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9 settembre 2026

Accadde oggi, 9 settembre 1943. La Corazzata Roma: Tragedia, Gloria e Orgoglio dell'Ingegneria Navale Italiana. Tra i caduti il ricordo di quattro marinai vastesi.


Accadde oggi, 9 settembre 1943. La Corazzata Roma: Tragedia, Gloria e Orgoglio dell'Ingegneria Navale Italiana. Tra i caduti il ricordo di quattro marinai vastesi
di Filippo Marino

Il 9 settembre 1943 si consumava una delle pagine più drammatiche, vive e significative della storia militare italiana: l'affondamento della corazzata Roma, ammiraglia della Regia Marina. 
Punta di diamante della flotta e orgoglio tecnologico dell'epoca, l'unità andò incontro a un tragico epilogo nelle acque del Golfo dell'Asinara, all'indomani dell'annuncio dell'armistizio firmato a Cassibile.

Un Gioiello di Ingegneria Navale

Varata a Trieste il 9 giugno 1940 e costruita dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico, la Roma rappresentava il punto più alto dell'innovazione bellica e navale:

· Velocità e Prestazioni: Nelle prove in mare superò i 32 nodi, stabilendo un primato mondiale per navi da battaglia della sua classe e stazza.


· Potenza di Fuoco Unica: I suoi 9 cannoni principali da 381/50 mm vantavano una gittata massima di 42,8 km. Tali prestazioni superavano quelle di tutte le corazzate avversarie e alleate dell'epoca, compresi i cannoni da 406 mm americani e i giganteschi 460 mm della Yamato giapponese.

· Sistemi di Bordo Avanzati: Disponeva di centrali di tiro e torri antiaeree stabilite giroscopicamente, una protezione subacquea fondata sui celebri "Cilindri Pugliese" e del radar di fabbricazione italiana EC-3/ter "Gufo".


· Vita di Bordo: A differenza delle unita navali del passato, la nave offriva sistemazioni moderne e accoglienti per l'equipaggio, superando di gran lunga le dotazioni tradizionali della flotta.



Il Dramma dell'8 Settembre e la Partenza


Il contesto storico in cui si consumò l'evento fu segnato dall'estrema incertezza e dal disorientamento istituzionale seguiti al proclama dell'armistizio l'8 settembre 1943. 
La squadra navale di base a La Spezia, guidata dall'ammiraglio Carlo Bergamini, ricevette l'ordine di prendere il mare per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche ed eseguire le direttive del Comando Supremo, preservando l'onore della Bandiera.
Nelle prime ore del 9 settembre, le navi salparono puntando inizialmente verso La Maddalena. 
Tuttavia, giunta la notizia che la base sarda era già stata occupata dalle forze tedesche, Supermarina ordinò un'immediata inversione di rotta verso ovest, con destinazione l'Algeria.


L'Attacco con la "Fritz-X" e il Drammatico Epilogo

Poco dopo le 15:00 del 9 settembre, mentre la formazione transitava al largo di Capo Testa e del Golfo dell'Asinara, fu intercettata da una squadriglia di bombardieri tedeschi Dornier Do 217. 
La Luftwaffe impiegò per la prima volta una nuova e letale arma tecnologica: le bombe teleguidate ad alto potenziale "Fritz-X".


· L'Impatto: La Roma fu centrata in pieno. Una seconda bomba penetrò lo scafo sul lato sinistro del torrione, esplodendo direttamente nei depositi di munizioni interni delle torri prodierali.

· La Fine: La tremenda deflagrazione squarciò la struttura elevando una gigantesca colonna di fumo. 
Spezzatasi in due, la corazzata si capovolse e si inabissò in soli 28 minuti.

· Le Vittime: Dei 1.849 uomini d'equipaggio imbarcati, 1.253 persero la vita. Tra i caduti vi furono l'ammiraglio Carlo Bergamini, il comandante della nave Adone Del Cima e quasi tutto lo Stato Maggiore. 
I superstiti furono soccorsi e recuperati dalle altre unità della formazione e dalle navi di scorta.

Il Valore della Memoria

L'affondamento della corazzata Roma rimane un momento simbolo del sacrificio, del senso del dovere e della dignità dei marinai italiani. 
In un momento di totale sbandamento politico e militare per il Paese, l'equipaggio mantenne la coesione e la disciplina fino all'estremo saluto alla propria nave, consegnando alla storia una pagina indimenticabile di eroismo e di memoria navale.

Caduti di Vasto:

Tra le vittime vi erano anche quattro marinai vastesi che ricordiamo:

Marò Fuochista: (?) Francesco, nato a Vasto il 16/01/1922;

Marò Fuochista: DI CARLO Domeniconato a Vasto il 17/09/1920;

Marò Furiere: DI FILIPPANTONIO Mario, nato a Vasto il 22/09/1921;

Marò Marò: MILENO Cesario, nato a Vasto il 13/12/1920.














Foto dal web

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