13 maggio 2026
Giuseppe Rodini, disegnatore e calligrafo di Atessa: Abruzzo Citeriore, 1846.
23 aprile 2026
Fortezza Aragonese di Pescara.
Fortezza Aragonese di Pescara
Presso via Conte di Ruvo a Pescara, nel corso dei lavori ACA per la costruzione di una condotta, è stata rinvenuta una porzione di struttura muraria appartenente alla fortezza aragonese del XVI secolo.
I lavori erano stati autorizzati dalla SABAP e sono stati seguiti in assistenza archeologica da una professionista del settore, che è stata incaricata di documentare tutte le operazioni.
La struttura muraria doveva avere dimensioni imponenti: spessa quasi un metro, la porzione conservata scende in profondità oltre 3 m sotto il livello dell’attuale strada. La struttura è realizzata con due cortine esterne di mattoni riempite a sacco con laterizi e pietre tenuti insieme da una malta tenacissima; questo ci attesta che l’opera era concepita come un vero e proprio presidio contro gli attacchi e le invasioni via mare.

La fortezza di Pescara, infatti, fu costruita – inglobando le precedenti fortificazioni bizantine e medievali- per volere di Carlo V d’ Aragona su progetto dell’architetto Eraldo Barleduc, per fare fronte ad eventuali invasioni ottomane. Presentava una caratteristica forma “a stella” irregolare e con i bastioni dedicati ad altrettanti santi (i più famosi sono Sant’Antonio e San Vitale). Gli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo nell’attuale via delle Caserme e in via del Bagno Borbonico nel 1990 hanno portato alla luce diversi ambienti precedenti alla caserma di fanteria e alle carceri borboniche che erano parte della fortezza; gli studi hanno evidenziato come anche l’andamento della fortezza sia stato influenzato dall’articolazione topografica della Ostia Aterni romana e in particolare dal rapporto con la viabilità.

La piazzaforte restò in funzione fino dopo la nascita del Regno d’Italia, quando iniziarono la progressiva demolizione e l’interramento che risparmiarono solo il tratto di Via delle Caserme. Grazie alla straordinaria opera di alcuni eruditi, tra cui il Marchese di Celenza (1598) ed architetti e topografi dei secoli successivi (1821), abbiamo descrizioni e rilievi di precisione assoluta che permettono di prevedere con sicurezza i punti in cui è concreta la possibilità di rinvenire le murature.
Diversi lacerti della struttura, infatti, sono stati rinvenuti grazie all’archeologia preventiva negli ultimi anni, sotto il Palazzo della Regione a Piazza Unione, presso la sede ferroviaria, in cui le strutture del Bastione San Vitale saranno inserite in un progetto di valorizzazione di RFI seguito dalla SABAP, e all’interno del Campo Rampigna, in cui la Soprintendenza sta per realizzare un parco archeologico urbano con finanziamento dei Grandi Progetti Beni Culturali.
17 marzo 2026
16 marzo 2026
9 marzo 2026
26 febbraio 2026
15 gennaio 2026
Andrea Casalboni, Tempi e modi dell’immigrazione ebraica negli Abruzzi (secoli XIV-XV): alcuni elementi di riflessione.
15 dicembre 2025
Planimetria del Casino della Penna e delle sue pertinenze al mare, 1811. Palazzo della Penna, poi Orfanotrofio Genova Rulli, Vasto.
8 dicembre 2025
Ernesto Barbi, Fatti e disgrazie delle ricerche archeologiche di un appassionato della storia pescarese (1989-2002).
27 novembre 2025
22 novembre 2025
12 novembre 2025
Bibliografia orientata. Storia d'Abruzzo.
30 ottobre 2025
24 ottobre 2025
L’Abruzzo nella Galleria delle carte geografiche in Vaticano.
E sempre in nome della storia quali personaggi simbolo dell’Abruzzo sono scelti Ovidio e papa Celestino V. Un affresco sulla volta mostra la carovana del Conclave che sale tra le rupi della Maiella per informare l’illustre eremita Pietro da Morrone della sua elezione al pontificato (“S. Petrus de Murano anacoreta in pontificem eligitur”).
La Maiella


Valle peligna


Il lago del Fucino si mostra a sorpresa in tutta la sua ampiezza. In effetti il suo prosciugamento avverrà solo tre secoli dopo. Vediamo tutta la corona dei paesi rivieraschi della conca marsicana: Avezzano, Celano, Aielli, Cerchio, Collarmele, Pescina, Venere, Ortucchio, Lecce, Gioia, Trasacco, Luco. Non manca la valle del Giovenco con Ortona, Aschi e Bisegna.
Valle dell’Aterno

Terre dei Pretuzi

Terre dei Marrucini
Terre dei Frentani

Scendendo nelle terre dei Frentani incuriosisce la città di Vasto segnalata con il suo nome storico di Guasto di Amone. Sempre curiosamente anche il fiume Sangro viene citato col nome del Feudo d’Asinella. Lanciano ha il suo rilievo con la croce che ne segnala la sede della diocesi. Nei suoi dintorni compaiono San Giovanni in Venere, Fossacesia, Torino di Sangro, Paglieta, Casoli, Altino, Bomba e Roccascalegna. Sulla mappa sono anche segnalati i fiumi Osento e Sinello, insieme con i paesi dell’entroterra vastese: Villalfonsina, Scerni, Monteodorisio e Cupello. La carta geografica vaticana dell’Abruzzo si chiude con la mappa urbana del suo capoluogo regionale, L’Aquila.





























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