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27 aprile 2026

Viaggiatori alla scoperta dell'Abruzzo tra Sette e Ottocento.

VIAGGIATORI ALLA SCOPERTA DELL’ABRUZZO TRA SETTE E OTTOCENTO

13 aprile 2026

Lo scultore e architetto Michele Clerici in Abruzzo e le sue opere.


La Basilica di San Tommaso di Ortona, prima del 1943, facciata e cupola progettate dal Clerici

Lo scultore e architetto Michele Clerici in Abruzzo e le sue opere

di Angelo Iocco

Introduzione

Poco conosciuto, e non essendo noi consci se forse esista una monografia interamente a lui dedicata, vogliamo ricordare Michele Clerici lombardo, attivo come architetto del Re di Napoli nella metà del ‘700. Il Clerici fa parte di quella cerchia di abruzzesi come Giambattista Gianni, Girolamo Rizza, Carlo Piazzola, Francesco Ferradini (quest’ultimo di origini nordiche ma nato a L’Aquila), e tanti altri che operarono in Abruzzo al servizio di varie committenze.

La sua attività è principalmente documentata tra Chieti, Ortona, Lanciano, Ortona e dintorni. A Chieti ai tempi dell’erezione della cappella di San Gaetano Thiene nella Cattedrale di San Giustino, voluto dal Mons. De Palma, la committenza fu eseguita dall’allievo di Giambattista Gianni, Girolamo Rizza, e forse alcuni interventi più delicati nella stuccatura dell’architettura progettata dal Rizza, furono del Clerici.

Uno dei capolavori di Clerici a Chieti è l’interno interamente stuccato della chiesa di Sant’Agostino, altari laterali e maggiore inclusi. Qui il Clerici supera gli schemi tozzi e convenzionali, e anche piuttosto ripetitivi, di Rizza e Piazzola, per dirottarsi verso la leggerezza e la delicatezza che può esporre lo stucco, se usato sapientemente, al punto da generare l’illusione ottica di un dipinto a secco.

Particolare di un rilievo a stucco del Clerici nella chiesa di S. Agostino, Chieti, foto R. Bigi


Nel 1746, scrive Bigi nel suo lavoro “Chieti, passato, presente, futuro”, Lanciano 2012, Clerici lavorò alla decorazione del profondo presbiterio di questa chiesa, realizzando una serie di raffinati pannelli in stucco che rappresentano la vita di S. Agostino (pregevolissimi quelli di S. Monica con l’angelo, S. Agostino che fa l’elemosina, la Gloria di S. Agostino, S. Agostino in atto di scrivere ispirato dal Santo Spirito, cui appare la Vergine recante un modellino di chiesa cupolata). É una decorazione minuta e sofisticata, in contrasto con la severità e l’austerità dell'ordine degli Agostiniani. La decorazione richiama gli stucchi applicati nel 1738 da Gian Girolamo Rizza all’altare di S. Gaetano nella cattedrale di S. Giustino. É da tener presente che a Chieti, in quel periodo, operavano quasi in contemporanea maestri lombardi come l’artista Giovan Battista Gianni, Ambrogio Piazza, Giovannantonio Fontana oltre allo stesso Rizza.

31 marzo 2026

Eremi e Santuari in Abruzzo.

 Eremo di Frattagrande di Pretara


L'Eremo ha un aspetto modesto e non mostra il carattere sacro della costruzione. L'edificio si appoggia ad una parete che si eleva poco oltre Pretara, lungo il corso del torrente Ruzzo. Una semplice scalinata conduce dalla strada all'ingresso. Di fronte all'ingresso è posta una croce. Immediatamente a destra dell'ingresso vi sono due piccoli vani, in comunicazione con la zona presbiteriale. Da uno di questi ambienti parte una scala che conduce al piano superiore. La chiesetta ha sull'altare principale un quadro che raffigura S. Francesco di Paola, cui fra' Nicola era profondamente devoto. Nella cappellina di destra, dietro l'altare, si apre un grosso vano nel quale si notano la struttura e gli scenari del presepe costruito da fra' Nicola. Nel 1986, in occasione della morte di fra' Nicola, il Comune di Isola del Gran Sasso ha posto sulla parete rocciosa vicina all'ingresso una lapide a ricordo dell' ultimo eremita del Gran Sasso.


Memorie artistiche istoriche della Badia di S. Spirito sul monte Maiella con cenni biografici degl'illustri monaci che vi dimorarono ed un'appendice sulla Badia del Morrone presso Sulmona per l'abruzzese Vincenzo Zecca, 1858.