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16 aprile 2024

Vasto: Portale della chiesa di San Pietro, 1293, attribuito a Ruggiero De Fragenis. Le statuine sparite.

Portale della chiesa di San Pietro

Già nel 2015 il compianto Giuseppe Catania evidenziava la sparizione delle tre statuine dal portale della demolita chiesa di San Pietro. 
Riporto quanto da lui scritto nell'articolo allora pubblicato su NoiVastesi: ...Ora è la volta del portale della chiesa di S. Pietro Apostolo ad essere oggetto delle «incursioni» di ladri. Infatti, da un nostro sopraluogo abbiamo scoperto che ben tre statue mancano dalla facciata del portale della chiesa di San Pietro di Vasto, fino a pochi anni fa ancora visibili al loro posto. Si tratta di tre statuette in pietra scolpita collocate su altrettante mensolette-piedistallo, in corrispondenza della decorazione ad architrave posta alla sommità dell'arco della lunetta centrale. Due ai lati, una al centro”. 
“Dove sono andate a finire queste sculture del tempio, la cui epoca risale al XIII secolo?”, denunciammo. “L'attività dei ladri è proseguita, come si può notare, senza alcun disturbo, anche perché attualmente il portale si trova senza alcuna recinzione protettiva, dopo gli eventi franosi che ebbero a sconvolgere la zona orientale della città di Vasto, fino a demolire il tempio”. ...

Grazie ad una foto d'epoca del portale, in alto riportata, voglio evidenziare nel dettaglio le immagini delle singole statuine sparite, sottolineando il danno storico-culturale apportato e con l'auspicio - mai vano -  che in qualche modo potessero essere riconosciute e recuperate.
F.M.

Particolare del Portale della chiesa di San Pietro


Statua centrale, sparita


Statua di destra, sparita


Statua di sinistra, sparita




Chiesa di S.Pietro, prima della frana del 1956


***

Immagini della situazione attuale 
da: Vasto Gallery


Ruggiero De Fragenis (attribuito), “Vasto: Portale della chiesa di San Pietro”, 1293.

Ruggiero De Fragenis (attribuito), “Portale della chiesa di S.Pietro”, 1293, pietra scolpita, m 8x6x1,2, Piazza S.Pietro, Vasto.





















Attribuito a Ruggiero (Ruggero, Rogerio) De Fragenis, (Fraine, sec. XIII)
“Portale della chiesa di S.Pietro”, 1293
Pietra scolpita, m 8x6x1,2
Piazza S.Pietro, Vasto.


Ruggiero De Fragenis (attribuito), “Portale della chiesa di S.Pietro”, 1293, pietra scolpita, m 8x6x1,2, Piazza S.Pietro, Vasto.
















Ha scritto Don Michele Ronzitti:

Il portale è un gioiello d’arte della nostra città. La sua costruzione risale al 1293 e si ritiene opera del maestro Rogerio De Fragenis, lo stesso che eseguì il portale della Cattedrale di S.Giuseppe in Vasto
E’ quanto resta dell’antica chiesa di San Pietro. E’ di stile romanico. E’ formato da tre ordini di colonne tortili polistili, interrotte al centro da una leggera cornice, e prosegue con motivi floreali lungo l’arco. La lunetta reca due notevoli sculture, quella superiore recante la vergine in trono con il Bambino in grembo, quella inferiore rappresenta l’Addolorata, S.Giovanni Evangelista e Gesù in Croce, non coronato di spine ma di un diadema regale, per ricordare che Gesù è diventato re dell’umanità morendo sulla Croce”. 




Ruggiero De Fragenis (attribuito), “Portale della chiesa di S.Pietro”, 1293, pietra scolpita, m 8x6x1,2, Piazza S.Pietro, Vasto.


Lunetta del portale, foto C.Ciancio
















Nella lunetta vediamo:
- La scultura raffigurante la “Madonna con Bambino in trono”, 1293, pietra scolpita, cm 80x30.


- Un bassorilievo raffigurante “Cristo deposto con la Madonna e S. Giovanni”, 1293, pietra scolpita, cm 70x90.



“Madonna con Bambino in trono”, 1293, pietra scolpita, cm 80x30. 

Foto C.Ciancio




“Cristo deposto con la Madonna e S. Giovanni”, 1293, pietra scolpita, cm 70x90. Foto C.Ciancio




3 maggio 2021

Angelo Iocco, Maestro Francesco Perrini da Lanciano, principe del tardo gotico abruzzese in frentania e il maestro Rogerio de Fragenis.

 

Rosone della chiesa di Santa Lucia a Lanciano

Maestro Francesco Perrini da Lanciano, principe del tardo gotico abruzzese in frentania e il maestro Rogerio de Fragenis.

di Angelo Iocco

Francesco Petrini, o meglio “Perrini” da Lanzano ossia “Lanciano”, fu un architetto abruzzese che operò in Abruzzo e Molise nella prima metà del Trecento. Se non avessimo l’iscrizione presso la lunetta del portale con il gruppo della Crocifissione, della chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano, non avremo saputo nulla di lui, se nonché in Abruzzo ci fu una scuola che si specializzò nella realizzazione di portali e rosoni dello stile “tardo gotico italiano” o Gotico internazionale. Del resto l’architetto Franco Valente, su questo personaggio così nebuloso, ha posto un dubbio in più, chiedendosi se in una composizione così armoniosa quale è il portale di Santa Maria Maggiore, il nostro Maestro Francesco avesse potuto rovinarlo con una iscrizione incastonata in maniera così raffazzonata e sgraziata, come a voler in tutti i modi comunicare allo spettatore che lui, solo lui fu capace di realizzare quella bellezza! Sembra un controsenso, eppure è così, ma date le committenze numerose che il maestro ebbe a Lanciano e dintorni tra il 1317, datazione del portale di Santa Maria, e il 1319, datazione del portale del Duomo di Larino, la critica ha supposto che Perrini iniziasse i suoi lavori, e gli allievi di bottega completassero, in modo che un allievo probabilmente completò l’iscrizione in questo modo alquanto goffo e pacchiano.
L’iscrizione sul portale riporta: HOC OP• F • FRAC •PRINI DE LANZAN, che il Sargiacomo risolse in Hoc opus fecit Franciscus Petrini de Anxano An. Dom. MCCCXVII. Tutto corretto, solo che come ha evidenziato anche il Prof. Gandolfo, la P a mezz’asta in paleografia si risolve in “PER”, e non PET, quindi PRINI = PERRINI.
Sebbene nel portale di Larino, che è quasi uguale a quello di Santa Maria Maggiore a Lanciano, anzi, molto più equilibrato ed elaborato, rispetto alle figure tozze del gruppo della Crocifissione di Lanciano, nonché per l’uso sapiente di tutte le tecniche innovative che Perrini portò in Abruzzo, come la ghimberga che racchiude il gruppo dell’Agnello crucifero e del Tetramorfo sopra la cornice rotonda del rosone (elementi che si riscontrano anche nelle altre opere perriniane a Lanciano: Santa Lucia e Sant’Agostino, rosoni, e ad Atessa nel rosone del Duomo), appaia un’altra abbondante iscrizione che recita
SI PRAESENS SCRIPTUM PLANE VIDEBIS, TEMPORA NOSTRAE LOCATIONIS HABEBIS A.D. MCCCXIX ULTIMO IULII IN CHRISTO PONTIFICATUS DOMINI NOSTRI IOANNIS P.P. XXII ANNO III REGNORUM SERENISSIMI REGIS ROBERTI ANNO XI SUB PRAESULATU RAONIS DE COMESTABULO HUIUS CIVITATIS OMNIBUS MEMORIA FUIT