Il complesso del cafone è un'espressione di carattere sociologico e antropologico utilizzata per descrivere il sentimento di inferiorità, vergogna o imbarazzo che alcune persone o intere comunità provano nei confronti delle proprie origini rurali, provinciali o popolari.
Adriana Gandolfi ha dedicato la propria vita a documentare ciò che rischiava di scomparire. Attraverso decenni di ricerca etnografica in Abruzzo e nel Centro Italia ha raccolto testimonianze, osservato rituali, ascoltato racconti e custodito la memoria di un patrimonio immateriale che oggi appare sorprendentemente lontano, pur appartenendo a un passato recentissimo. In poco meno di trent'anni abbiamo assistito a una trasformazione culturale rapidissima. Nel tentativo di costruire nuovi modelli e nuovi linguaggi abbiamo spesso lasciato indietro ciò che, per secoli, aveva dato significato agli oggetti, ai gesti e ai riti della quotidianità. Il velo che collegava il mondo visibile a quello simbolico è stato progressivamente rimosso, consegnandoci una realtà sempre più funzionale, ma anche più povera di significati condivisi. In questo appuntamento attraversiamo quel ponte che ancora collega l'Abruzzo contemporaneo alla sua dimensione più antica, grazie alla ricerca di persone come Adriana: un universo in cui religione e magia convivevano, dove simboli, amuleti e pratiche popolari costituivano un linguaggio condiviso e ogni oggetto custodiva una funzione che andava ben oltre la sua materialità. Ci concentriamo sul gioiello etnico abruzzese, autentica sintesi della cultura tradizionale. Dalla "Presentosa" al "breve", dagli amuleti al corallo, fino ai simboli nascosti nell'arte orafa, ogni elemento racconta una storia fatta di protezione, identità, appartenenza, devozione e antiche conoscenze. Oggetti che oggi ammiriamo soprattutto per la loro bellezza, ma che per secoli hanno rappresentato una visione del mondo, un sistema di valori e una forma di dialogo con l'invisibile che non dobbiamo far scomparire.
Adriana Gandolfi è una ricercatrice etno-antropologica che si è specializzata nel patrimonio culturale abruzzese e molisano attraverso l'esperienza diretta e partire dalla sua formazione artistica nelle arti applicate. Socia di A.I.S.EA. e fondatrice di S.I.M.B.D.E.A., ha curato l’allestimento di musei e mostre sull’artigianato tradizionale. Svolge ricerche sul campo raccogliendo preziose interviste, canti e testimonianze di pratiche culturali locali sin dagli anni '80, pubblicando libri e facendo conferenze. Siamo stati a casa sua per farci raccontare delle esperienze più significative, sul rapporto empatico con la tradizione e le persone che ha incontrato in questi anni.
CASOLI (CH), 16 NOVEMBRE 2025 - NELLA DIMORA STORICA SETTECENTESCA DI PALAZZO TILLI DI CASOLI, L'ANTROPOLOGA ADRIANA GANDOLFI PRESENTA IL SUO LIBRO DEDICATO ALLA PRESENTOSA. L'iniziativa promossa dalla sezione di Chieti di "ITALIA NOSTRA" in collaborazione con PALAZZO TILLI, ha visto la partecipazione della Vicepresidente dell’Associazione Sara Pantalone e di Antonella Allegrino, proprietaria del palazzo storico. La Presentosa, gioiello barocco creato nel Settecento, divenne celebre anche grazie a Gabriele D’Annunzio, che lo descrisse in “Trionfo della morte” (1894), contribuendo a consolidarne il nome e il fascino. “Il gioiello era stato creato per presentare alla comunità la promessa di matrimonio delle giovani donne, da cui la denominazione di presentosa – spiega Adriana Gandolfi – È un medaglione di forma solare, con al centro simboli cuoriformi o altri messaggi amorosi che ne esplicitavano la funzionalità scaramantica e propiziatrice di prosperità per chi lo indossava". Leggi l'articolo completo: