28 aprile 2026
27 aprile 2026
Viaggiatori alla scoperta dell'Abruzzo tra Sette e Ottocento.
VIAGGIATORI ALLA SCOPERTA DELL’ABRUZZO TRA SETTE E OTTOCENTO
Dagli ultimi anni del Settecento, e soprattutto nel secolo successivo, nell’ambito di una più generale inclusione dell’Italia meridionale nel fenomeno del Grand Tour, i territori abruzzesi cominciano a diventare meta di numerosi turisti e viaggiatori.

Molti furono i conoscitori, gli studiosi e gli artisti ad avventurarsi nella regione, allora lontana dagli itinerari turistici più battuti. Affascinati dalle bellezze naturali abruzzesi e, soprattutto, dalle testimonianze artistiche che incontravano nei loro itinerari dalle vette appenniniche alla costa adriatica, molti di loro resero noto attraverso opere letterarie e visive il patrimonio artistico regionale, gettando anche i semi per la nascita della storiografia sull’arte abruzzese. Nell’articolo di oggi ricordiamo tre di questi visitatori.

Uno dei primi a esplorare il territorio, oltreché a lasciare traccia scritta degli itinerari compiuti, fu il britannico Richard Colt Hoare (1758–1838), autore di A Classical Tour Through Italy and Sicily, pubblicato nel 1819. In questo resoconto del suo viaggio in Italia, compiuto molti anni prima (nel 1791), trova spazio anche la descrizione di un’escursione al «Lake of Celano», nel corso della quale il britannico conobbe alcune località come Avezzano, Balsorano, Civita D’Antino, Civitella Roveto, Capistrello, Trasacco e altre (PISTILLI 2012). Di formazione archeologica e paleografica, Hoare si interessò in particolar modo alle vestigia romane e trascrisse numerose epigrafi presenti sugli antichi monumenti visitati, come, ad esempio, quelle che aveva visto nell’atrio di San Cesidio a Trasacco e presso Alba Fucens.

Nel 1811 lo storico e archeologo francese Aubin-Louis Millin (1759-1818), direttore del Cabinet des médailles della Bibliothèque impériale, partì per l’Italia con l’incarico di ispezionare i monumenti della penisola e, nell’ambito di questo viaggio istituzionale, percorse l’Abruzzo in due occasioni. La prima, nell’estate del 1812, fu dedicata principalmente a conoscere la Marsica, in particolare Avezzano, l’emissario del Fucino, Alba Fucens e la chiesa di San Pietro ad Albe, di cui fece riprodurre una mensola dell’ambone cosmatesco. La seconda, nell’autunno del 1813, portò il forestiero Millin ad inoltrarsi dalle «imprescindibili mete di Corfinium al centro della conca peligna, dalla marrucina Teate sopra cui era sorto l’abitato di Chieti, del bordo collinare di Atri nell’Abruzzo piceno e di Amiternum caposaldo appenninico dell’antica Sabina ai margini settentrionali dell’altopiano aquilano» ai territori settentrionali della regione, facendo tappe a Teramo e Giulianova.

Merita speciale menzione lo studioso tedesco Heinrich Wilhem Schulz (1808-1855), recatosi due volte in Abruzzo negli anni trenta dell’Ottocento, con la finalità di raccogliere materiale per il suo progetto d’indagine capillare sull’arte medievale nel Meridione d’Italia.

Originario di Dresda, Heinrich Wilhelm Schulz aveva visitato per la prima volta la Penisola nel 1831, «con l’intento di studiare la storia politica del paese». Nel corso di questo viaggio il giovane sassone, allora ventitreenne, aveva raggiunto le destinazioni consuete dei viaggiatori tedeschi in Italia, la Toscana, Roma e Napoli. Fu probabilmente l’incontro con le straordinarie bellezze di Napoli a portarlo a spostare i suoi interessi verso i monumenti medievali dell’antico Regno di Napoli, all’epoca pressoché sconosciuti alla storiografia europea.

«Presa la decisione di sottoporre a nuova indagine i monumenti di ogni parte dell’antico Regno di Napoli, Schulz diede il via alle sue esplorazioni sul territorio con il proposito di esaminare de visu tutti i monumenti di cui trovava traccia nelle carte». Dopo aver esplorato Napoli e gli immediati dintorni nel 1832, nell’autunno del 1833 si avviò per la prima volta verso la provincia più settentrionale del Regno, concentrandosi principalmente sui territori aquilani (L’Aquila, Alba Fucens, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo), mentre nel 1838 ebbe modo di perlustrare più approfonditamente la regione. Lo accompagnava in quell’occasione Saverio Cavallari (1809-1896), conosciuto due anni prima in Sicilia, architetto, incisore e archeologo nonché virtuoso disegnatore.

La fruttuosa ricognizione condotta da Schulz e Cavallari riservò particolare attenzione alle chiese medievali, delle quali furono fatti eseguire accurati rilievi. Poiché Schulz era convinto che lo studio dei monumenti dovesse essere accompagnato da riproduzioni grafiche degli stessi facciate, portali, particolari scultorei e arredi liturgici vennero immortalati in accurati disegni. Heinrich Wilhelm Schulz fu sorpreso dalla morte nel 1855 e il suo monumentale lavoro, confluito in circa duecento taccuini e centinaia di disegni, rimase purtroppo incompiuto. Questo materiale fu pubblicato postumo nel 1860, con il titolo Denkmäler der Kunst des Mittelalters in Unteritalien (Monumenti dell’arte medievale nel Mezzogiorno d’Italia). Tra i principali edifici religiosi abruzzesi visitati da Schulz durante i suoi sopralluoghi abruzzesi si
possono ricordare la basilica di Collemaggio all’Aquila; San Pelino a Sulmona; San Pietro in Albe ad Alba Fucens; San Clemente a Casauria; San Giovanni in Venere; Santa Maria d’Arabona; Santa Maria del Lago a Moscufo e la cattedrale di Santa Maria Assunta ad Atri.
Non tutti, purtroppo, trovarono spazio nell’Atlante che accompagna i tre volumi dei Denkmaeler.
A cura di Diana Sainz Camayd
INFO UTILI
Alcuni luoghi menzionati nell’articolo:
Alba Fucens:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2021/04/06/statue-e-ritratti-da-alba-fucens-incontro-tra-divinita-e-potere/
Basilica di Santa Maria di Collemaggio:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2022/08/22/leremita-pietro-del-morrone-e-la-fondazione-
di-santa-maria-di-collemaggio/
Borgo di Civita D’Antino:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2020/08/10/la-scuola-darte-di-kristian-zahrtmann-lesperienza-degli-impressionisti-scandinavi-a-civita-dantino/
Castello di Balsorano:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2021/09/13/alle-porte-dellabruzzo-balsorano/
Collegiata dei santi Cesidio e Rufino a Trasacco:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2020/08/03/la-basilica-dei-santi-cesidio-e-rufino-a-trasacco-un-gioiello-tra-le-montagne-della-marsica/
San Clemente a Casauria:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2020/03/09/san-clemente-a-casauria-la-storia-di-unabbazia-
solitaria/
San Pietro ad Albe:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2020/05/04/san-pietro-in-albe-ad-alba-fucens-alla-scoperta-
di-una-storia-millenaria/
Sulmona:
https://semisottolapietra.wordpress.com/2021/06/07/sulmo-mihi-patria-est-gelidis-uberrimus-undis-
sulmona-ricchissima-di-gelide-acque/
BIBLIOGRAFIA
– Ghisetti Giavarina, A., 2016, Viaggi in Abruzzo: artisti, letterati, storici, architetti tra Ottocento e Novecento, Pescara;
– Lucherini V., 2007, Esplorazione del territorio, critica delle fonti, riproduzione dei monumenti: il Medioevo meridionale secondo Heinrich Wilhelm Schulz (1832 – 1842), in Medioevo: l’Europa delle cattedrali, atti del convegno (Parma, 19-23 settembre 2006), a cura di A. C. Quintavalle, Milano, pp. 537-553;
– Lucherini, V., 2014, L’arte del Medioevo abruzzese tra Ottocento e Novecento: una scoperta straniera, una riscoperta locale, in La via degli Abruzzi e le arti nel Medioevo (secc. XIII – XV), a cura di C. Pasqualetti, L’Aquila, One Group Edizioni, pp. 17-26.
– Lucherini V., 2016, L’abbazia di Bominaco in Abruzzo. Organizzazione architettonica e progetto decorativo XI-XIII secolo, Roma, Campisano (Capitolo I. Percorsi storiografici e questioni di metodo);
– Lucherini V., 2018, «Die Totalität der Ansicht». Heinrich Wilhelm Schulz and the Monuments of Medieval Apulia, in «Arte medievale», s. IV, anno VIII (2018), pp. 229-238;
– Pistilli, P. F., 2012, Viaggiatori ed eruditi in Abruzzo tra Sette e Ottocento, in Viaggi e coscienza patrimoniale Aubin-Louis Millin (1759-1818) tra Francia e Italia, a cura di A. M. D’Achille et al., Roma, Campisano, pp. 443-455.
Da: Semisottolapietra.wordpress.com
18 aprile 2026
A LU CANNETE - Raccolta Canti folk Abruzzesi - Corale AIRC di Fossacesia, a cura di Virgilio Sigismondi.
1 - A LU CANNETE di Nino Saraceni, Antonio Di Jorio
9 aprile 2026
La Gara delle Canzoni Abruzzesi, Castellamare Adriatico – Pescara, agosto 1922, Pescara, Arte della Stampa, 1922.
1° Festival della Canzone Abruzzese-Molisana, Vasto, Arte della Stampa, 1955.
3° Agosto Abruzzese – Ortona – Speciale audizione di Canzoni dalle 20 Maggiolate ortonesi, Ortona, 1950.
28 marzo 2026
LA GUIDA GIORNALE PEL POPOLO edito dalla tipografia Aternina L’Aquila 1860 – 1862.
Betta Branchesi, Un Commissariato davvero speciale: Sulmona.
Nelle nostre ricerche abbiamo scoperto che buona parte dei componenti di quel piccolo Ufficio di P.S. sono stati riconosciuti Partigiani o Patrioti.
26 marzo 2026
24 marzo 2026
Michele de Giorgio, intellettuale di Lanciano nel primo ‘800.
Michele
de Giorgio, intellettuale di Lanciano nel primo ‘800
di
Angelo Iocco
Nella città di Lanciano ogni mattina, dalle 8: alle 8:30 suona la campanella della Torre campanaria della Cattedrale, detta popolarmente “Squilla”. Ogni lancianese attende trepidante il 23 dicembre di ogni anno, per ascoltare il suono della campanella a distesa, dalle 18 alle 19, per augurarsi in anticpo il buon Natale. Eppure pochi sanno che questa campanella fu rifusa nel 1827 sotto il decurioanto amministrativo di Francesco Paolo Berenga e Michele de Giorgio, notabili della città[1]. Essa era più antica, pare del XVII secolo, ma andò rovinata a causa dell’invasioen francese del 1799 in città, sicché si dovette procedere alla rifusione di quasi tutte le campane cittadine, requisite dai francesi o addirittura distrutte per non richiamare a stormo i cittadini contro di essi. Così la campana fu rifusa, nell’ambito di vasti progetti di valorizzazione della Cattedrale, e della Solennizzazione dell’Incoronazione della Beata Vergine del Ponte, la di cui deputazione era altresì amministrata dal de Giorgio, sindaco di Lanciano dal 1833 al 1837. Questi era il notabile d. Michele de Giorgio, secondo il Maranca forse di origini venete, imparentato coi Dogi veneziani del XV secolo. Egli viveva nella sua avita casa palaziata del rione Civitanova, lungo la strada maestra, oggi via Garibaldi, caratterizzata da un ampio arco per il passaggio delle carrozze, ospitando intellettuali e ricercatori, tra cui il giurista Antonio Madonna di Lama dei Peligni, e il sacerdote Uomobono Bocache.
Palazzo de Giorgio, Lanciano
Nel 1789-1790, a capo di Lanciano era stato il giurista Pasquale Liberatore, suo amico e ricercatore, nel 1793-94 il padre Guglielmo de Giorgio.
Nel 1808 era consigliere provinciale del dipartimento di Lanciano, con Saverio Brasile.
Disegno
di Antonio Maranca - dai suoi manoscritti - della medaglia “greca” con scritto
Anxanon. Biblioteca comunale di Lanciano









