Carlo Tedeschi, Monasteri dell’Abruzzo adriatico: un dossier documentario (1019-1065).
27 settembre 2026
Carlo Tedeschi, Monasteri dell’Abruzzo adriatico: un dossier documentario (1019-1065).
23 settembre 2026
Lo Tsunami del 1627 sulla Costa Frentana tra storia e miti: I Trabocchi, le città sommerse, le processioni a mare, punti di stella e i nuovi rischi. Da uno studio di F.Stoppa.
Lo Tsunami del 1627 sulla Costa Frentana tra storia e miti: I Trabocchi, le città sommerse, le processioni a mare, punti di stella e i nuovi rischi. Da uno studio di F.Stoppa.
di Filippo Marino
La storia geologica e culturale della costa adriatica italiana custodisce eventi dirompenti che spesso affiorano solo attraverso l'intreccio tra cronache storiche, tradizioni orali e indagini antropologiche. Un caso emblematico in tal senso è rappresentato dagli effetti del violento terremoto e del conseguente tsunami che il 30 luglio 1627 colpirono la Capitanata e l'Abruzzo Citeriore. Uno studio condotto dal geologo e antropologo Francesco Stoppa analizza in modo approfondito questo evento, evidenziando come la memoria di quella catastrofe viva ancora oggi nei racconti popolari, nelle feste religiose e nell'assetto storico del territorio frentano.
Il Terremoto e lo Tsunami del 1627
Il 30 luglio 1627, intorno a mezzogiorno, un sisma di magnitudo stimata pari a 6.7 e un'intensità fino al X-XI grado della scala Mercalli nell'area epicentrale, scosse violentemente la terraferma e la fascia adriatica meridionale. Le cronache dell'epoca, come quelle riportate da A. L. Antinori e documentate nei fondi archivistici storici (tra cui Corrado Marciani, De Poardi, Polidori, Luigi Anelli), descrivono danni gravissimi in centri come Lanciano, Vasto, Ortona, Francavilla, Paglieta, Fossacesia e Termoli.
Lanciano
e Vasto subirono danni gravissimi e risultarono, secondo la carta di Matteo
Greuter e la relazione di De Poardi del 1627 «per metà rovinate». Gli effetti del terremoto furono segnalati fino
all'attuale provincia di Pescara.
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| Foglia G.A., Historico discorso del gran terremoto... |
Molte comunità, un tempo prospere, precipitarono in
una profonda crisi economica e demografica.
Alla violenza della scossa tellurica si accompagnò un
maremoto (tsunami) i cui effetti furono particolarmente evidenti lungo la costa
chietina e nelle foci dei fiumi principali, come il Sangro e le foci nel
pescarese. Le acque invasero le zone pianeggianti e causarono una profonda
destabilizzazione socio-economica, inaugurando un periodo di contrazione dei
traffici marittimi e commerciali che durò per quasi un secolo.
Geomitologia e antropologia: La
"paura del mare" e i culti religiosi
Uno degli aspetti più affascinanti è la cosiddetta geomitologia,
ovvero lo studio dei miti e delle leggende nati per spiegare catastrofi
naturali in epoche in cui mancava una lettura scientifica dei fenomeni
geologici.
A Vasto, ad
esempio, si parla del mito di città sommerse, come: Buca, Aspra, Pennaluce,
nonché accertati approdi inabissati di epoca romana.
Sulla costa frentana, in particolare a San Vito
Chietino e nei borghi marinari circostanti, si tramandano leggende di città e
monti sprofondati nel mare e una persistente "paura del mare", che per secoli ha frenato la vocazione alla
navigazione d'altura delle popolazioni locali, orientandole piuttosto verso
un'economia agricola o verso la pesca stanziale condotta tramite le
caratteristiche strutture dei trabocchi.
Un legame diretto con il cataclisma del 1627 si
riscontra inoltre in alcune particolari tradizioni
religiose:
A San Vito Marina la Festa della Madonna del Porto è celebrata
tradizionalmente l'ultimo sabato di luglio, questa suggestiva processione a
mare (con una sfilata di imbarcazioni che accompagnano la statua della Vergine)
cade proprio in concomitanza con la ricorrenza dello tsunami del 30 luglio
1627.
La leggenda devozionale narra che a San Vito Marina le
onde del maremoto del 1627 si spinsero fino alla soglia della chiesa
originaria, arrestandosi miracolosamente ai piedi della statua della Madonna,
consolidando così un culto di ringraziamento e protezione che perdura nel
tempo, analogamente alle processioni a mare che vi sono a Vasto per la Madonna
di Pennaluce o Punta Penna e per la Festa di S.Nicola della Meta.
Nella cultura marinara locale, il 30 luglio era
considerato uno dei giorni sfortunati o "punti di stella" in cui evitare la navigazione, analogamente
alla commemorazione dei defunti o alle date segnate da lutti collettivi causati
da antiche tempeste e maremoti e alle principali feste religiose.
Dalle lezioni del passato ai rischi
del presente
Oltre all'interesse storico-antropologico, lo studio di Stoppa lancia un severo monito
sulla vulnerabilità della moderna costa abruzzese. Oggi l'area costiera è
caratterizzata da una forte antropizzazione, da stabilimenti balneari
densamente frequentati durante i mesi estivi, da infrastrutture stradali e
ferroviarie lineari e da vie di fuga spesso anguste o vulnerabili (come i
sottopassaggi), nonché dalla pista ciclopedonale della Costa dei Trabocchi.
Se un evento di intensità simile a quello del 1627
dovesse ripetersi in pieno giorno durante il periodo estivo, la combinazione di
un preavviso inesistente o insufficiente, del panico collettivo e di barriere
strutturali potrebbe generare un rischio elevato per migliaia di bagnanti e
residenti.
L'analisi integrata di dati storici, registri
notarili, reperti archeologici e tradizioni popolari dimostra che il rischio
tsunami lungo la costa adriatica non è un'ipotesi puramente teorica. Il
patrimonio mitologico e rituale legato al 1627 non costituisce soltanto una
preziosa testimonianza del passato, ma rappresenta un campanello d'allarme che
invita a ripensare con maggiore consapevolezza la pianificazione territoriale, la
progettazione delle infrastrutture balneari e la gestione delle emergenze lungo
il litorale adriatico.
12 febbraio 2026
Loris Di Giovanni, FRATELLI PROTESTANTI E LA LIBERA MURATORIA ABRUZZESE
28 agosto 2024
Felice Ciccarelli, Tommaso Alessandrino e altri Artisti abruzzesi di interesse nelle Chiese di Atessa – Parte II
Felice Ciccarelli, Tommaso Alessandrino e altri Artisti abruzzesi di
interesse nelle Chiese di Atessa – Parte II
di Angelo Iocco
Qualche nota su Felice Ciccarelli
Essendoci già occupati del Ciccarelli, qui desideriamo
segnalare altre tre opere poco conosciute. Per la prima opera, conservata nel
convento di San Francesco di Lanciano per la pubblicazione della fotografia,
ringraziamo per la squisita disponibilità Padre Fabrizio OFM Conv.
Felice Ciccarelli, Madonna col Bambino tra San Michele e San Bernardo. Convento di San Francesco, Lanciano. Foto Angelo Iocco.
Essa è una Madonna col Bambino con ai piedi San Michele arcangelo e San Bernardo. La tela necessiterebbe di un restauro, faceva parte dell’antica cappella di Sant’Angelo; ammirandola notiamo immediatamente delle affinità con la Madonna del Carmine dipinta dal Ciccarelli nella chiesa di San Rocco di Atessa, tra le opere più riuscite di questo pittore. Il San Michele invece è tratto dal quadro della Madonna con San Michele e San Giovanni presso la chiesa madre di San Giovanni in Rapino. Ciccarelli al posto della Madonna di Atessa che accenna un sorriso, qui ha realizzato una versione più seria e malinconica.
Le altre opere sono l’Immacolata Concezione, che il Ciccarelli
realizzò per la chiesa di San Lorenzo in Rapino, e per la cappella del Duomo di
Guardiagrele.
F. Ciccarelli, Madonna
Immacolata come Regina degli Angeli, chiesa di San Lorenzo, Rapino. ID, Madonna
Immacolata, Duomo di Guardiagrele.
Nella tela di Rapino la Madonna è al centro di una
grande nuvola attorniata da angioletti, in un paesaggio botticelliano naturale
con tempietti e cittadelle in una innaturale posizione prospettica, nel quadro
guardiese invece la Madonna è racchiusa in una classica mandorla, sorretta da 4
angeli, mentre nel primo piano si vede la tomba vuota, e gli Apostoli che
adorano il miracolo dell’Assunzione. Si notano somiglianze con il quadro della
Madonna nella chiesa di San Francesco di Loreto Aprutino, e quanto a scene
corali, esso è uno dei più belli realizzati da questo pittore.
25 marzo 2024
Vasto di Goito e Sordello da Goito. Legami con l'Abruzzo.
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Isabella Gonzaga, Marchesa di Pescara di Valentín Carderera, 1831c, Collezione María Pilar Carderera Biblioteca nazionale di Spagna. |
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Medaglia celebrativa raffigurante Francesco Ferdinando d'Avalos, Annibale Fontana, National Gallery of Art, Washington |
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| Miniatura di Sordello da Goito tratta da un manoscritto del XIII secolo |
16 ottobre 2022
Le pitture dei Bravo di Atessa.
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| Ennio Bravo, Incredulità di San Tommaso, chiesa madre di Perano |
10 agosto 2022
Camillo Pace, massone e pastore protestante. Primo maestro venerabile della Loggia Gabriele Rossetti di Vasto.
Camillo Pace, massone e pastore protestante. Primo maestro venerabile della Loggia Gabriele Rossetti di Vasto.
S A N T ' A G O S T I N O
Vescovo d'Ippona - Dottore della Chiesa (354 - 430)
di Camillo Pace
Biblioteca del Popolo
Centesimi 80 il volume
CASA EDITRICE SONZOGNO della Società Anonima ALBERTO MATARELLI Via Pasquirolo, 14 MILANO
Volume 133
Ogni volume consta di 64 pagine di fitta composizione e contiene un completo trattatelo elementare di scienza pratica, di cognizioni utili ed indispensabili, dettato in forma popolare, succinta, chiara, alla portata di ogni intelligenza.
Finito di stampare il 15 ottobre 1928
























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