti con un asinello, per poi tornare felice al suo borgo di montagna la sera.
A livello internazionale, il brano ottenne un successo clamoroso: fu tradotto in inglese con il titolo The Woodpecker Song e interpretato da grandi icone della musica mondiale come Glenn Miller.



9 settembre 2026

Carta delle Strade Ferrate del Regno d'Italia, Anno 1885 - Mappa della Rete FS al 1° Luglio 1906.

Carta delle Strade Ferrate del Regno d'Italia, Anno 1885.
 
Al nord-ovest spicca la rete cavouriana già saldamente radicata: sono in costruzione solo la Succursale dei Giovi (1889), la linea della Val d'Aosta (1886) e poche altre; in progetto il Sempione (1906) e il Tenda (1914-28). Intorno a Milano anche la rete delle Ferrovie Nord è già ben presente (manca la linea di Novara e il prolungamento da Erba ad Asso). Al nord-est in progetto la linea (allora internazionale) della Valsugana Bassano-Trento (1910) e addirittura assente la Venezia-Trieste via Portogruaro.

L'Appennino Tosco-Emiliano è valicato solo dalla Porrettana (1864); in costruzione sia la Pontremolese (1894) sia la Faentina (1893), in progetto la Fabriano-Urbino-Rimini che in realtà non verrà mai completata. Al centro, oltre ovviamente a mancare la Direttissima Roma-Napoli (1927), è in costruzione la trasversale Roma-Pescara e in progetto la Sulmona-Isernia, che tra l'altro è indicata via Scanno, anziché sul tracciato poi effettivamente costruito via Campo di Giove. Più a sud, anche il tracciato della Avellino-Rocchetta è indicato via S.Angelo diversamente da quello che verrà realizzato.

Adriatica e Jonica sono già complete, ma quest'ultima è per ora l'unico accesso a Reggio Calabria: l'impervia Tirrenica Meridionale (1885-1895) rappresenterà una pietra miliare del decennio seguente. Da Cosenza non è nemmeno ipotizzata la linea per Paola, mentre compare un progetto per Nocera poi non realizzato; anche la Sicignano-Lagonegro è indicata concludersi sul Tirreno mentre rimarrà limitata al capolinea di Lagonegro.

In Sicilia la rete è già significativamente sviluppata, anche se Palermo si raggiunge solo via Catania-Enna (allora Castrogiovanni). Inoltre è sostanzialmente assente la rete a scartamento ridotto, con l'eccezione del progetto della Porto-Empedocle-Agrigento, dunque la prima ad essere pensata e l'ultima a morire (1985). Infine è già completa la trasversale sarda, mentre è solo in progetto la rete a scartamento ridotto dell'isola.


particolare

La Rete FS al 1° Luglio 1906
La Rete FS al 1° Luglio 1906

5 settembre 2026

Costantino Felice, Un mezzogiorno particolare. Storia dell’Abruzzo: contro i luoghi comuni e le retoriche identitarie, 2025.

Scheda libro

Una regione molto diversa dalle visioni
stereotipate: non l’Abruzzo agropastorale
inchiodato alle sue arcaiche tradizioni e rudi
selvatichezze, bensì un Abruzzo
intraprendente e attivo, pienamente inserito
in quel Sud operoso che il nuovo
meridionalismo da decenni va disvelando.

Nel corso dei secoli una pervadente montuosità ha indotto le «genti d’Abruzzo» a declinare la loro storia nel difficile rapporto tra quadri ambientali e azione umana. Ma in che misura l’imponente geografia dei luoghi e le dinamiche economico-sociali che ne sono conseguite hanno forgiato il carattere degli abitanti, condizionandone scelte e comportamenti? Se ne può desumere una specifica identità regionale? L’immagine dell’Abruzzo tuttora prevalente – nell’opinione corrente ma anche in ambienti colti (o che tali si ritengono) – continua a essere quella dello slogan «forte e gentile»: un Abruzzo oleografico e di maniera, privo di sostanziali riscontri nella concretezza del divenire storico. È difficile trovare un’altra regione d’Italia così ridondante di stereotipi e luoghi comuni le cui stilizzazioni artisticamente più riuscite ed efficaci – ma le sedimentazioni culturali sono di lungo periodo – possono riassumersi nel «pastore» dannunziano e nel «cafone» siloniano. Il libro si sviluppa dunque su due piani: da un lato, nella pars destruens, si procede a uno smontaggio degli idola di matrice antropologica e letteraria (o anche geografica) – da Guinizzelli e Boccaccio fino a D’Annunzio e Silone – sui quali si fondano le mistificanti retoriche sull’«abruzzesità»; dall’altro, nella pars construens, attraverso rapide sintesi, frutto di decenni di studio e varie pubblicazioni, viene ricostruito, con ricchezza di documentazione e rigore scientifico, un profilo dell’Abruzzo che è altro – un «Mezzogiorno particolare» – rispetto a quello «in idea» delle trasfigurazioni mitologiche. Ne viene fuori non un Abruzzo sordamente inchiodato alle sue arcaiche tradizioni e rudi selvatichezze, bensì un Abruzzo intraprendente e dinamico, parte integrante di quel Mezzogiorno operoso che il nuovo meridionalismo sta progressivamente mettendo in luce, anche attraverso i suoi mutamenti economici e sociali. L’approccio dell’autore è di tipo interdisciplinare, nutrendosi costantemente di un serrato confronto con il dibattito che sul controverso tema dell’identità continua ad animare la storiografia e le scienze sociali.


Costantino Felice, già docente di Storia economica presso l’Università D’Annunzio di Pescara, si occupa del Mezzogiorno, con particolare riguardo all’Abruzzo e al Molise. Ha curato il volume L’Abruzzo della «Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità a oggi» (Einaudi, 2000). È autore, fra l’altro, di Il Sud tra mercati e contesto (FrancoAngeli, 1995, 1996) e Dal borgo al mondo (Laterza, 2001); per i tipi della Donzelli ha di recente pubblicato: Mezzogiorno tra identità e storia. Catastrofi, retoriche, luoghi comuni (2017); Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo (2014, 2022); Una storia esemplare. Fucino: bonifica, riforma agraria, distretto agroindustriale (2023).


Da: Donzelli editore


3 settembre 2026

Abruzzo, Il sistema idrico.

Da: Yumpu

Culto e Cultura in Abruzzo.

Da: Yumpu

Viaggio in Italia nel Patrimonio Immateriale UNESCO: La Transumanza.

Silvia Curulli, Tra Paesaggi Sacri e Vie Pastorali: Un’indagine sul Patrimonio Culturale dell’Abruzzo e le potenzialità del coinvolgimento comunitario per la sua Tutela e Valorizzazione, 2025.


L'Abruzzo, con il suo territorio unico e la lunga tradizione di pratiche agro-pastorali, offre un contesto ideale per studiare l'interazione tra uomo e ambiente, mettendo in relazione beni culturali materiali e immateriali. Questa tesi esplora due elementi distintivi del patrimonio culturale abruzzese, analizzando i luoghi di culto rupestri e il fenomeno della transumanza. L'indagine si concentra sull'evoluzione storica e sociale degli eremi rupestri, evidenziandone la funzione spirituale e simbolica, nonché il legame con l'eremitismo. In parallelo, viene analizzata la tradizione millenaria della transumanza, esaminando il ruolo dei tratturi come corridoi culturali e vie di scambio economico e sociale. Successivamente, la tesi delinea il quadro delle problematiche di conservazione, con un'analisi dei rischi ambientali e socio-economici che minacciano questi patrimoni.

Seraphici viri s. Francisci Asisiatis vitae duae auctore Tommaso da Celano - Due vite dell'Uomo Serafico San Francesco d'Assisi, dell'autore Tommaso da Celano.

Filippo Sargiacomo, Realizzazione della ferrovia San Vito Lanciano-Castel di Sangro, 1900. Sistemazione interna dell'Ippodromo.


Filippo Sargiacomo, Realizzazione della ferrovia San Vito Lanciano-Castel di Sangro, 1900. Sistemazione interna dell'Ippodromo.