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24 marzo 2026

Vasto, Stadio Aragona.


Michele de Giorgio, intellettuale di Lanciano nel primo ‘800.

 Ritratto anonimo di Michele de Giorgio, da AA.VV., Civitanova, quartiere “nuovo” della città, Nuova Gutemberg, Lanciano, 2021

Michele de Giorgio, intellettuale di Lanciano nel primo ‘800

di Angelo Iocco

Nella città di Lanciano ogni mattina, dalle 8: alle 8:30 suona la campanella della Torre campanaria della Cattedrale, detta popolarmente “Squilla”. Ogni lancianese attende trepidante il 23 dicembre di ogni anno, per ascoltare il suono della campanella a distesa, dalle 18 alle 19, per augurarsi in anticpo il buon Natale. Eppure pochi sanno che questa campanella fu rifusa nel 1827 sotto il decurioanto amministrativo di Francesco Paolo Berenga e Michele de Giorgio, notabili della città[1]. Essa era più antica, pare del XVII secolo, ma andò rovinata a causa dell’invasioen francese del 1799 in città, sicché si dovette procedere alla rifusione di quasi tutte le campane cittadine, requisite dai francesi o addirittura distrutte per non richiamare a stormo i cittadini contro di essi. Così la campana fu rifusa, nell’ambito di vasti progetti di valorizzazione della Cattedrale, e della Solennizzazione dell’Incoronazione della Beata Vergine del Ponte, la di cui deputazione era altresì amministrata dal de Giorgio, sindaco di Lanciano dal 1833 al 1837.  Questi era il notabile d. Michele de Giorgio, secondo il Maranca forse di origini venete, imparentato coi Dogi veneziani del XV secolo. Egli viveva nella sua avita casa palaziata del rione Civitanova, lungo la strada maestra, oggi via Garibaldi, caratterizzata da un ampio arco per il passaggio delle carrozze, ospitando intellettuali e ricercatori, tra cui il giurista Antonio Madonna di Lama dei Peligni, e il sacerdote Uomobono Bocache.

Palazzo de Giorgio, Lanciano

Nel 1789-1790, a capo di Lanciano  era stato il giurista Pasquale Liberatore, suo amico e ricercatore, nel 1793-94 il padre Guglielmo de Giorgio.

Nel 1808 era consigliere provinciale del dipartimento di Lanciano, con Saverio Brasile.

Disegno di Antonio Maranca - dai suoi manoscritti - della medaglia “greca” con scritto Anxanon. Biblioteca comunale di Lanciano

20 marzo 2026

Vasto, Oreficeria Gioielleria "Giacomo Marrollo", Piazza L.V. Pudente, 1924.


Inaugurazione 29.09.1924



Elenco professioni 1924

Macchietta di Luigi Anelli - interno della Gioielleria e proprietario.

Vasto, Costumi Abruzzesi.


Color 

Raffaello Celommi, "Canzone popolare".

Raffaello Celommi, "Canzone popolare"
olio su tela, cm 60x100, collezione privata.




Raffaello Celommi (Firenze 1881 - Roseto degli Abruzzi 1957)
"Canzone popolare"
Olio su tela, cm 60x100
Collezione privata.

Raffaello Celommi, "Canzone popolare"
olio su tela, cm 60x100, collezione privata.

Vasto, Sacerdoti a S.Nicola della Meta.

Vasto, Sacerdoti a S.Nicola della Meta. Primi del '900.

color

19 marzo 2026

Festival della Canzone Abruzzese e Molisana di Vasto dal 1955 al 1967, i successi.




"Li rose de lu Vaste", 1956, canzone abruzzese di Guido Albanese, Coro Cantori di Raiano.

Da: Cultura Abruzzo 69

LE CANZONI RACCONTANO SAN VITO, Canzoni abruzzesi, San Vito Chietino.


Luigi Illuminati e Antonio Di Jorio, Le migliori canzoni Abruzzesi.

Marco Bianchini, Edilizia storica della Marsica occidentale.

Da rilievoarcheologico.it

La Valle del Salto nei disegni e nei racconti dei viaggiatori dell’Ottocento.

Luigi Martella, “Vasto. L’attesa delle paranze”, 1946.

Luigi Martella, “L’attesa delle paranze”, 1946, 
olio su cartoncino telato, cm 47x28, collezione privata.


Luigi Martella (Vasto, 11 gennaio 1911 - 12 ottobre 1971)
“L’attesa delle paranze”, 1946
Olio su cartoncino telato, cm 47x28
Collezione privata.

Barche a Vasto: moscone e paranze.