3 settembre 2026
2 settembre 2026
Aurelio Tiratelli , Veduta del lago del Fucino, 1875 ca.
Aurelio Tiratelli , Veduta del lago del Fucino, 1875 ca., olio su tela, Museo Nazionale d’Abruzzo MuNDA, L'Aquila
5 agosto 2026
Alessandro D’Anna, Veduta del lago di Celano, nell'Abruzzo (The Lake of Fucino near Celano in the Abruzzi), 1795.
2 agosto 2026
La rete di avvistamento tra il Fucino e la Valle Peligna.
Le principali sono:
Torre delle Stelle – domina la parte nord della piana del Fucino. È una torre medievale cilindrica costruita con funzioni di controllo militare e di avvistamento.
Castello Piccolomini – la più importante fortezza che controllava il Fucino, con quattro grandi torri angolari e una posizione strategica sulla piana.
Torre di Goriano Sicoli – sorvegliava l'accesso occidentale alla Valle Peligna.
Torre di Anversa degli Abruzzi – controllava il passaggio verso le Gole del Sagittario e la Valle Peligna.
Torre di Frattura Vecchia – posta in posizione elevata per il controllo delle vallate circostanti.
Queste strutture permettevano di trasmettere rapidamente segnali di allarme mediante fuochi, fumo o altri sistemi ottici, avvisando dell'arrivo di eserciti, briganti o incursioni. Erano particolarmente importanti durante il Medioevo e l'età aragonese, quando la Marsica e la Valle Peligna rappresentavano un corridoio strategico tra il Regno di Napoli e l'Italia centrale.
La rete difensiva tra il Fucino e la Valle Peligna era concepita come una vera e propria catena di avvistamento ottico. Le torri erano costruite su rilievi che permettevano di vedere la postazione successiva; in caso di pericolo si trasmettevano segnali con fuochi, fumo o specchi.
Una ricostruzione del percorso principale è la seguente:
Castello Piccolomini di Celano – comando principale della conca del Fucino. Controllava tutta la piana e le vie verso Avezzano e l'altopiano delle Rocche.
Torre di Santa Iona (Ovindoli) – collegava Celano con il versante settentrionale del Fucino ed era espressamente descritta come anello tra il castello di San Potito e quello di Celano.
Torre di Collarmele – la sua posizione segue un preciso allineamento visivo con Aielli, Celano, Venere dei Marsi, Ortona dei Marsi e Sperone, dimostrando l'esistenza di una rete organizzata.
Torre di Aielli – controllava la parte orientale del Fucino e comunicava con le torri della Marsica orientale.
Torre Piccolomini di Pescina – dominava la valle del Giovenco, il principale corridoio naturale che collega la Marsica con la Valle Peligna. Era in allineamento visivo con la torre di Venere dei Marsi.
Torre di Sperone – a oltre 1.200 metri di quota, sorvegliava l'accesso verso Gioia dei Marsi, il passo del Diavolo e la via per la Valle Peligna.
Torre di Goriano Sicoli – già all'ingresso della Valle Peligna, controllava il traffico proveniente dalla Marsica.
Da qui il segnale poteva raggiungere rapidamente i castelli di Prezza, Pratola Peligna, Pacentro, Bugnara, Anversa degli Abruzzi, Roccacasale, Vittorito e infine Popoli, che sorvegliava l'uscita della valle verso la valle del Pescara.
Questa rete consentiva di trasmettere un allarme dal Fucino fino a Popoli in tempi molto brevi, probabilmente nell'arco di 30-60 minuti in condizioni di buona visibilità, poiché ogni torre doveva soltanto ricevere e ritrasmettere il segnale.
Si tratta di uno dei sistemi difensivi medievali più interessanti dell'Appennino centrale, sviluppato tra il XII e il XV secolo dai Conti dei Marsi, dai Berardi, dagli Orsini e successivamente dai Piccolomini.
23 luglio 2026
Aurelio Tiratelli, Il Lago del Fucino, 1875 ca.
Emidio Agostinoni, Il Fucino, 1908.
Salvatore Fergola, Veduta del lago di Celano (Fucino), 1837.
2 giugno 2026
2 aprile 2026
Fucino – L’album fotografico del prosciugamento del Lago Fucino (1862 -1875) nel Fondo Becchetti.
Fucino – L’album fotografico del prosciugamento del Lago Fucino (1862 -1875) nel Fondo Becchetti
L’album fotografico del Fondo Becchetti dedicato al Fucino, di proprietà dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, costituisce una testimonianza visiva di particolare interesse per lo studio delle trasformazioni del territorio marsicano legate al prosciugamento del lago avvenuto tra il 1862 e il 1875.
La recente digitalizzazione del Catalogo Generale dei Beni Culturali consente un’analisi ancora più dettagliata delle immagini, rendendo leggibili molti dettagli che contribuiscono a ricostruire il prosciugamento di Torlonia: le ultime imbarcazioni impiegate sul lago, gli strumenti della pesca, la vita quotidiana sulle rive del Fucino e gli ambienti circostanti.
Di rilievo anche la documentazione delle architetture dei centri abitati precedenti al terremoto del 1915, che permette di osservare configurazioni urbane e tipologie edilizie irrimediabilmente scomparse. Particolarmente significativa è una veduta panoramica di Avezzano, con il lago Fucino a fare da sfondo.
La fotografia panoramica è frutto dell’incollaggio sul supporto secondario di tre singoli positivi uniti a comporre una veduta, per una lunghezza davvero insolita di quasi 50 centimetri (480 mm)
Veduta di Cappelle dei Marsi e della collina di Alba Fucens
3 novembre 2025
8 ottobre 2025
“Dessèchement du Lac Fucino.” Il prosciugamento del Fucino in un articolo del 1863.
Durante le sue lunghe inondazioni, il Fucino ricopre vaste estensioni di terreni molto fertili e riduce a profonda miseria un gran numero di famiglie che vivono sulle sue rive; fece così scomparire, nell’antichità, tre città popolate, Archippe, Penne e Marruvio, delle quali si ritrovano ancora alcune rovine.
Pierre Paget
9 luglio 2025
Alessandro Torlonia. L'eredità del lago Fucino.
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| Marcantonio V Borghese |























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