Pagine

Visualizzazione post con etichetta Jubatti Pino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jubatti Pino. Mostra tutti i post

18 giugno 2026

La cucina abruzzese. Ricette di Vasto: Il Brodetto "Alla Vastese".

dal Calendario Vasto Pesca
 

BRODETTO "ALLA VASTESE"

(lu vrudatte a la uastarėule)

Ingredienti: (come piatto unico) 450 gr. di pesce fresco assortito e di rigorosa appartenenza all'adriatico vastese - olio d'oliva - 300 gr. di pomodori "mezzitempi" - due spicchi d'aglio - un peperone dolce e fresco - prezzemolo - sale.

Dosi e tempi: (per la singola persona) c.s. occorrono in totale: 1 ora e 30 minuti + 35 minuti.

Elaborazione e cottura: Pulire e lavare il pesce (che non va mai tagliato, perchè di misura media, lasciando le teste: cicala di mare (panócchie), triglia (russcéule), merluzzo (mirlicce), tracina (hragnulátte), scorfano (scrófene), gallinella (mazzuléine), suacia (ciangátte), piccola seppia (scarpitėlle), piccola razza (bbarraculálle). Nella larghissima tijėlle di terracotta, predisporre assieme, a freddo: acqua, olio d'oliva, peperone tagliato a lische, prezzemolo e aglio affettato, sale; dopo qualche minuto, a bollore, versare i pomodori spezzettati: quindi l'intingolo accoglierà tutte le varietà di pesce, senza sovrapposizioni; si comincia con la più resistente per finire, dopo qualche minuto, con la più delicata. Far cuocere a coperchio fisso per altri 20 minuti, senza tramenare. Poggiare qualche vongola e cozza proprio all'ultimo momento, assieme al peperoncino finale, rosso fresco e piccante. Degustatio d'obbligo, assieme a: fette di pane abbrustolito e agliato; con vino freschissimo e morbido, rigorosamente bianco!

FRA STORIA E CULTURA

Il seguente testo è tratto dal volume "La cucina vastese", (P. Jubatti; Vasto, 2006): in esso - fra preparazioni, modalità e segreti domestici -, sono biografati alcuni personaggi indispensabili per il progresso di categoria specifica. Uno degli umili "ristoratori capostipiti" della Vasto, tra Otto e Novecento, fu Angelo Cinquina (Vasto, 1860-1942) detto lu Corve Nàire; oste e vinattiere – coevo, in pratica, di Luigi Anelli e del suo Nicola, il cameriere dell'Albergo del Pesce, tratteggiato altrove (v. gennaio) –, esercitava nel minuto locale di Via Dalmazia a Vasto Marina: antesignano del "brodetto di pesce alla vastese", non potè rendersi pienamente conto della sua fama in proiezione gastronomica, perchè mancò in un tragico momento bellico, l'anno 1942. D'altra parte, quella rinomanza – oltre i buoni riconoscimenti ufficiosi del tempo – gli procurò, ben dodici anni prima, la poetica citazione dialettale da parte del poeta di Fujj'ammèsche, nel sonetto intitolato Lu bbattèlle di 'Ssassèine. Alla sua scomparsa, l'attività culinaria fu continuata fino al 1951, dalla figlia Michelina, dopodichè proprio il nipote prediletto F. Paolo (1926), assieme a sua moglie, surrogò la genitrice fino al pensionamento. Genesi del soprannome: gli fu aricacciate perchè, in età giovanile d'estate, indugiava smodatamente in mare a prendere la tintarella; cosicchè, dalla esclamazione "Ti si fatte nàire gne nu corve" (Ti sei fatto nero come un corvo), nacque... lu Corve Nàire.

Il tempo e la memoria

 foto d'epoca: "Lu corve Nàire" - foto Fam. Provicoli / Cinquina - Vasto Marina

Questa "storica" ed intensa immagine – datata Ferragosto 1938, E.F. – ritrae Angilicce quasi ottantenne, in compagnia della figlia Michelina (maritata Provicoli) e del nipote, allora dodicenne, F. Paolo Provicoli proprietario della foto; essi posano proprio davanti al celebre locale di Via Dalmazia; curiosità storica: prima della data, figura l'indicazione Istonio (Marina), toponimo classicheggiante della nostra cittadina in Era Fascista, dal 31 marzo 1938 al 15 novembre 1944.

Il suggerimento del Buongustaio

  • Antipasto: scapece vastese e fiori di zucca soffritti (scapàice a chicuccialle zuffrètte)
  • Primo piatto: spaghetti col sugo di pesce marinaro (spachètt' e ssiuche di passce a la marinare senza pammadèure).
Dal: Calendario Vasto Pesca - Pino Jubatti

19 settembre 2025

La Cucina Vastese, a cura di Pino Jubatti.



Il brodetto alla vastese e i suoi ritorni alle origini...moderne (prima parte)

Il brodetto alla vastese e i suoi ritorni alle origini...moderne (seconda parte)

Cucina Vastese: Piatti

La Cucina Vastese è a base soprattutto di Pesce dell'Adriatico

Tra le squisitezze autenticamente vastesi occorre segnalare:

Condimenti, sughi e intingoli:

- Aglio, olio e peperoncino piccante in polvere;

- Brodo di carne (gallina, gallinaccio, pollo o vitello);

- Brodo di pesce fresco con pomodoro;

- Brodo di pesce senza pomodoro;

- Brodo vegetale;

- Condimento alle erbe (peperoni, carote e zucchine a lische, in bianco);

- Friarelli (peperoni verdi);

- Intingolo di Zia Libbrate (al sugo nero di seppie);

- Marinata composta detta tipo scapece;

- Marinata semplice detta carpiselle;

- Odori e peperoncino piccante conservati sott'olio;

- Pomodori spezzati (trattati e con aggiunta di basilico) fatti bollire in bottiglia ermetica;

- Ragù di castrato;

- Ragù di agnello e peperoni;

- Ragù (lu rentrocele);

- Salsa ristretta (al sole) di pomodoro fatta in casa;

- Soffritto semplice di cipolla (o di aglio);

- Soffritto di cipolla con guanciale (con o senza pomodoro);

- Sugo al carciofo;

- Sugo di carni assortite (majale, vitello, pollo) e pomodoro.

- Sugo finto;

- Sugo di frutti di mare (o di soli molluschi; di pesce; di crostacei); al pomodoro;

- Sugo (ristretto) di pesce con pomodoro;

- Sugo (umido) di pomodoro;

 

Antipasti e Contorni:

- Acciughe al tartufo; crude al limone; in salsa piccante;

- Acciughe all' abruzzese;

- Acciughe crude al limone;

- Acciughe in salsa piccante;

- Alici spinate a la carpiselle;

- Cannolicchi gratinati;

- Capesante brasate con leggera fonduta e tartufo bianco

- Capesante gratinate;

- Cicale (Panocchie) al Forno;

- Cicale (Panocchie) con aglio, olio e limone;

- Cicale (Panocchie) in salsa aromatica

- Cozze al dragoncello;

- Cozze al forno;

- Cozze alla birra;

- Cozze alla marinara;

- Cozze con aglio e prezzemolo;

- Cozze gratinate con guscio;

- Cozze gratinate senza guscio;

- Cozze ripiene;

- Gamberoni e zucchine;

- Lumache di mare in insalata;

- Panocchie (Cicale) con aglio, olio e limone; al forno; in salsa aromatica; ripiene;

- Pilìuse (polpa) all'agro;

- Polipi veraci in insalata;

- Vongole al basilico; alla marinara;

- Cestini di vongole all'arancia;

- Coctail di scampi;

- Crudo assortito di mare;

- Friarelli (peperoni veri);

- Giardiniera di moscardini e frutti di mare;

- Insalata di frutti di mare;

- L'Acqua - Sale (l'Accasále);

- Patè di tonno;

- Polpette al Purgatorio;

- Scapàce di Vasto (sorta di pesce marinato allo zafferano), ."al verde";

- Scarpitelle di cannizze con prezzemolo e peperoncino piccante;

- Sformato tricolore (peperoni - patate - pomodori);

- Spiedini di Cozze;

- Spiedini di gamberoni e zucchine

- Tartine miste di pesce;

- Timballini di melanzane ai frutti di mare;

- Vongole al basilico;

- Vongole alla marinara;

 

23 giugno 2025

Giorgio Pillon (1918 - 2003), giornalista, scrittore, critico d'arte ed esperto di intelligence. - Spie per l'Italia, 1968 - Gli "Ospiti" di Don Luigi Anelli, 1982.

Giorgio Pillon davanti ad un quadro di De Chirico

Giorgio Pillon  (1918 - 2003), giornalista, scrittore, critico d'arte ed esperto di intelligence. 
Spie per l'Italia, 1968 Gli "Ospiti" di Don Luigi Anelli, 1982.
 di Filippo Marino, 23.06.2025


Giorgio Pillon, nato nel 1918, è stato una figura poliedrica del panorama culturale e giornalistico italiano del Novecento.
Giornalista, scrittore, critico d’arte, esperto di intelligence, ha saputo attraversare epoche e continenti con uno sguardo acuto, pur mantenendo sempre saldo il legame con la città di Vasto, alla quale rimase affettivamente legato fino alla morte, avvenuta a Roma nel 2003.
Frequentando da giovane studente universitario la biblioteca di Vasto, allora diretta dal prof. Luigi Anelli, ebbe modo di incontrare casualmente intellettuali di alto profilo a cui era consentito di frequentare la biblioteca, in quanto internati politici presso l’allora Campo di Concentramento di Istonio Marina. 
Tra questi il prof. Mario Borsa, già corrispondente per l’Italia del Times e futuro direttore del Corriere della sera (cfr. Gli “Ospiti" di Don Luigi Anelli).
Laureatosi in Lettere all’Università di Torino con una tesi su Gabriele Rossetti, Pillon iniziò la sua carriera nel mondo dell’insegnamento in Abruzzo. Significativa fu anche l’esperienza del servizio militare, svolto in Liguria con il grado di capitano dell’esercito, durante un periodo cruciale per l’Italia e l’Europa intera.
Nel dopoguerra si dedicò al giornalismo, professione che avrebbe segnato profondamente la sua esistenza. 
Nel 1947 si trasferì in Argentina, a Buenos Aires, dove divenne redattore capo della rivista letteraria in lingua spagnola Histonium, fondata e sostenuta dall’imprenditore vastese Carlo Della Penna
Fu un’esperienza editoriale innovativa, che diede voce alla cultura italiana all'estero, contribuendo al dialogo tra intellettuali europei e latinoamericani.
coll. F.Marino
L’anno successivo Pillon assunse l’incarico di corrispondente per il Corriere della Sera, ricoprendo anche il ruolo di inviato speciale per tutta l’America Latina. 
La sua penna raccontò i fermenti sociali, politici e culturali di un continente in piena trasformazione. 
Parallelamente, mantenne contatti costanti con l’Italia, dove collaborava con importanti testate come Il Messaggero (sotto lo pseudonimo di “Italo Marini”), Il Tempo, Il Gazzettino e Il Borghese.
Nel 1954 fece ritorno definitivo in patria e si stabilì a Roma. 
Qui intraprese una nuova fase della sua carriera, assumendo il ruolo di capo redazione del settimanale umoristico Candido, fondato da Giovannino Guareschi, ben noto per le avventure cinematografiche di Peppone e Don Camillo. 
La rivista fu un punto di riferimento per la stampa satirica e d’opinione dell’epoca, specie in chiave monarchica e anticomunista, contribuendo con lucidità e ironia ai dibattiti culturali e politici del tempo.
Scrittore eclettico e appassionato, Giorgio Pillon pubblicò migliaia di articoli su temi tra i più diversi: dalla politica all’arte, dal cinema al teatro. 
Nel 1958 gli fu conferito il prestigioso Premio Marzotto per la storia dell’arte, riconoscimento che ne consacrò la competenza critica in ambito artistico. 
Dodici anni dopo, nel 1970, ottenne anche il Premio Andersen per la letteratura d’infanzia, a testimonianza della sua capacità di rivolgersi con sensibilità anche ai più giovani.
La figura di Giorgio Pillon resta un esempio di intellettuale impegnato, capace di unire rigore analitico, curiosità umanistica e uno spirito cosmopolita. 
Un uomo di lettere e d’azione, che ha saputo attraversare il secolo con passione e lucidità, lasciando un’impronta profonda nella cultura italiana e internazionale.

Giorgio Pillon, caricatura di Pino Jubatti

Pubblicazioni:

Pillon G., I Savoia nella bufera, Il Borghese, 1972.

Pillon G., Racconti brevi, Serarcangeli, Roma, 1977.

Pillon G., De Chirico e il fascino di Rubens, Serarcangeli, Roma, 1991.

Pillon G., Floria un amore a Verona, Serarcangeli, 1992.

Pillon G., Segreti incontri. Confidenze indiscrete di noti personaggi,  Serarcangeli, 1996.

Pillon G., L’anfora di Re Gustavo, Serarcangeli, 1998.

Pillon G., Dodici bottiglie di champagne,  Serarcangeli, 2002.