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21 giugno 2026

Raffaello Celommi, "Raccolta della cischia", 1936.

Raffaello Celommi, "Raccolta della cischia", 1936, olio su tela, collezione privata.


Raffaello Celommi (Firenze, 1881 - Roseto degli Abruzzi, 1957)
"Raccolta della cischia", 1936
Olio su tela
Collezione privata.


Raffaello Celommi | Raccolta della cischia (1936 - olio su tela).
Da un semplice dipinto possiamo apprendere tradizioni ormai dimenticate e anche riflettere su come è cambiato il paesaggio abruzzese da allora: l'opera ha un alto valore scientifico, poichè i fondali del litorale dell’Adriatico abruzzese erano, fino agli anni ’30 del secolo scorso, coperti di praterie di Cymodocea nodosa, una fanerogama marina (pianta superiore a riproduzione sessuale con fiori e semi), assai simile alla Posidonia oceanica, con la quale spesso viene confusa.
La massa di queste piante, morte e spiaggiate (la “cischia”) veniva raccolta e utilizzata come combustibile a combustione lenta (per risparmiare) e per le loro ceneri ricchissime di sodio, con cui si facevano le migliori liscivie per il bucato.
Nota di Giovanni Damiani
Da: Celommi dal 1851

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