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17 maggio 2026
Canti e testi popolari del “Sant’Antonio” (Lu Sant’Antune) in Abruzzo.
23 aprile 2026
Rai. Viaggio in Italia, Abruzzo. La raccolta dell'uva in Abruzzo (Villa Caldari - Ortona). 1959.
18 aprile 2026
Il ciclo di affreschi di San Francesco del XVII secolo nel Convento del Ritiro della Santissima Annunziata del Poggio di Orsogna.
Il ciclo di affreschi
di San Francesco del XVII secolo nel Convento del Ritiro della Santissima
Annunziata del Poggio di Orsogna
di
Angelo Iocco
15 aprile 2026
Canzoni Abruzzesi d'autore.
13 aprile 2026
Lo scultore e architetto Michele Clerici in Abruzzo e le sue opere.
La
Basilica di San Tommaso di Ortona, prima del 1943, facciata e cupola progettate
dal Clerici
Lo scultore e architetto Michele Clerici in Abruzzo e le sue opere
di Angelo Iocco
Introduzione
Poco conosciuto, e non
essendo noi consci se forse esista una monografia interamente a lui dedicata,
vogliamo ricordare Michele Clerici lombardo, attivo come architetto del Re di
Napoli nella metà del ‘700. Il Clerici fa parte di quella cerchia di abruzzesi
come Giambattista Gianni, Girolamo Rizza, Carlo Piazzola, Francesco Ferradini
(quest’ultimo di origini nordiche ma nato a L’Aquila), e tanti altri che
operarono in Abruzzo al servizio di varie committenze.
La sua attività è
principalmente documentata tra Chieti, Ortona, Lanciano, Ortona e dintorni. A
Chieti ai tempi dell’erezione della cappella di San Gaetano Thiene nella
Cattedrale di San Giustino, voluto dal Mons. De Palma, la committenza fu
eseguita dall’allievo di Giambattista Gianni, Girolamo Rizza, e forse alcuni
interventi più delicati nella stuccatura dell’architettura progettata dal
Rizza, furono del Clerici.
Uno dei capolavori di Clerici a Chieti è l’interno interamente stuccato della chiesa di Sant’Agostino, altari laterali e maggiore inclusi. Qui il Clerici supera gli schemi tozzi e convenzionali, e anche piuttosto ripetitivi, di Rizza e Piazzola, per dirottarsi verso la leggerezza e la delicatezza che può esporre lo stucco, se usato sapientemente, al punto da generare l’illusione ottica di un dipinto a secco.
Particolare di un
rilievo a stucco del Clerici nella chiesa di S. Agostino, Chieti, foto R. Bigi
Nel 1746, scrive Bigi nel suo lavoro “Chieti, passato,
presente, futuro”, Lanciano 2012, Clerici lavorò alla decorazione del profondo
presbiterio di questa chiesa, realizzando una serie di raffinati pannelli in
stucco che rappresentano la vita di S. Agostino (pregevolissimi quelli di S.
Monica con l’angelo, S. Agostino che fa l’elemosina, la Gloria di S. Agostino,
S. Agostino in atto di scrivere ispirato dal Santo Spirito, cui appare la
Vergine recante un modellino di chiesa cupolata). É una decorazione minuta e
sofisticata, in contrasto con la severità e l’austerità dell'ordine degli
Agostiniani. La decorazione richiama gli stucchi applicati nel 1738 da Gian
Girolamo Rizza all’altare di S. Gaetano nella cattedrale di S. Giustino. É da
tener presente che a Chieti, in quel periodo, operavano quasi in contemporanea
maestri lombardi come l’artista Giovan Battista Gianni, Ambrogio Piazza, Giovannantonio
Fontana oltre allo stesso Rizza.
9 aprile 2026
La Gara delle Canzoni Abruzzesi, Castellamare Adriatico – Pescara, agosto 1922, Pescara, Arte della Stampa, 1922.
1° Festival della Canzone Abruzzese-Molisana, Vasto, Arte della Stampa, 1955.
3° Agosto Abruzzese – Ortona – Speciale audizione di Canzoni dalle 20 Maggiolate ortonesi, Ortona, 1950.
29 marzo 2026
I fratelli Vincenzo e Loreto Perez e il loro elegante neoclassicismo nell’area Frentana abruzzese.
19 marzo 2026
18 marzo 2026
4 marzo 2026
4 febbraio 2026
“L’alba separa dalla luce l’ombra”, testo di Gabriele D’Annunzio, musica di Francesco Paolo Tosti, Tenore Tito Schipa, 1938.
Giuseppe Bertini, Margherita d'Austria in Abruzzo, da: Atti del convegno Margherita d'Austria e gli Stati Farnesiani d'Abruzzo, 2017.
8 gennaio 2026
Michele Cascella, Paesaggio con neve, abeti e sciatori.
Michele Cascella, (Ortona, 7 settembre 1892 – Milano, 31 agosto 1989)
"Paesaggio con neve, abeti e sciatori"
Olio su cartone, cm 100 x 73
Palazzo del Monte di Pietà, Padova.
21 dicembre 2025
Padre Settimio Zimarino, i canti sacri e le canzoni di natale abruzzesi – da Alla fredda tua capanna a Pace a sta case!
Cenni
biografici
Nel
voler commemorare la figura del P. Zimarino, di cui già tanto si è scritto[1],
ci affidiamo alle memorie del Convegno zimariniano a Casalbordino del 2000, nel
50° della morte, e al ricordo che ne traccia il P. Donatangelo Lupinetti
(1909-2000) nel volume Zimariniana –
Settimio Zimarino usignol di Dio, L’Aquila, S. Bernardino, 1989. Carmine Antonio Zimarino
nacque a Casalbordino nel 1885, ebbe maestri di musica Amilcare Zanella e
Antonio Cicognani, con diploma a pieni voti firmato da Riccardo Zandonai.
Milita nella Grande Guerra come cappellano, poi viene trasferito nel convento
di Sant’Antonio di Lanciano fino al 1923, e dirige il Coro della Cappella della
Santa Casa del Ponte.
Il Padre provinciale gli comprò un armonium appositamente per le sue esercitazioni musicali. Carattere mite, mistico, verginale e mansueto, ma severo nell’impostazione e nel metodo. Lupinetti analizza quell’unicità del carattere abruzzese, che veicola sapientemente mitezza, riflessione, testardaggine nell’impegno, e sapienza nell’interpretare nelle note le arie popolari che si distinguono nelle vaste aree del Trigno, del Sangro, delle colline pescaresi e teramane, delle vette della Majella e del Gran Sasso. Molte arie popolari si trovano nelle canzoni zimariniane, soprattutto quelle per le maggiolate abruzzesi, poiché Zimarino stesso le ascoltava dalla viva voce di popolo e le rielaborava sul pentagramma. Nel 1923 padre Zimarino va nel convento del Sacro Cuore degli Osservanti a Chieti, da poco terminato da P. Domenico d’Amico di Castelfrentano.



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