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11 maggio 2026

Fernando D'Annunzio: I primi cinque canti della Divina Commedia di Dante Alighieri in dialetto vastese.


Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca da Rimini.

In occasione delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il poeta vastese Fernando D'Annunzio ci ha regalato la traduzione e la declamazione in vernacolo dei primi cinque canti della Divina Commedia. 
F.M.

Un grazie va all’amico Filippo Marino che mi ha suggerito di cimentarmi nella traduzione in “dialetto vastese” dei primi cinque canti dell’Iinferno, a suo tempo tradotti in “dialetto abruzzese” dal nostro concittadino Giuseppe Perrozzi.

Facile non è stato produrre questo lavoro, proprio perché sono passato attraverso una traduzione dall’opera di Dante Alighieri al dialetto “abruzzese” (scritto tra virgolette, perché in questo dialetto che consideriamo “abruzzese” non si riconosce tutto l’Abruzzo dove ogni territorio più o meno vasto, ha una sua “koiné”). Inoltre, molti termini del dialetto “abruzzese” non sempre hanno il corrispettivo vastese e in questo caso ho dovuto ottemperare al rispetto di rima e metrica che l’opera di Dante esige, cercando sinonimi validi e variando a volte la rima stessa e la costruzione del verso, con l’intento anche di conferire all’opera un’agevole comprensione e scorrevolezza.

Spero di aver rispettato gli intenti del nostro don Peppino Perrozzi al quale va la gratitudine per averci lasciato quest’opera e l’apprezzamento per tutti i suoi lavori dialettali, in special modo i simpatici componimenti in dialetto vastese.

In poche parole e volendo indegnamente imitare il Manzoni che per affinare i suoi Promessi Sposi, dovette “sciacquare i panni in Arno”,

 jë haj’ arisciacquäte li pènn’ a la ‘Ngràlle*

 *(io ho sciacquato i panni al lavatoio dell’Angrélla…)

A Vasto, fino agli anni ’40, nella vallata dell’Angrélla, non lontano da casa mia, esisteva un lavatoio pubblico.

lavatoio dell’Angrella, adiacente al Mattatoio

SUL DIALETTO USATO
Lu Uaštaréule, il dialetto vastese, ha caratteristiche di lingua “la lénga uaštaréule”; lingua che purtroppo sta diventando sempre più sconosciuta ai più e sta subendo continue contaminazioni, per fortuna la ritroviamo scritta in validi autori che l’hanno coltivata e tramandata. Ma il rischio più grande è la perdita dei suoni che risultano molto particolari, tanto che sono pochissimi e sempre meno coloro in grado di riprodurli nel modo giusto.
Il lavoro al quale mi sto dedicando è quello di lasciare più tracce possibili di questa nostra amata “lingua”, abbinando registrazioni audio ai testi scritti.

Quello che nasce dentro il mio cuore,
voce sincera, voce d’amore,
che custodisco dentro il mio petto,
se esce fuori parla in dialetto.”
Fernando D’Annunzio



Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca da Rimini.


AUDIO 

(cliccare sulle immagini per ascoltare e/o scaricare i files)











Le immagini dei Canti-Audio sono tratte dalla Commedia illustrata di Gustave Doré.

27 maggio 2025

Olivia Rossetti Agresti, scrittrice inglese, figlia di William Michael e nipote di Gabriele Rossetti.

coll. G.Ferrara

Olivia Rossetti Agresti (Londra, 30 settembre 1875 – Roma, 6 novembre 1960) è stata una scrittrice, traduttrice ed editrice inglese, con il matrimonio si trasferì in Italia assumendo poi la cittadinanza italiana. 
Membro di una delle più importanti famiglie artistiche e letterarie d'Inghilterra, la sua traiettoria politica anticonvenzionale iniziò con l'anarchismo, proseguì con la Società delle Nazioni e finì con il fascismo italiano. 
Il suo coinvolgimento con quest'ultimo ha portato ad un'importante corrispondenza e amicizia con Ezra Pound, che la menziona due volte nei suoi Canti.

Olivia Rossetti Agresti

lettera firmata della Conferenza di Genova, 21.04.1922


I Rossetti - color Filippo Marino

31 gennaio 2025

Dante e l'Arte n.11.2024: Dante e il Preraffaelismo. La famiglia Rossetti e il culto di Dante.


Dante e l'Arte n.11.2024: Dante e il Preraffaelismo. La famiglia Rossetti e il culto di Dante.

Il dossier del presente numero 11 (2024) di Dante e l’Arte è dedicato allo studio del legame fra il Preraffaellismo e l’opera dantesca. L’ intreccio quasi indissolubile tra arte e letteratura materializzatosi nell’interesse per Dante da parte della Pre-Raphaelite Brotherhood viene qui esplorato grazie a diversi contributi, tutti caratterizzati da un uguale approccio multidisciplinare, mai circoscritto a un unico ambito geografico, orientato piuttosto verso tutti gli ambiti: letterario, artistico, teorico-poetico e storico-culturale.
Il focus è posto sul ruolo, centralissimo, che Dante ha avuto nella produzione artistica di Dante Gabriel Rossetti, ma anche nelle sue vicende personali e familiari. L’articolo di Gianni Oliva ci informa appunto di quanto fosse fondante questo legame per tutta la famiglia Rossetti. Inoltre, ci propone una rassegna degli studi più recenti prodotti dal «Centro europeo di studi rossettiani» operativo a Vasto fin dal 2008. Il tema della centralità di Dante viene ripreso e sviluppato da Deirdre O’Grady, la quale, riesaminando le celebri raffigurazioni Rossettiane di due personaggi danteschi femminili, Francesca da Rimini e Pia dei Tolomei, ne fa una lettura in chiave di innovazione: la purezza poetica dantesca confluisce nel simbolismo decadente nel quale si muove Rossetti. Il contributo di Paolo De Ventura ci ricorda come il rapporto diretto Dante-Rossetti vada oltre la dimensione del traduttore e sia piuttosto ascrivibile a una sorta di appropriazione di stili e di motivi ispiratori, e al rispecchiarsi di Rossetti in un paradigma biografico romanticamente rivissuto. Dall’analisi di due sonetti, uno che è traduzione di un sonetto dantesco l’altro originale rossettiano, emerge la continuità tra traduttore e poeta e viene dipanato il filo che dalla traduzione porta inaspettatamente alla composizione originale.
I successivi articoli prendono in considerazione anche altri aspetti e personaggi. Anne-Florence Gillard-Estrada mette a fuoco le diverse rappresentazioni di Paolo e Francesca nell’ambito dei movimenti preraffaelliti ed “estetici”.
Quella di Rossetti costituirebbe una svolta decisiva in quanto trascende il riserbo femminile con cui la scena era solitamente trattata, per metterne in rilievo, con l’abbraccio dei due amanti, la forte carica sensuale. La scena fu ripresa da diversi pittori estetici che però ne annullarono la dimensione passionale a vantaggio del puro sentimentalismo. Alle opere pittoriche di Marie Spartali Stillman che si ispirano a Dante è dedicato invece il saggio di Emilia Di Rocco, nel quale viene delineata la personalità di Spartali Stillman attraverso le sue opere che oltre a testimoniare l’influenza esercitata dai preraffaeliti rispetto a Dante, entrano a pieno titolo nel canone di un’iconografia che fino a quel momento era stata prevalentemente al maschile. La pratica artistica diventa anche un tentativo di ricerca di un proprio stile, di emancipazione dai “padri” e di riconoscimento come artista e come donna nell’Inghilterra vittoriana. Stefania Arcara nel suo contributo, parte dalle peculiarità della figura di Beatrice tale come appare nell’opera poetica e pittorica di Dante Gabriel Rossetti per passare ad esaminare alcuni esempi della produzione poetica di Elizabeth Siddal e di Christina Rossetti. Li mette poi a confronto secondo un’inedita prospettiva protofemminista, con la figura della donna amata quale musa ispiratrice del genio artistico maschile. La donna oggetto d’amore della tradizione maschile diventa in questo modo soggetto della lirica amorosa. In questo modo la visione cristiana che ispira la lirica di Christina le permetterebbe di essere più fedele allo spirito dantesco del fratello, Dante Gabriel, e della sua estetizzante Beatrice preraffaellita.
Chiudono il dossier tre testi che esplorano altri aspetti dell’influsso esercitato dal dantismo preraffaellita. Fabio Cammilletti fa riferimento al ruolo di medium che l’Ottocento attribuisce a Dante, in quanto ascrivibile a una certa visione del poeta propria del movimento preraffaellita. In effetti la mediazione dei Preraffaelliti rispetto all’appropriazione di Dante da parte del movimento spiritista fa pensare al fatto che Rossetti abbia promosso non tanto un dantismo ‘spiritico’ quanto un vero e proprio spiritismo ‘dantesco’.D’altra parte, le vicende che legano le opere di Rossetti a Dante forniscono già di per sé spunti interessanti per alcuni quadri che fanno parte di questo ambito. Yannick Le Pappe che ha studiato le collezioni, sia private che pubbliche in larga misura britanniche o nordamericane sostiene che le opere che racchiudono riflettono sia l'immaginario vittoriano sia i cambiamenti del mercato dell'arte nella seconda metà dell'Ottocento. L’ultimo testo del monografico, infine, esplora il dantismo di James Joyce in chiave rossettiana. Tra il 1912 e il 1915 l’autore irlandese aveva acquisito una copia della prestigiosa ristampa della Vita Nuova con i quadri di Rossetti come illustrazioni. Valentina Mele sonda l’influenza che la cosiddetta edizione “preraffaellita” del libello di Dante ha avuto nell’immaginario Joyciano, attraverso l’analisi della complessa figura di Gerty, la Nausicaa che Bloom incontra sulla spiaggia di Sandymount. A riprova che il dantismo preraffaellita, ha avuto un ruolo fondamentale e di massima rilevanza storica nei processi di ricezione e di riappropriazione di Dante sia per la cultura dell’epoca che per quella successiva e nei più svariati ambiti artistici.
Ringraziamo i colleghi Nicola Di Nino e Veronica Pesce che hanno dato l’avvio ai lavori di questo dossier.
Centro Europeo di Studi Rossettiani & Universidad Autonoma de Barcelona

9 ottobre 2024

Peppe Millanta, Scorci d'Abruzzo. Un viaggio dietro le opere più importanti d'Abruzzo.

Jusepe de Ribera, "Maddalena Ventura con il marito e il figlio" (Donna barbuta), 
1631, olio su tela, 196×127 cm, Museo del Prado, Madrid



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