2 maggio 2026
18 aprile 2026
Il ciclo di affreschi di San Francesco del XVII secolo nel Convento del Ritiro della Santissima Annunziata del Poggio di Orsogna.
Il ciclo di affreschi
di San Francesco del XVII secolo nel Convento del Ritiro della Santissima
Annunziata del Poggio di Orsogna
di
Angelo Iocco
13 aprile 2026
Lo scultore e architetto Michele Clerici in Abruzzo e le sue opere.
La
Basilica di San Tommaso di Ortona, prima del 1943, facciata e cupola progettate
dal Clerici
Lo scultore e architetto Michele Clerici in Abruzzo e le sue opere
di Angelo Iocco
Introduzione
Poco conosciuto, e non
essendo noi consci se forse esista una monografia interamente a lui dedicata,
vogliamo ricordare Michele Clerici lombardo, attivo come architetto del Re di
Napoli nella metà del ‘700. Il Clerici fa parte di quella cerchia di abruzzesi
come Giambattista Gianni, Girolamo Rizza, Carlo Piazzola, Francesco Ferradini
(quest’ultimo di origini nordiche ma nato a L’Aquila), e tanti altri che
operarono in Abruzzo al servizio di varie committenze.
La sua attività è
principalmente documentata tra Chieti, Ortona, Lanciano, Ortona e dintorni. A
Chieti ai tempi dell’erezione della cappella di San Gaetano Thiene nella
Cattedrale di San Giustino, voluto dal Mons. De Palma, la committenza fu
eseguita dall’allievo di Giambattista Gianni, Girolamo Rizza, e forse alcuni
interventi più delicati nella stuccatura dell’architettura progettata dal
Rizza, furono del Clerici.
Uno dei capolavori di Clerici a Chieti è l’interno interamente stuccato della chiesa di Sant’Agostino, altari laterali e maggiore inclusi. Qui il Clerici supera gli schemi tozzi e convenzionali, e anche piuttosto ripetitivi, di Rizza e Piazzola, per dirottarsi verso la leggerezza e la delicatezza che può esporre lo stucco, se usato sapientemente, al punto da generare l’illusione ottica di un dipinto a secco.
Particolare di un
rilievo a stucco del Clerici nella chiesa di S. Agostino, Chieti, foto R. Bigi
Nel 1746, scrive Bigi nel suo lavoro “Chieti, passato,
presente, futuro”, Lanciano 2012, Clerici lavorò alla decorazione del profondo
presbiterio di questa chiesa, realizzando una serie di raffinati pannelli in
stucco che rappresentano la vita di S. Agostino (pregevolissimi quelli di S.
Monica con l’angelo, S. Agostino che fa l’elemosina, la Gloria di S. Agostino,
S. Agostino in atto di scrivere ispirato dal Santo Spirito, cui appare la
Vergine recante un modellino di chiesa cupolata). É una decorazione minuta e
sofisticata, in contrasto con la severità e l’austerità dell'ordine degli
Agostiniani. La decorazione richiama gli stucchi applicati nel 1738 da Gian
Girolamo Rizza all’altare di S. Gaetano nella cattedrale di S. Giustino. É da
tener presente che a Chieti, in quel periodo, operavano quasi in contemporanea
maestri lombardi come l’artista Giovan Battista Gianni, Ambrogio Piazza, Giovannantonio
Fontana oltre allo stesso Rizza.
29 marzo 2026
I fratelli Vincenzo e Loreto Perez e il loro elegante neoclassicismo nell’area Frentana abruzzese.
24 marzo 2026
Michele de Giorgio, intellettuale di Lanciano nel primo ‘800.
Michele
de Giorgio, intellettuale di Lanciano nel primo ‘800
di
Angelo Iocco
Nella città di Lanciano ogni mattina, dalle 8: alle 8:30 suona la campanella della Torre campanaria della Cattedrale, detta popolarmente “Squilla”. Ogni lancianese attende trepidante il 23 dicembre di ogni anno, per ascoltare il suono della campanella a distesa, dalle 18 alle 19, per augurarsi in anticpo il buon Natale. Eppure pochi sanno che questa campanella fu rifusa nel 1827 sotto il decurioanto amministrativo di Francesco Paolo Berenga e Michele de Giorgio, notabili della città[1]. Essa era più antica, pare del XVII secolo, ma andò rovinata a causa dell’invasioen francese del 1799 in città, sicché si dovette procedere alla rifusione di quasi tutte le campane cittadine, requisite dai francesi o addirittura distrutte per non richiamare a stormo i cittadini contro di essi. Così la campana fu rifusa, nell’ambito di vasti progetti di valorizzazione della Cattedrale, e della Solennizzazione dell’Incoronazione della Beata Vergine del Ponte, la di cui deputazione era altresì amministrata dal de Giorgio, sindaco di Lanciano dal 1833 al 1837. Questi era il notabile d. Michele de Giorgio, secondo il Maranca forse di origini venete, imparentato coi Dogi veneziani del XV secolo. Egli viveva nella sua avita casa palaziata del rione Civitanova, lungo la strada maestra, oggi via Garibaldi, caratterizzata da un ampio arco per il passaggio delle carrozze, ospitando intellettuali e ricercatori, tra cui il giurista Antonio Madonna di Lama dei Peligni, e il sacerdote Uomobono Bocache.
Palazzo de Giorgio, Lanciano
Nel 1789-1790, a capo di Lanciano era stato il giurista Pasquale Liberatore, suo amico e ricercatore, nel 1793-94 il padre Guglielmo de Giorgio.
Nel 1808 era consigliere provinciale del dipartimento di Lanciano, con Saverio Brasile.
Disegno
di Antonio Maranca - dai suoi manoscritti - della medaglia “greca” con scritto
Anxanon. Biblioteca comunale di Lanciano
16 marzo 2026
1 marzo 2026
22 febbraio 2026
14 febbraio 2026
GABRIELE DI BENE (1904-1974) - pittore e scultore abruzzese di Orsogna.
GABRIELE DI BENE (1904-1974) - pittore e scultore abruzzese di Orsogna
Nato a Orsogna il 3 aprile 1904 e morì a Lanciano il 19 giugno 1974, Di Bene si appassionò alle arti grafiche, e studiò disegno, prendendo il diploma. Presto si trasferì a Lanciano, perfezionando i suoi studi, e insegnando tecnica del disegno all’Istituto d’arte “G. Palizzi” della città. Sotto di lui vari artisti contemporanei si sono formati, tra cui Alessandro Jasci e Paolo Spoltore. Uomo schivo e riservato, ma di grande ingegno, ha tenuto varie mostre. Tra le varie, si ricorda la mostra per il Centenario della nascita del M° Camillo De Nardis nel 1957.
8 febbraio 2026
1 febbraio 2026
Inventario del fondo musicale presso la biblioteca del convento Sant'Antonio a Lanciano.
24 gennaio 2026
Musicisti abruzzesi: Giuseppe Persiani di Gessopalena (1827-1899).
Musicisti
abruzzesi – Giuseppe Persiani di Gessopalena (1827-1899)
Cenni biografici
Se Recanati ha un teatro dedicato a Giuseppe Persiani (1799-1869) che tante opere liriche e drammi compose, vanto delle Marche, l’Abruzzo ha il suo Giuseppe dei Baroni Persiani di Gessopalena! Scarse sono le informazioni sul compositore Giuseppe Persiani di Gessopalena, e questo articolo poggia le sue fondamenta sulle ricerche effettuate dal compianto M° Antonio Piovano, il quale già a suo tempo (1978 ca.) confessava di aver trovato poco, e per quel poco dovette ringraziare la famiglia Persiani-Lalli, che all’epoca a Chieti conservara parte delle carte e degli spartiti dell’illustre gessano.
18 gennaio 2026
Gennaro e Domenico Ravizza - Uomini illustri di Chieti e Lanciano.
GENNARO RAVIZZA e
DOMENICO RAVIZZA - Uomini illustri di Chieti e Lanciano
Nato a Lanciano, fu segretario dell'Intendenza di Chieti, presidente del Tribunale Civile di Chieti, Giudice della Gran Corte Civile dell'Aquila, Consigliere Onorario della Corte Suprema di Giustizia
di Napoli, Accademico
Pontaniano. Nel 1823 Ravizza
raccolse e ordinò le pergamene e le carte relative alla storia della città di
Chieti sin dall'età angioina e che erano
conservate nell'archivio municipale. Nello stesso anno pubblicò un catalogo di
esse, al quale diede il nome di Epitome. Nel 1832 iniziò la pubblicazione dei diplomi e degli altri documenti
relativi alle memorie di Chieti. Si spense a Chieti venendo sepolto nella
cappella di famiglia nella chiesa di S.Maria de Civitellis.
11 gennaio 2026
La ceramica abruzzese di Rapino - Brevi note sui Cappelletti, Vitacolonna, Bontempo, Bozzelli, De Nardis e i Cascella.
21 dicembre 2025
Padre Settimio Zimarino, i canti sacri e le canzoni di natale abruzzesi – da Alla fredda tua capanna a Pace a sta case!
Cenni
biografici
Nel
voler commemorare la figura del P. Zimarino, di cui già tanto si è scritto[1],
ci affidiamo alle memorie del Convegno zimariniano a Casalbordino del 2000, nel
50° della morte, e al ricordo che ne traccia il P. Donatangelo Lupinetti
(1909-2000) nel volume Zimariniana –
Settimio Zimarino usignol di Dio, L’Aquila, S. Bernardino, 1989. Carmine Antonio Zimarino
nacque a Casalbordino nel 1885, ebbe maestri di musica Amilcare Zanella e
Antonio Cicognani, con diploma a pieni voti firmato da Riccardo Zandonai.
Milita nella Grande Guerra come cappellano, poi viene trasferito nel convento
di Sant’Antonio di Lanciano fino al 1923, e dirige il Coro della Cappella della
Santa Casa del Ponte.
Il Padre provinciale gli comprò un armonium appositamente per le sue esercitazioni musicali. Carattere mite, mistico, verginale e mansueto, ma severo nell’impostazione e nel metodo. Lupinetti analizza quell’unicità del carattere abruzzese, che veicola sapientemente mitezza, riflessione, testardaggine nell’impegno, e sapienza nell’interpretare nelle note le arie popolari che si distinguono nelle vaste aree del Trigno, del Sangro, delle colline pescaresi e teramane, delle vette della Majella e del Gran Sasso. Molte arie popolari si trovano nelle canzoni zimariniane, soprattutto quelle per le maggiolate abruzzesi, poiché Zimarino stesso le ascoltava dalla viva voce di popolo e le rielaborava sul pentagramma. Nel 1923 padre Zimarino va nel convento del Sacro Cuore degli Osservanti a Chieti, da poco terminato da P. Domenico d’Amico di Castelfrentano.
14 dicembre 2025
Uomini illustri di Lanciano – Pasquale Maria Liberatore, intellettuale abruzzese del secolo dei Lumi.
Uomini illustri di Lanciano – Pasquale Maria Liberatore, intellettuale abruzzese del secolo dei Lumi
La Biblioteca civica di Lanciano è intitolata al libero pensatore e ricercatore Raffaele Liberatore, figlio del giurista Pasquale Maria. Oggi a Lanciano non esiste una sola strada o piazza a lui intitolata. Sembra che il suo nome sia evanescente nella memoria cittadina, come quelli di diversi altri intellettuali lancianesi. Ci occuperemo in futuro anche della figura di Raffaele, ma in questa sede vogliamo tracciare un profilo biografico sulla figura dell’erudito Pasquale Liberatore. Ci affidiamo alle memorie manoscritte, ancora inedite delle Biografie degli uomini illustri di Lanciano di Antonio Maranca (1783-1858), che fu amico del Liberatore, e con lui condivise gli ideali liberali francesi nel 1798-99, e di cui si premunì di “ometterne” i trascorsi nel tracciarne il suo profilo. Il manoscritto, ancora inedito, ripetiamo, si conserva per ragioni che non sto a spiegare, non nella collezione dei Manoscritti Maranca della biblioteca civica lancianese, ma nella Biblioteca provinciale “G. D’Annunzio” di Pescara, che li acquisì dagli eredi dello storico Luigi Renzetti.
8 dicembre 2025
Ernesto Barbi, Fatti e disgrazie delle ricerche archeologiche di un appassionato della storia pescarese (1989-2002).
29 novembre 2025
Lanciano visitata il 16 settembre 1832 da Sua Maestà Ferdinando II delle Due Sicilie, in una relazione manoscritta di Antonio Maranca.
Lanciano dalla reintegra del Regio
demanio nel 1770 alla visita di Ferdinando II.










