25 luglio 2026
18 maggio 2026
San Vito Chietino, Promontorio ed Eremo Dannunziano.
La zona, nonché il promontorio stesso e il litorale sottostante, è chiamata promontorio dannunziano. A poca distanza vi è il Trabocco Turchino e l'omonima spiaggia.
In questa residenza (casa Sciampagna) il poeta pescarese soggiornò dal 23 luglio al 22 settembre 1889 insieme alla sua amante Barbara Leoni (soprannominata la “bella romana”), qui trovò ispirazione e ambientazione per il Trionfo della Morte, ultimo della cosiddetta trilogia dei Romanzi della Rosa dopo Il piacere e L'innocente. Nel testo è ai piedi del promontorio che i protagonisti del romanzo perdono la vita.
La residenza, oggi di proprietà privata, può essere visitata d'estate su richiesta.
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L’Eremo Dannunziano, Santuario d’amore
Immaginate una piccola casa rurale immersa in una solitudine selvaggia ed impervia, priva di ogni comodo della vita ed immaginate di trovarvi lì nell’estate del 1889, allora potreste forse avvertire di tanto in tanto nel silenzio della natura solamente il rumore del treno che passa dalla stazione di una delle cittadine della riviera frentana. Siamo a San Vito Chietino in quella lontana estate, in una delle dimore coloniche sulla costa, più precisamente una casa per forestieri a picco sul mare. E’ lì che dal 23 luglio al 22 settembre 1889 si ritirarono in un isolamento d’amorosi sensi Gabriele d’Annunzio e Barbara Leoni, la “bella romana” che fu sua musa e compagna per cinque anni e che ispirò la prima produzione letteraria dannunziana fino al punto che gran parte di questo amore e delle descrizioni dei luoghi che lo animarono, compreso l’Eremo di San Vito, si riversarono quasi per intero nella finzione letteraria del Trionfo delle Morte, il romanzo che proprio qui vide prendere forma. Barbarella, al secolo Elvira Natalia Fraternali, nata a Roma il 26 dicembre del 1862 aveva sposato nel 1884 il conte bolognese Ercole Leoni, un’unione infelice quest’ultima, che aveva provato la donna tanto psicologicamente quanto fisicamente, lasciandola per sempre sterile a causa di una malattia venerea trasmessale dal marito. Eppure il desiderio di emozioni e di vita, di quella stessa vita che fino a quel momento tanto l’aveva delusa, furono in lei così più forti delle difficoltà da riflettersi in quella particolare luce che essa doveva trasmettere, quella stessa luce e quello stesso ardore che dovettero colpire il giovane poeta pescarese quando, in quel 2 Aprile del 1887 incrociò per la prima volta il suo sguardo al Circolo Artistico di via Margutta a Roma, dove entrambi si erano trovati per assistere ad un concerto. Da quel momento prese vita un’ intensa passione che seppur tradita in seguito, mai venne meno a sé stessa la cui cornice idilliaca, il buon ritiro necessariamente tanto distante dalla Roma mondana e bizantina di via Margutta, fu appositamente trovato per d’Annunzio dall’amico Francesco Paolo Michetti in quell’eremo rustico sul promontorio adriatico. L’eremo ideale, rifugio d’amore e di creatività letteraria, fu scelto dunque proprio a San Vito, dove tra i “cupi silenzii” la realtà prese vita nel romanzo trasfigurando la storia di D’Annunzio e della Leoni in quella di Giorgio Aurispa ed Ippolita Sanzio, una figura quest’ultima reale e non immaginaria, viva d’una vita vera, quella di Barbara, forse l’amore più sincero del poeta. E non sarebbe potuto essere altrimenti dal momento che basta recarsi sul posto per scoprire ancora oggi una solitudine misteriosa, eco di tempi lontani in cui potersi immaginare quella che allora doveva essere una località totalmente amena, luogo quasi inaccessibile, regno della natura ricoperto di aranci e di ulivi. Non esisteva infatti allora la strada statale ma vi era solamente un pianoro che terminava quasi a strapiombo sul mare, e si poteva giungere alla casa dalla vicina stazione di San Vito solo attraverso una mulattiera, quella stessa che Gabriele fece ricoprire di ginestre prima dell’arrivo della sua Barbara, affinché ella potesse giungere all’Eremo adorata come una Madonna in processione verso il tempio consacrato all’amore.
Da: Tesori d'Abruzzo
10 maggio 2026
Giuditta Saraceni di Orsogna ispirò La figlia di Jorio di Francesco Paolo Michetti, celebre quadro d’Abruzzo.
13 aprile 2026
Francesco Paolo Michetti, "Testa di fanciullo".
"Testa di fanciullo"
Bronzo, alt. cm 21,5
Collezione privata.
4 febbraio 2026
“L’alba separa dalla luce l’ombra”, testo di Gabriele D’Annunzio, musica di Francesco Paolo Tosti, Tenore Tito Schipa, 1938.
30 ottobre 2025
Vittorio Pepe, lo Strauss d'Abruzzo.
28 settembre 2025
Francesco Paolo Michetti, "Pastorelle con gregge", 1900.
Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, 1851 – Francavilla al Mare, 1929)
"Pastorelle con gregge", 1900
Olio su tela.
23 settembre 2025
Storia della letteratura in Abruzzo.
6 maggio 2025
Francesco Paolo Michetti, Sposalizio in Abruzzo, 1876.
"Sposalizio in Abruzzo", 1876
31 ottobre 2024
11 luglio 2024
Francesco Paolo Michetti, fotografo.
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| F.P. Michetti - Vele sulla foce del Pescara |
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| Francavilla al Mare (Ch) - Approssimarsi di una tempesta |
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| Sentiero lungo il Pescara con querce e rampicanti |
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| Portatrice d'acqua |
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| Pastorella con canna |
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| Il Pescara |
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| Folla di fedeli in processione |
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| Fanciulla Abruzzese |
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| Donne all'uscita della chiesa |
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| Donna in frutteto |
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| Bambina nel giardino del convento |
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| Castiglione a Casauria (Pe) - Chiesa di San Clemente a Casauria - parte absidale |
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| Casalbordino (Ch) - Pellegrine in cammino |
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| Caramanico Terme (Pe) - Corso alto dell'Orfento |
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| D'Annunzio sulla spiaggia di Francavilla, 1883 |
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| Autoritratto col figlio Giorgio, 1891-2 |
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| Ragazza abruzzese, 8 pose, 1883 c. |
Negli ultimi anni della sua vita si dedicò completamente alla
fotografia. Le foto, qui, pubblicate provengono dall'archivio dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), dove
esiste un Fondo fotografico a suo nome costituito da 2900 negativi e
diapositive duplicati dagli originali nel 1970, per concessione degli eredi di
Michetti.
10 aprile 2024
Francesco Paolo Michetti, Annunziata Michetti con il figlio Giorgio e la tata a Francavilla al mare, 1890 c.
"Annunziata Michetti con il figlio Giorgio e la tata a Francavilla al mare", 1890 c.
Olio su tela cm 50,5x118
Collezione privata.
1 febbraio 2024
COSTANTINO BARBELLA (1852-1925). L’artista del sentimento alla ricerca del vero.
31 gennaio 2024
Francesco Paolo Michetti, Ritratto di Costantino Barbella, fine XIX sec.
Francesco Paolo Michetti
Ritratto di Costantino Barbella, fine XIX sec.Olio su tela, cm 78x50
Museo Barbella, Chieti.
10 gennaio 2024
Francesco Paolo Michetti, "Contadinella", 1873.
Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria,1851 - Francavilla al Mare, 1929)
"Contadinella", 1873
Olio su tela cm 47x34,3
Collezione privata.
22 novembre 2023
Francesco Paolo Michetti, Contadinella, 1872.
Contadinella, 1872
olio su tela, cm 21,5x19,5
collezione privata.
Francesco Paolo Michetti, La guardiana di tacchini.
La guardiana di tacchini,
olio su tela, cm 36x25,
collezione privata.








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