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17 novembre 2020

Angelo Iocco, La leggenda del Lago di Scanno, Pietro Baialardo, la Maga Angelica e il curioso Libro “Antifor di Barosia”.

Il "Libro chiamato Antifor di Barosia", XV sec., stampato a Venezia nel 1615.

 

La leggenda del Lago di Scanno, Pietro Baialardo, la Maga Angelica e il curioso Libro “Antifor di Barosia”

di Angelo Iocco. 


Da dove proviene la leggenda popolare di Carlo Magno con l'esercito dei Paladini, all'assalto della rocca di Scanno, distrutto dalla cascata di pietre infuocate per mezzo della Maga Angelica? E degli amori del mago Pietro Bailardo per la stessa, che si riparò con l'ombrello magico, e che dopo la morte di lei, la vallata di Scanno si riempì con un lago che divenne la sua tomba?

Giovanni Pansa ne parlava nei suoi “Miti, leggende e superstizioni abruzzesi”, è un poemetto, ancora più antico de “Zu mtremuonie azz'uso” di Romualdo Parente, e rappresenta uno dei più bei prodotti della letteratura popolare scannese, l'Antifor di Barosia, di autore anonimo.

Il volumetto, un poema in ottave, di 43 canti,  descrive le varie imprese del cavaliere Orlando, paladino di Carlo Magno, celebrato dall'Ariosto e dal Boiardo, e tratta di vicende concernenti altri Paladini, come il cavaliere Antifolo di Beroso, che assaltò nella valle del Sagittario l'imprendibile Scanno controllata dalla maga Angelica, alla cui morte la vallata piangendo si riempì d'acqua, formando il famoso lago tra Scanno e Villalago.